Attenzione al colpo di calore

Attenzione al colpo di calore

Attenzione al colpo di calore

Anche quest’anno, volenti o nolenti, è arrivato il caldo. Ecco poche regole per non correre rischi anche con un clima tropicale. Il nostro organismo svolge le sue funzioni all’interno di un intervallo di temperatura, ma se la colonnina di mercurio sale oltre un certo limite entra in gioco un meccanismo che ci permette di raffreddare il nostro corpo: la sudorazione.

Il sudore viene prodotto dalle ghiandole sudoripare e tramite la sua evaporazione è in grado di abbassare la temperatura della pelle. Questo sistema funziona solo se c’è acqua in eccesso nell’organismo. Quando non c’è più disponibilità d’acqua cominciano i problemi: quello che si rischia è il classico colpo di calore. L’umidità non aiuta, anzi peggiora la situazione ostacolando la normale sudorazione. Con il sudore, quindi, si perde molta acqua e se questa non viene reintegrata si presentano numerosi problemi: per prima cosa si riduce il volume del sangue con un abbassamento repentino della pressione arteriosa fino alla crisi circolatoria. Inoltre insieme al sudore se ne vanno molti sali minerali, come il potassio, fondamentale per l’attività elettrica del cuore. Per scongiurare il colpo di calore è importante seguire alcune semplici indicazioni: bere molto, sudare in abbondanza ed evitare di esporsi al sole nelle ore più calde della giornata. I sintomi del surriscaldamento sono abbastanza facili da individuare: si ha mal di testa, vertigini, spossatezza, crampi muscolari. Sono comuni anche nausea e vomito. Se si avvertono questi disturbi è necessario interrompere qualsiasi attività,mettersi al fresco e bere. Se una persona ha subito un colpo di calore bisogna cercare di abbassare la sua temperatura corporea: si possono usare dei ventilatori, ma la cosa migliore è coprire il malcapitato con asciugamani o indumenti bagnati. Se è cosciente, è utile dargli da bere una bevanda fresca: no agli alcolici, al tè, al caffè e alle varie “cole” che contengono caffeina. Via libera invece ai succhi di frutta e, soprattutto, all’acqua. Se la persona affetta da colpo di calore ha perso conoscenza bisogna stenderla su un lato e chiamare immediatamente il pronto intervento: non dimentichiamoci che il colpo di calore può essere letale!

Quando il sole acceca
L’esposizione ai raggi del sole, oltre a causare problemi alla pelle, può anche procurare seri danni agli occhi. Da un sondaggio commissionato dalla Commissione Difesa Vista è emerso che gli italiani sono molto disinformati e poco sensibili al problema della protezione degli occhi, soprattutto per quanto riguarda la scelta degli occhiali da sole. Eppure questo prodotto è il più indicato per proteggerci dai danni dovuti alle radiazioni solari. Vi sono tre tipi di radiazioni moto dannose: i raggi ultravioletti B, gli UVA e gli infrarossi. I primi danneggiano le parti esterne dell’occhio (cornea, congiuntiva e cristallino) dando irritazione, infiammazione e invecchiamento precoce. I più dannosi sono gli UVA e le radiazioni visibili nel campo del violetto e del blu perché colpiscono una zona più profonda dell’occhio: la retina. Le principali malattie causate dai raggi UVA sono la cataratta e la degenerazione maculare. Gli infrarossi, infine, sono i più sottovalutati ma surriscaldano tutti i tessuti oculari. Il calore rallenta il microcircolo riducendo la sintesi di collagene ed elastina. Si avrà così un invecchiamento precoce. E’ importante dunque utilizzare gli occhiali da sole fin dall’infanzia per ridurre i danni da esposizione al sole e ritardare l’insorgenza di malattie. Esistono delle norme comunitarie per la produzione delle lenti protettive che ne garantiscono la qualità; quando si acquista un occhiale da sole, quindi, bisogna sempre verificare la presenza del marchio CEE inciso nella montatura e l’esistenza di note informative con le caratteristiche tecniche delle lenti. La scelta del colore delle lenti, invece, può essere liberamente dettata dal gusto personale e dall’uso che se ne deve fare: infatti il colore della lente non protegge dalle radiazioni solari. In spiaggia, dov’è facile che la luce solare si rifletta su superfici abbaglianti, sono preferibili delle lenti polarizzate capaci di attenuare questo effetto. È da sottolineare il fatto che le radiazioni nocive non colpiscono gli occhi solo in modo frontale, ma lo aggrediscono da tutte le direzioni; la forma più indicata per una montatura da sole, perciò, è quella che avvolge completamente l’occhio così da schermarlo completamente.

Gli hobbies tengono lontana la demenza senile
Le persone anziane che coltivano interessi o hobbies come giocare a carte, fare del giardinaggio o leggere non rischiano il declino mentale. Uno studio condotto in Svezia su più di 700 soggetti con più di 75 anni di età ha evidenziato che coloro che svolgono un’attiva vita di società oppure che tengono la mente allenata hanno una bassa probabilità di sviluppare una delle più comuni patologie dell’anziano: la demenza senile. Nella fase iniziale di questo studio i partecipanti sono stati intervistati su come abitualmente impiegano il loro tempo libero. In particolar modo si è cercato di mettere in evidenza chi svolge attività che necessitano di una certa abilità mentale, come il gioco delle carte, l’enigmistica, la pittura, il giardinaggio, i lavori di cucito ed altri ancora. Tutte queste attività, svolte giornalmente o una volta a settimana, sembrano proteggere gli anziani dalla demenza, diminuendone il rischio di circa il 40%. Anche l’attività fisica ha un ruolo importante: il nuoto e le lunghe passeggiate dimezzano infatti le manifestazioni di questa malattia. Il legame tra stile di vita e diminuzione del rischio di demenza è dunque molto stretto e dipende principalmente dall’educazione e dalla salute mentale e fisica dei soggetti esaminati. Il segreto per rimanere lucidi e attivi nella terza età è quindi impegnarsi in occupazioni stimolanti, sia individuali che orientate verso il sociale. L’impegno mentale richiede un buon livello di attenzione e una buona capacità di elaborare pensieri complessi: si viene così a creare una specie di “riserva cerebrale” negli anziani che tiene lontani i rischi di una degenerazione delle loro capacità intellettive.

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