Verde e zafferano – A voce alta per la Birmania

Verde e zafferano – A voce alta per la Birmania

Verde e zafferano – A voce alta per la Birmania

Carmen Lasorella
Bompiani

Un reportage che racconta le vittime di uno fra i regimi totalitari più feroci dei nostri tempi: quello birmano. Con un intervento di Emma Bonino. Con un’intervista al del Premio Nobel per la pace 1991 Aung San Suu Kyi.

“VERDE e ZAFFERANO, a voce alta per la Birmania” è dedicato alla giusta causa di un popolo che sfida una dittatura nel nome della democrazia. Il libro si sviluppa con il ritmo di un racconto, ma ha il taglio dell’inchiesta. Si svolge su piani diversi: segue l’urgenza della cronaca, nelle marce dei monaci del settembre 2007, rinvia alle atmosfere, ai personaggi e ai ricordi di un reportage di qualche anno prima in Birmania, si sofferma sulla condizione dell’autrice, che in un periodo di esclusione forzata dal lavoro, trova l’orgoglio di diventare una corrispondente virtuale usando le voci e gli occhi della Rete, affronta una riflessione sul ruolo del giornalista nell’era della comunicazione globalizzata e digitale, ascolta il simbolo della resistenza birmana, Aung San Suu Kyi.

La Signora, come tutti la chiamano, benché in una condizione di isolamento, imposto dalla dittatura, che l’ha ristretta per ben tre volte agli arresti domiciliari (tuttora in corso) grazie alla rete dei contatti dell’opposizione in esilio viene raggiunta clandestinamente da Carmen Lasorella, che può intervistarla e trascorrere con lei, gabbando i generali, un intero pomeriggio.
Emerge il ritratto di una donna “magra, minuta, con le orchidee e i gelsomini intrecciati tra i capelli, che aveva inceppato come un cuneo la ruota dentata dei generali. (…) oramai incommutabile, sempiterna, indistruttibile. Pura essenza. Un mito. L’ideale, che in lei si era incarnato, la trascendeva.”

Suu Kyi esprime il suo pensiero politico e non si sottrae alle domande più personali sulla sua condizione negata di madre e di moglie, né nasconde le sue fragilità, forte tuttavia di una fede incrollabile nel successo del processo democratico in Birmania. “Sul dramma birmano è ritornato il silenzio, almeno quello dei grandi media. E nel silenzio proseguono le purghe ordinate dai generali. Lo conferma Amnesty International, parlando di arresti di monaci e di dissidenti. I muri di pietra del regime, tuttavia, non sono più invalicabili come prima. Le marce color zafferano hanno innescato un processo dagli esiti imprevedibili.”
Questo libro, approfondendo l’analisi dei dossier sulla violazione sistematica dei diritti umani “dietro i muri di pietra del regime” e sull’intreccio degli interessi economico-politici che sostengono la dittatura golpista di Rangoon, vuole contribuire, nel segno dell’ impegno civile, a mantenere viva l’attenzione.

Carmen Lasorella ha firmato innumerevoli reportage televisivi sulle grandi crisi internazionali del XX secolo in Africa, Medio e Vicino Oriente, America latina.
Anchorwoman e inviata di guerra del Tg2 per 10 anni. La tragedia di un agguato in Somalia nel 1995. Autrice e conduttrice di programmi tv in prima, seconda serata e nella fascia meridiana su Raiuno e Raidue (Politistrojka; Rinascimento, la fabbrica del futuro; Tg2 Dossier Notte; Contro l’Aids; Per l’Europa; Cliché; La sfida di Hong Kong; I laghi del sangue; Il sogno di Abramo; primaDonna; Visite a Domicilio).
È stata corrispondente da Berlino e dall’Europa dell’Est, nonché assistente del presidente della Rai, Enzo Siciliano. Ha collaborato alla radio (Radio Anch’io, RadioTre Mondo). Tra i premi ricevuti: il Max David, il Premiolino, il Guidarello, il premio della Critica Radiotelevisiva. Scrive per magazine italiani e stranieri. Svolge attività di volontariato con campagne di solidarietà. È laureata in Giurisprudenza con una tesi sul diritto all’informazione e la diffusione Radio-Tv in Italia e all’estero. È lucana.

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