Umore a terra? Bisogna socializzare

Umore a terra? Bisogna socializzare

Umore a terra? Bisogna socializzare

La depressione non è un disturbo dell’umore legato solo alla nostra psiche, ma può dipendere anche da alterazioni neuronali all’interno del sistema nervoso.

Un matrimonio fallito, l’incertezza del posto di lavoro, problemi economici. Sono tanti i motivi che possono farci sentire con l’umore a terra, rischiando di compromettere i nostri rapporti affettivi e sociali e isolandoci dal resto del mondo.
E l’emarginazione sociale, specie se non voluta, può diventare, a sua volta, causa di depressione, con conseguenze sul nostro sistema neurologico, come verificato su un gruppo di ratti dai ricercatori dell’Istituto di neuroscienze (In) del Cnr di Cagliari. “I ratti, animali che amano molto giocare e stare in compagnia dei loro simili, sono stati costretti a vivere in gabbia, da soli, per circa 2-3 mesi dalla loro nascita. In questo modo è stato verificato che il loro stato emozionale e comportamentale presentava gravi sintomi di ansia e depressione”, spiega Cristina Mostallino dell’In-Cnr. “Dalle analisi effettuate a livello cerebrale, abbiamo riscontrato una marcata diminuzione di alcuni ormoni steroidei, come il progesterone (un derivato del colesterolo), che, attraverso specifici processi cellulari, regolano numerose funzioni comportamentali e della sfera emozionale”.
Tale riduzione potrebbe contribuire allo stato depressivo nei ratti isolati. Ma non è l’unico meccanismo coinvolto. “Nei nostri esperimenti abbiamo osservato che in alcune aree del loro cervello si è determinata una diminuzione dei fattori trofici (proteine sintetizzate nei neuroni), tanto da supporre una maggiore atrofia neuronale, altro processo che può provocare alterazione dello stato mentale”.
La depressione, quindi, non è un disturbo dell’umore legato solo alla nostra psiche, ma può dipendere anche da alterazioni neuronali all’interno del sistema nervoso. “Per ristabilizzarle occorre sia un’appropriata terapia farmacologica e psicologica”, conclude Mostallino, “ma anche attività sociali, quali frequentare una palestra, iscriversi a un corso di cucina o qualsiasi altra cosa che comporti il contatto con gli altri”.
Per saperne di più: Almanacco della Scienza

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