Scienziati concordi: la Terra è a rischio di estinzione

Scienziati concordi: la Terra è a rischio di estinzione

Scienziati concordi: la Terra è a rischio di estinzione

Quella ricca e complessa trama di rapporti che costituisce la vita sulla Terra e che gli scienziati hanno denominato “biodiversità” è al giorno d’oggi sempre più in pericolo.

L’ultimo allarme risale ai giorni scorsi: “La biodiversità include tutti quegli esseri viventi da cui dipendono le nostre vite e le nostre economie, sono le foreste, gli oceani, le barriere coralline, i pesci, le alghe, gli insetti: essi costituiscono il mondo in cui viviamo e senza i quali non potremmo vivere”, afferma Brooks Yaeger, vicepresidente del WWF. Nonostante vi siano oltre due milioni di specie di piante ed animali conosciuti, gli esperti ritengono che un numero addirittura 50 volte superiore non sarebbe ancora stato scoperto.

Eppure molti scienziati sono concordi sul fatto che l’attività dell’uomo stia causando un rapido deterioramento della biodiversità. L’espansione degli insediamenti umani, l’agricoltura, l’inquinamento, la deforestazione, stanno distruggendo interi ecosistemi, alterando il magico equilibrio che governa la natura, causando l’inevitabile estinzione di molte specie. È dunque unanime l’opinione degli scienziati: stiamo entrando in un periodo di estinzione di massa, come non si verificava dall’era dei dinosauri, una crisi globale che potrebbe avere effetti disastrosi sulle nostre future riserve alimentari, la ricerca di nuovi medicinali, sull’acqua che beviamo e l’aria che respiriamo. Le stime sono discordi, ma l’estinzione, secondo gli studiosi, potrebbe avvenire tra 100 e 1000 volte prima del suo processo naturale. Durante il primo Summit mondiale sulla Terra tenutosi a Rio de Janeiro dieci anni fa, i leader mondiali firmarono un trattato che si proponeva di fronteggiare la crisi, ma i risultati finora ottenuti sono stati tutt’altro che soddisfacenti.

Il trattato si è infatti dimostrato più un atto politico che un vero e proprio progetto operativo, ponendosi obiettivi molto vasti e poco realistici, lasciando ampi poteri ai vari governi nazionali sulle modalità per raggiungerli. Molti paesi in via di sviluppo, soprattutto nelle aree tropicali dove vivono la maggior parte delle specie animali e vegetali, hanno impedito che il trattato potesse in qualche modo limitare la loro libertà di sfruttamento delle risorse naturali. E così l’uomo continua a distruggere la biodiversità a velocità sempre maggiore: fino a quando?

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