Le malattie dimenticate

Le malattie dimenticate

Le malattie dimenticate

Poesia e lavoro di un medico in prima linea
Carlo Urbani
Cura: Marco Albonico
Contributi: Lorenzo Savioli
Collana: Serie Bianca
Pagine: 196 – Prezzo: Euro 12

Il primo medico a diagnosticare la sindrome della Sars e a morirne il 29 marzo del 2003. Nel libro la sua vita, le emozioni e l’impegno in prima linea, lontano dai riflettori dei media, alle prese con malattie per noi “dimenticate”.

Il libro
Carlo Urbani non era un eroe né un missionario. Era un medico esperto di malattie tropicali che svolgeva la sua professione con generosa serietà e con passione scientifica. Il suo mestiere, esercitato con coerenza ed entusiasmo, lo ha portato inevitabilmente ad esporsi alla Sars mettendo in gioco la sua vita. La sua vicenda umana e professionale è per certi aspetti emblematica di molti, medici e non, impegnati nella lotta alla povertà ed innamorati del proprio lavoro che esercitano una professione che richiede coraggio e generosità. Nell’Africa sub-sahariana come nei paesi del delta del Mekong ci si trova alle prese con malattie da parassiti che colpiscono e uccidono decine di milioni di persone, ma che possono essere curate con pochi centesimi. L’assenza di strutture sanitarie adeguate, la povertà e l’indifferenza dei ricchi costituiscono la sfida quotidiana per chi lavora per promuovere la salute nei paesi in cui la speranza di vita è minima. I colori, la vitalità della gente e l’impegno quotidiano fanno innamorare, a volte fino a morirne, coloro che raccolgono la sfida. Così è stato per Carlo Urbani, i cui scritti, lettere e riflessioni vengono qui compresi in una raccolta di straordinaria umanità e lucidità politica.

“Le malattie dimenticate” di Carlo Urbani vincitore del Premio “Salvatore Valitutti”
Il libro di Carlo Urbani “Le malattie dimenticate” ha vinto la XI edizione del Premio Internazionale di Saggistica “Salvatore Valitutti”. La cerimonia di premiazione si è tenuta sabato 23 ottobre nel Salone di Rappresentanza della Provincia di Salerno. Questa la motivazione della Giuria presieduta da Giuseppe Cacciatore: “Leggere questo testo non turba, in quanto legato alla storia ed alla attività professionale di un uomo, che tutti ormai conoscono, dopo il suo sacrificio nella lotta contro la Sars. Esso sconvolge, in quanto in questo mondo, dove le bombe e le lame sembrano aver acquisito il diritto della ragione, lo sforzo di chi lotta, soffre e muore per la scienza al servizio dell’umanità, assume il carattere di un contrasto ancor più lacerante. Le pagine di Carlo Urbani seguono, con lo spirito degli antichi viaggiatori, alcune vicende fondamentali del nostro tempo attraverso una lente speciale, che coglie il rapporto tra ricerca scientifica, scenari di sofferenza ed amore per l’umanità. Il testo, composto di lettere e di riflessioni, appunti di viaggio ed osservazioni, presenta una sua intima unità nella volontà di attribuire alla scienza una vocazione, che ne nobiliti l’impegno ed i fini. Le pagine di Carlo Urbani divengono quasi un testamento, scritto dove più grandi sono le sofferenze, dove la natura indifesa dell’uomo appare più evidente, dove un filo di speranza rappresenta la sola alternativa al duro mestiere di vivere. Premiare questo libro non significa cedere alla retorica delle solite occasioni ufficiali di commemorazione, ma ricordare che le ragioni della vita e della solidarietà sono più forti di ogni male”.



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