Breviario comico a perpetua memoria

Breviario comico a perpetua memoria

Breviario comico a perpetua memoria

Michele Serra
Feltrinelli Editore
Pagine: 196 Prezzo: Euro 13

Credevamo di poter dimenticare tutto quello che abbiamo vissuto come cittadini italiani? Michele Serra si adopera perché nessuno debba, perché nessuno possa dimenticare cosa ci ha portato sin qui. Manipolando tutti i pezzi che hanno caratterizzato la collaborazione con “L’Espresso” (“Satira preventiva”), Serra disegna un tracciato da paura: satiricamente non abbiamo mai avuto la speranza di cavarcela.

Il libro
“Perché la Vergine e i santi appaiono sempre alle pastorelle, pur essendo la pastorizia estinta da più di un secolo?”

Ci sono molti modi di ricordare. Il meno doloroso (che non è necessariamente il più futile) è ricordare quanto comico è il mondo, in bilico tra le goffe mani della scimmia umana. Una fungaia di assurdità, paradossi criminali e crimini paradossali, vanità rovinose, disperate ovvietà: politica, giustizia, economia, religione, scuola, internet, malavita, sport, nozze reali, televisione, canzoni, scandali, catastrofi naturali, poteri artificiali.
Michele Serra monta la sequenza dei personaggi e degli eventi, delle occorrenze umane, trasformando l’occasione giornalistica in un esercizio di frenetica, esilarante lettura storica. E il rumore del caos diventa una sinfonia di risate. Esercizio di pura satira. Sull’Italia e sul mondo.

Estratto da “Breviario comico a perpetua memoria”, di Michele Serra Riforme leghiste
Lo stato maggiore leghista trascorre l’estate a Pontedilegno, nella nuova dacia tutta perlinata (perlinatura doppia per la tavernetta) che Bossi si è fatto costruire lungo lo stradone complanare, perlinato anch’esso – compresi i guardrail e i platani – su iniziativa del sindaco per compiacere l’illustre ospite. Sotto il pergolato in lamiera ondulata, mentre sul barbecue sfrigolano le braciole della Conad ancora incellofanate, un pugno di uomini in pantaloncini corti, canottiera, calzini bianchi e sandali, parlanti i vari dialetti padani, stabiliranno con l’aiuto di un interprete il programma che cambierà definitivamente il volto di questo paese. Il punto più delicato è trovare un equilibrio politico fra le due priorità di programma: la proposta Castelli (buttare via le chiavi della cella di Adriano Sofri) e la proposta Calderoli (castrare gli stupratori). Si arriverà quasi sicuramente a una sintesi che accontenti tutti: castrare Adriano Sofri. Ma vediamo gli altri punti in discussione.
Europa
Verrà abolita in base alla legge Salica, riscoperta dal giurista della Lega (un elettrauto amico d’infanzia di Roberto Castelli). Bossi propende per l’annessione della Padania al Sacro Romano Impero, ipotesi gradita anche al presidente del senato Marcello Pera, che si sta adoperando con un faticoso lavoro diplomatico affinché Strasburgo torni sotto la potestà del papato. Rimane aperta la questione degli eretici: Calderoli propone di castrarli. Infine, il professor Miglio buonanima, evocato da Bossi e amici in una seduta spiritica attorno al tavolino delle angurie, ha suggerito di puntare sul modello pangermanista a lui caro, dividendo in Länder anche l’Isola d’Elba e restituendo Alsazia, Lorena e Polonia alla patria tedesca. Nel documento finale, in un codicillo voluto da Calderoli, si afferma che i francesi sono tutti pederasti.
Moneta
Si stanno studiando le alternative all’euro, il cui possesso, su suggerimento di Calderoli, verrà punito con la castrazione. Al momento, le soluzioni monetarie più probabili sono la balla di fieno (nelle diverse pezzature: balla, ballino e l’enorme e pittoresco ballun della Val Grugna, che viene trasportato da sei pariglie di buoi), oppure la stretta di mano, tuttora in auge in certe vallate prealpine nella compravendita delle galline. Ma verrà introdotta anche la Pantalone Card, con una capacità di credito smisurata perché la copertura finanziaria è garantita dall’evasione fiscale: migliaia di miliardi accuratamente cuciti, lungo i decenni e le generazioni, nei materassi padani.
Donne
Sarà loro permesso di lavorare, ma l’orario di lavoro deve tassativamente tener conto delle esigenze del marito, che quando rincasa deve trovare la polenta nel paiolo e la moglie che la mescola. Anche la polenta già pronta e venduta in panetti al supermercato dovrà essere comunque messa nel paiolo e mescolata, a norma di legge. Le donne che non intendono onorare questa tradizione rischiano la castrazione, su proposta di Calderoli, secondo il quale le donne, in fondo, altro non sono che dei pederasti assai abili nel travestimento.
Diritti civili
Le unioni civili, pur essendo un’offesa insopportabile alla famiglia tradizionale (composta da padre, madre, figli, nonni, barbecue e coppia di cani da guardia), saranno consentite: ma solo previa castrazione dei contraenti e successivo esilio in Spagna o in Francia, patrie naturali dei depravati. Le coppie tradizionali, nucleo di ogni società sana, dovranno comunque contrarre matrimonio religioso: Marcello Pera si sta adoperando affinché anche le nozze civili, per legge, diventino religiose, ordinando sacerdoti i sindaci pochi minuti prima della cerimonia. Il numero consigliato di figli è dodici, tutti con fecondazione naturale (cioè trombando, ha fatto scrivere Calderoli, per maggior chiarezza, nel documento finale). La fecondazione artificiale è reato in qualunque forma, cioè qualunque forma abbia la provetta, come ha preteso che venisse specificato, nel documento finale, l’esperto di etica della Lega (un ballerino di Varese ex compagno di scuola di un amico di Bossi).
Castrazione
Secondo indiscrezioni, Calderoli sarebbe favorevole.

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