Immagine Scienza

In Sardegna il segreto della longevità?
a cura di Alberto Mori

Immagine Potrebbe sembrare un paradosso, eppure il segreto della particolare longevità degli abitanti della Sardegna è probabilmente dovuto ad una malattia potenzialmente molto pericolosa. Un team di ricercatori dell'Università di Sassari ha recentemente scoperto che molti sardi ultracentenari hanno qualcosa in comune: la mancanza di un enzima, denominato G6PD (glucosio6fosfato deidrogenasi), il cui scopo principale è quello di favorire il metabolismo del glucosio. Chi è carente di questo enzima può contrarre una malattia denominata anemia emolitica acuta, che si manifesta mangiando le fave o inalando il loro polline. Il fenomeno, conosciuto appunto con il termine di favismo, colpisce oltre cento milioni di persone in tutto il mondo. In Sardegna, però, la malattia ha assunto connotati… benefici. Nei centenari sardi, l'incidenza della mancanza di G6PD è due volte superiore rispetto ai gruppi di controllo. La scoperta è ritenuta dagli scienziati molto importante, perché è la prima differenza significativa mai rilevata tra coloro che riescono a raggiungere il secolo di vita e il resto della popolazione. L'ipotesi degli scienziati è a questo punto chiara: potrebbe esistere un gene della longevità, al momento ancora sconosciuto, che interagisce con il favismo. In Sardegna 135 persone per milione vivono fino a superare il loro centesimo compleanno, mentre la media dell'occidente è di 75 persone per milione. I centenari sono presenti in tutta l'isola, anche se vi è una particolare concentrazione nelle montagne dell'interno nella provincia di Nuoro, dove si raggiunge la strabiliante media di 240 centenari per milione! Tra i suoi molti matusalemme, la Sardegna ha detenuto, fino all'anno scorso, il primato di ospitare l'uomo più vecchio del mondo, Antonio Todde, morto tre settimane prima di compiere 113 anni! Il più vecchio dell'isola (e terzo nel mondo), al momento è Giovanni Frau, che compirà 112 anni a dicembre. Situato nel cromosoma X, il gene del G6PD è stato oggetto di studi molto approfonditi. Il locus dell'enzima sembra davvero giocare un ruolo chiave nel permettere alle cellule di combattere lo stress ossidativo, fattore importante nel rallentare il processo di invecchiamento delle stesse. Nei centenari sardi, l'enzima mal funzionante potrebbe interagire anche con qualche aspetto peculiare dell'isola, e a tale scopo gli studiosi stanno analizzando altri fattori, come l'ambiente, lo stile di vita, e la dieta, compreso il vino. Che sia un buon bicchiere di vino rosso della Sardegna il vero segreto della longevità?

Nuove frontiere: l'elettronica organica

Immaginatevi questa scena: siete al supermercato e, dopo aver riempito il vostro carrello con la spesa settimanale vi avviate verso la cassa. La cassiera vi accoglie porgendovi direttamente lo scontrino con l'importo esatto della vostra spesa, senza bisogno di battere i prezzi di ogni prodotto che avete acquistato. Questo perché, mentre eravate impegnati a riempire il carrello con i generi alimentari di vostra necessità, i cartellini dei prezzi a frequenza radio hanno "parlato" al registratore di cassa comunicandogli i costi parziali in tempo reale, in modo da potervi fornire il conto senza lunghe e frustranti attese. Sarebbe comodo, no? Eppure questa visione futuristica potrebbe divenire presto realtà, grazie all'opera degli studiosi del Centro di Scienze Ottiche dell'Università dell'Arizona. La creazione dei cartellini a frequenze radio è una delle tante applicazioni derivate dallo sviluppo di nuovi semiconduttori organici inseriti in sottilissime pellicole di plastica. Il Centro ha recentemente acquisito una macchina in grado di produrre tali pellicole. La macchina, del costo di 250mila dollari, è in grado di depositare degli strati di molecole organiche di spessore incredibilmente piccolo (da 10 a100 nanometri) all'interno di un substrato di plastica. Questa nuova tecnologia "elettronica-organica" è l'ultima frontiera nel campo delle scienze e potrebbe costituire, in un futuro non molto remoto, l'alternativa principale alla microelettronica, attualmente fondata sul silicio. La tecnologia al silicio ha guidato la rivoluzione microelettronica, ma in alcuni campi stiamo avvicinandoci ai limiti di applicabilità, soprattutto per un problema di costi. Attualmente, un centimetro quadro di substrato di silicio ha un costo di produzione di un dollaro, mentre un substrato di plastica organica costerebbe solamente un penny per centimetro quadro. Questo il motivo per cui molti studiosi si rivolgono a questa nuova frontiera per sviluppare strumenti elettronici ed ottici che potrebbero essere utilizzati in miriadi di applicazioni.

31/10/02

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