Fondazione della Wicca e stregoneria: il dio cornuto e Gerald Gardner

Fondazione della Wicca e stregoneria: il dio cornuto e Gerald Gardner

Fondazione della Wicca e stregoneria: il dio cornuto e Gerald Gardner – foto Gerald Gardner, che contribuì negli anni 50 a rifondare la Wicca

Gerald Gardner e la Wicca

L’opera dell’antropologa Margaret Murray sui culti di fertilità pagani noti come l’Antica Religione o Dianismo in cui si adorava un dio cornuto (come spiegato nei precedenti articoli), venne ripresa da Gerald Gardner come “mito di fondazione” della sua Wicca. Questa è una vera e propria “religione” che sta vivendo un’impressionante fioritura divenendo una moda culturale, ispirando serie tv, romanzi, saghe, ecc. Basti notare alle numerose saghe letterarie o serie TV che hanno ormai come protagonista almeno una strega (da Streghe a The Vampire Diaries).

È lo stesso Gardner a scriverlo nel primo capitolo della sua opera più famosa: «la Stregoneria è infatti una religione». Essa sarebbe stata perseguitata dalla Chiesa proprio per questo motivo (come già ampiamente spiegato da Jules Michelet e da Murray), in quanto si poneva come rivale del cristianesimo.

Nel 1954 Gardner diede alle stampe il suo La stregoneria oggi (Witchcraft Today) in cui sosteneva di essere in contatto con gli ultimi praticanti della Vecchia Religione i quali «chiamano sé stessi i Wica, “la gente saggia”».

La prefazione all’opera venne curata proprio da Margaret Murray, mentre l’intero impianto risente dell’influenza del controverso Mago inglese Aleister Crowley.

L’incontro con il mago inglese Aleister Crowley

L’incontro con Crowley risale al 1947 e per Gardner fu «l’occasione di una vita» (come racconta Francesco Dimitri in “Neopaganesimo. Perché gli dèi sono tornati”).

Crowley, sulla fine della sua vita era tormentato dall’idea del fallimento e aveva intravisto in Gardner la possibilità di promuovere il suo ordine magico-sessuale che versava in un momento disastroso e in qualche modo di far sopravvivere l’intera sua opera.

Non poteva immaginare che sarebbe diventato un punto di riferimento per i maghi e un’icona per i posteri indipendentemente dall’operato di Gardner.

I due, secondo Dimitri, «concepirono il progetto di fondare un “accampamento dell’Oto” governato da Gardner stesso».

Crowley, però, morì pochi mesi dopo e la passione iniziale di Gardner per l’Oto svanì: aveva infatti maturato l’idea di dar vita a qualcosa di suo, rivelando al pubblico l’esistenza della Wicca.

«Resta il fatto – puntualizza Dimitri – che i primi rituali della nuova-Vecchia Religione recavano chiara l’impronta crowleyana», al punto che in Witchcraft Today Gardner precisò che «Il solo uomo che io possa immaginare abbia inventato i riti [della Wicca] è il defunto Aleister Crowley […] Ci sono in verità certe espressioni e certe parole che hanno il gusto di Crowley; forse lui ha tratto qualcosa dagli scritti del culto, o più probabilmente qualcuno può aver tratto espressioni da lui».

Il debito culturale nei confronti del Mago inglese è dimostrato inoltre dal fatto che Gardner aveva inserito interi passi di Crowley, non citandoli, nei suoi testi e facendoli passare come brani originali della Vecchia Religione.

La fondazione della nuova Wicca

Il contatto di Gardner con la stregoneria sarebbe avvenuto tramite Rose Woodford-Grimes, che qualcuno avrebbe identificato con Dafo, la misteriosa strega di una congrega di cui parla l’autore.

Gardner racconta di essere entrato a far parte di un cerchio o congrega e di aver fatto voto di segretezza. «Trattandosi di un culto morente – aggiunge − ho pensato fosse un peccato lasciare che tutto quel sapere andasse perso, così sono stato autorizzato a scrivere sotto forma di narrazione».

Le streghe gli avrebbero quindi spiegato che cosa poteva rivelare al grande pubblico e cosa invece doveva rimanere segreto. Quel culto “morente” avrebbe visto, grazie a Gardner, una vera e propria rinascita, generando un effetto a catena che dura tuttora.

Gardner ha rielaborato il materiale precedente, creando ex novo una religione: egli difendeva la continuità storica tra l’antica stregoneria europea e quella moderna che si occupava di far conoscere al grande pubblico, con tanto di rituali, incantesimi, invocazioni, ecc. che a suo dire si erano tramandati oralmente per millenni.

L’autore sosteneva infatti di aver conosciuto in varie parti dell’Inghilterra congreghe che ancora praticavano gli stessi rituali delle streghe del Medioevo.

La sua Wicca, da cui poi si sarebbero scisse diverse correnti, poneva al centro del culto il dio cornuto e la dea lunare descritti da Murray, enfatizzando però la figura femminile. Egli ha potuto così spiegare quali riti effettivamente si praticavano, smontare le dicerie relative a “messe nere” e magia nera, ricostruendo invece i riti di fertilità che vi venivano ancora celebrati:

«le streghe non fanno le cose di cui sono state accusate e sapendo quel che so della loro religione e delle loro pratiche credo proprio che non le abbiano mai fatte».

Il dio e la dea

La Wicca riconosce due divinità, il dio e la dea che avrebbero assunto nella storia numerosi nomi e volti.

Il dio è lo stesso di cui parlava Murray, è il dio Pan celebrato dallo stesso Crowley le cui corna non lo qualificano come maligno ma lo avvicinano al mondo degli animali e della Natura.

La dea rappresenta il lato lunare, femminile e incarna la fertilità e l’amore, rappresenta colei che dà la vita, la Grande Madre e la Natura.

Il dio e la dea sono dunque «espressioni di una stessa energia sacra che pervade e forma l’intero Universo, compresi gli esseri umani»

… Si può intuire il successo che questa Religione avrebbe avuto dalla New Age in poi.

Spingendo alle sue estreme conseguenze l’interpretazione murrayana della stregoneria, la visione gerardiana è quindi buonista ed edulcorata, in quanto tesa a rimuovere tutti i detriti di quella “storia notturna” che invece, come spieghiamo nel nostro Il Dio cornuto (Uno Editori, 2016) ha accompagnato la stregoneria e anzi la storia dell’uomo per millenni.

Una storia fatta non solo di magia, danze gioiose e sesso, ma anche di sacrifici, sangue, morte.

Si tratta della vera storia dell’uomo e della sua ricerca di senso e di spiritualità, nata in un’epoca arcaica in cui il primo obiettivo era la sopravvivenza; da questa lotta quotidiana è nato lo schema, poi adottato dall’ermetismo, di passione morte e rinascita che ha sfiorato e ispirato i miti le religioni di mondo antico, rimanendo ancora oggi una “fucina” inesauribile di ispirazione per nuovi culti, religioni e dottrine.

Fonte: https://unoeditori.com/



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