L’abito di piume

L’abito di piume

L’abito di piume

Banana Yoshimoto
Traduzione: Alessandro Giovanni Gerevini
Collana: I Canguri
Pagine: 136 Prezzo: Euro 10

L’abito di piume è un romanzo struggente e salvifico in cui la forza della protagonista nel superare solitudine e difficoltà trasmette un potentissimo senso di speranza nel futuro.

Il libro
Il titolo originale del romanzo Hagoromo (letteralmente: abito di piume) indica un particolare tipo di kimono leggerissimo con dei lunghi nastri indossato dalle tennyo, sorta di donne-angelo, che serviva per volare tra il mondo terreno e l’aldilà. Il ritorno di Hotaru, la protagonista di questo struggente romanzo, nel paese natale rappresenta il suo hagoromo, un vestito che le permette di librarsi in volo alleggerita dal dolore per la perdita della persona amata. Anni prima era andata ad abitare a Tokyo e aveva vissuto una storia d’amore con un uomo sposato, un fotografo sempre impegnatissimo nel lavoro e incapace di scegliere tra la moglie e lei. Ferita profondamente, Hotaru trascorre le sue giornate aiutando la nonna nel suo piccolo ristorante e rivedendo i luoghi e le persone della sua infanzia, soprattutto la sua vecchia amica Rumi, dotata di quella speciale capacità nell’intuire ciò che si nasconde nell’animo delle persone, che ora lavora in un asilo come puericultrice e sogna di aprirne uno tutto suo. Un giorno, passeggiando lungo le sponde del fiume, incontra Mitsuru, un ragazzo che stranamente crede di aver già incontrato da qualche parte senza però riuscire a ricordare dove e quando. Con l’aiuto della nonna e della madre di Mitsuru Hotaru ricostruisce l’enigma: da bambini erano stati ricoverati entrambi in fin di vita nello stesso ospedale e, in sogno o in quello strano stato di incoscienza indotto dal coma, si erano incontrati e salvati reciprocamente. Rumi intuisce che fra i due sta nascendo qualcosa di molto profondo e offre all’amica di rimanere e lavorare con lei nel suo asilo nido. La protagonista ritrova la sua serenità: alleggerita dal dolore può finalmente librarsi in volo e far ritorno nel mondo della giovinezza e dell’amore. Il tema centrale del romanzo è la “guarigione”, il lento ritorno alla vita normale che la protagonista riesce a raggiungere grazie alla riscoperta del valore dell’amicizia, del calore umano e grazie alla vita semplice e tranquilla del piccolo borgo. Il titolo scelto da Banana è il simbolo del lento processo che permetterà a Hotaru di sentirsi rinfrancata e “leggera” come se indossasse un hagoromo.

Pornografia

Pornografia
Witold Gombrowicz
Traduzione: Vera Verdiani
Contributi: Francesco M. Cataluccio
Collana: Universale Economica
Pagine: 200 Prezzo: Euro 8

Tra sguardi, macchinazioni erotiche e senili nostalgie della gioventù, una sorta di giallo dove l’ossessione del guardare e una contorta passione sessuale danno vita a un apologo filosofico che è anche satira feroce dell’erotismo contemporaneo.

Il libro
“L’azione di Pornografia è la seguente: due signori di una certa età incontrano una coppia di adolescenti che sembrano violentemente attratti da un sex-appeal reciproco. I giovani però non hanno l’aria di accorgersene, il che esaspera i due signori, che vorrebbero veder realizzata tutta quella bellezza, veder esplodere quella giovane poesia. Essi cercano quindi di svegliare il ragazzo e la ragazza, di indurli ad amarsi, di buttarli l’una nelle braccia dell’altro. A poco a poco i due signori, affascinati dalla bellezza giovane, si innamorano della coppia. Vogliono a tutti i costi penetrare dentro quel fascino, legarsi ai giovani… e scoprono che un delitto, un peccato commesso insieme a loro, può farli intrufolare in quella intimità altrimenti impenetrabile. Organizzano un assassinio in comune…”
Witold Gombrowicz

Approfondimento
“Il guardare fu la mania principale dello scrittore polacco. Una caratteristica di tutti i protagonisti dei suoi romanzi: da Gingio che, in Ferdydurke, spia cosa accade nella camera della figlia dei Giovanotti, fino ai Witold e Federico di Pornografia e ai Witold e Fucsio di Cosmo, che costruiscono castelli di assurdità e delitti spinti proprio dalla compiaciuta frenesia di guardare gli altri”. dall’Introduzione di Francesco M. Cataluccio

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