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La Pace, un impegno di tutti
di Annarosa Pacini

C'Ŕ un legame tra formazione e pace? C'Ŕ. Un legame forte, che porta ogni uomo ad una migliore consapevolezza di sÚ. Di sÚ come parte della razza umana. Tutti gli uomini hanno la stessa responsabilitÓ nel contribuire alla Pace nel mondo. Una sintesi dell'intervento del dr. Paolo Lembo.

Si Ŕ tenuta a Roma il 10 marzo 2001 la seconda lezione del Corso di Perfeziomento in Educazione degli Adulti (UniversitÓ degli Studi "Roma Tre", FacoltÓ di Scienze della Formazione, via Castro Pretorio, 20) organizzato dalla prof.ssa Sofia Corradi. Ospite illustre il dottor Paolo Lembo, membro dell'ONU e Coordinatore UNDP - Kosovo. Una lezione interessante e chiara, che ha richiamato l'attenzione dei presenti sul ruolo fondamentale che ogni uomo gioca nel processo mondiale di pace.
E la scelta di un interlocutore apparentemente insolito, in un simile Corso di Formazione, non Ŕ stata casuale. ╚ infatti, come ha affermato il dr. Lembo "Un corso che promuove una nuova forma mentis, che va molto al di lÓ della concezione tradizionale di 'formazione'".
"Non Ŕ vero che si impara soltanto in certe fasi della vita, o soltanto in alcune Istituzioni, nÚ che l'apprendimento sia legato all'etÓ - ha proseguito -. In realtÓ, apprendimento e formazione sono processi, non eventi, e come tali espressione stessa della vita dell'uomo. La vita, infatti, Ŕ conoscenza, un processo continuo di annessione di esperienze, che traduciamo in azioni, e che crescono man mano che la nostra esperienza cresce".
Il suo ruolo nell'ambito delle Nazioni Unite lo ha portato ad occuparsi di paesi distrutti da conflitti e guerre. Le cui cause, spesso, non sono le pi¨ evidenti. Al di lÓ delle bandiere ideologiche, politiche o religiose, che fanno da paravento, la vera causa dei conflitti Ŕ la mancanza. L'impossibilitÓ di vedere soddisfatti i bisogni primari di sussistenza, la sofferenza che nasce da vedere altri ingiustamente al potere, ingiustamente ricchi. La povertÓ. Il bisogno non soddisfatto Ŕ il retroterra primo della guerra. La causa, ha affermato il dr. Lembo, Ŕ da ricercare sempre in lotte di potere che mirano al dominio economico: "Balzac diceva che dietro ad ogni grande fortuna c'Ŕ un crimine. Cosý come dietro ad ogni guerra, c'Ŕ sicuramente un fattore economico". E pi¨ gli agenti del conflitto saranno economicamente forti, o viceversa, deboli, pi¨ sarÓ difficile trovare un punto di confronto. Il suo compito Ŕ quello di cercare il dialogo, di favorire la comunicazione, la soluzione pacifica e democratica dei conflitti. Ma in che modo, secondo quali regole, e quali parametri? Ed ecco che la formazione, come apprendimento sul campo, come tesaurizzazione dell'esperienza, gioca un ruolo fondamentale. Per riuscire a raggiungere un modello di dialogo soddisfacente Ŕ necessario innanzi tutto porsi dal punto di vista degli interlocutori. Capire le loro esigenze, il loro modo di vedere le cose. E non pretendere di imporre il proprio punto di vista. Una cosa, questa, che l'Organizzazione delle Nazioni Unite ha capito a proprie spese. L'insuccesso di molte azioni del passato Ŕ dovuto proprio all'incapacitÓ di "vedere" attraverso le esigenze autoctone. Oggi, la capacitÓ mediatrice dell'ONU Ŕ molto pi¨ sviluppata, capace di tessere fili sottilissimi eppure resistenti, di individuare il miglior obiettivo concretamente collocato nel contesto storico e sociale cui appartiene. Ma, pi¨ che mai quando si tratta di uomini e di vite, ci˛ che conta Ŕ la capacitÓ di stimolare la crescita continua, indispensabile alla sopravvivenza. Proteggendo la diversitÓ, momento di confronto e luce del progresso. Quando una cultura diventa fobica, repressiva ed introversa perde la capacitÓ di confrontarsi con l'esterno, e quindi anche di crescere. Esperienza e conoscenza non condivise sono inutili. "Il futuro della nostra civiltÓ sarÓ proporzionale alla capacitÓ di consolidare istituzioni che favoriscano la fioritura delle parti migliori della diversitÓ. Credere nella conoscenza Ŕ una responsabilitÓ morale che abbiamo tutti. Conoscenza che deve essere diffusa, perchÚ altri non ripetano gli stessi errori. PerchÚ si lavori tutti insieme in nome del progresso. Io credo sia possibile migliorare le cose. Per questo lavoro in quella bizzarra associazione che Ŕ l'ONU".
"Pensare di poter cancellare le guerre dalla faccia della Terra Ŕ un'illusione. Ma armonizzare pace e non pace si pu˛. La vita - ha concluso -, Ŕ fisiologicamente costituita da spinte costruttive e distruttive. Il vero problema Ŕ come contribuire tutti insieme, nel contesto istituzionale, per favorire le spinte positive e ridurre quelle negative. L'Educazione Permanente come modello di vita diventa quindi una necessitÓ ineludibile per ognuno di noi. Tutti abbiamo la stessa responsabilitÓ nella pace del mondo. Tutti dobbiamo assumere lo stesso impegno a dividere ci˛ che abbiamo appreso con chi ci sta intorno. La pace Ŕ un impegno collettivo. La nostra vita non ha valore in sÚ, ma come parte della razza umana. Come esponenti della razza umana, ogni giorno della nostra vita dobbiamo impegnarci, con passione, a continuare a conoscere. Un giorno potremmo accorgerci che anche noi abbiamo contribuito a fare di questo mondo, un mondo migliore".

Vai al sito del Corso: www.lifelong.it



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