“ANIME” è il titolo del nuovo singolo di Mak realizzato in collaborazione con uno dei più celebri cantanti e “urlatori” degli anni ’60: Tony Dallara.Il brano racconta il punto di vista di un ragazzo contemporaneo, sottoposto continuamente ad una serie di pressioni e desideri  (interni ed esterni): dalla gestione delle proprie maschere interiori alla proliferazione di fenomeni sociopolitici (come quelli dei migranti), dal palcoscenico dei media, luogo dalle grandi occasioni di “pinocchiesca” memoria, alla ricerca di libertà dalle catene dei nostri pregiudizi.

Al contempo il brano trova respiro in un soffio di speranza, di cui la figura di Tony Dallara si fa portavoce. Proposito chiaro è l’augurio che possa restaurarsi, tra generazioni differenti, quella fiducia di cui un tessuto sociale sano necessita, ripristinando il rispetto verso la saggezza da parte dei più giovani, e, al contrario, il riconoscimento ai giovani, della bellezza dell’audacia da parte dei più adulti.

“ANIME” vuole recuperare il pensiero apparentemente rimosso, nella società materialista, che oltre alla parte umana fisica, esiste un’anima, una parte di noi spirituale, divina che attende solo di essere riscoperta  e vissuta. E dove può vivere se non nell’armonia e nella bellezza?

Il singolo sarà sostenuto dal videoclip (in uscita prossimamente) che illustra in chiave simbolica il percorso tortuoso dei giovani costretti a barcamenarsi e dimenarsi tra le, sovrastrutture (i veli) imposte, contemporaneamente dalla società, e da loro stessi.
La piuma rappresenta lo strumento creativo di cui è necessario rimpadronirsi per modellare il mondo armonico, non utopico e privo di maschere.

Mentre la figura di Tony Dallara rappresenta la “Saggezza” che i giovani devono riscoprire in sé stessi, attraverso i segni e le storie dei veri Saggi (i bene-dire e bene-fattori) della storia antica e soprattutto contemporanea.

Il brano è pubblicato dall’etichetta discografica 6T3 Srl; edizioni musicali:  Principio Sas / Moletto Edizioni Musicali; management: Nicola Ferrara

Biografia – MAK
Mak, pseudonimo di Alessandro Macaluso nato a Palermo il 27 settembre 1992, è un rapper italiano.
Il nome d’arte prende spunto dal cognome “Macaluso”, e in realtà, per la prima volta, il soprannome gli fu dato dall’insegnante di francese che durante l’appello lo chiamava così.
La sua famiglia è originaria di Palermo,
La madre è un’insegnante alle scuole primarie ed il padre barman in grosse catene alberghiere.
Nonostante fosse molto piccolo alla separazione dei genitori la ferita rimane aperta e sin dall’adolescenza è la musica e le sue manifestazioni artistiche, a colmarne i vuoti emotivi.
Già all’età di 8 anni inizia a frequentare corsi di ballo hip hop.

Sebbene amasse moltissimo il ballo, ben presto si accorge di essere interessato più agli aspetti vocali della musica che al ballo in se stesso.
È per questo che all’età di 12 anni accetta di lavorare come inviato radiofonico presso Radio Azzurra (emittente siciliana).
Questa esperienza diventa fonte di guadagno per il giovane Mak che inizia a lavorare come Vocalist in vari eventi della movida palermitana.
Frequentando quegli ambienti viene a conoscenza del primissimo contest di freestyle al nazionale, chiamato “2 The Beat”,
Ed è in quella occasione che decide di imparare a reppare improvvisando rime, utilizzando questa abilità nelle varie performance da vocalist.
All’età di 18 anni si reca in Puglia per lavorare come Animatore, e qui ha l’occasione di esibirsi per la prima volta in pubblico come vero e proprio rapper riproponendo delle cover personalizzate.

I Primi Inediti
L’esperienza nei villaggi turistici dura 3 anni, e una volta tornato a Palermo decide di scrivere un primo testo inedito (Mak è spavento), di cui gira il primo video pubblicato il 27 Settembre 2015.
In seguito, insieme ad Eida, aspirante cantante, decide di riscrivere in italiano un famosissimo brano dei Link Park (In The End) pubblicato il 27 Luglio 2016.
Il primo brano interamente inedito viene pubblicato il 26 Maggio 2017 (Bam Bam Bam), su un beat di Highlander Dj.
Con questo inedito, il giovane rapper si esibisce come ospite per la prima tappa del Festival show (Padova Piazza Prato della Valle 2 Luglio 2017), in compagnia dei big della musica italiana; da qui una serie di eventi di piazza in Sicilia.

il 20 Aprile 2018 esce il secondo inedito (La mafia è cosa vostra), un brano di denuncia contro la mafia e la violenza, realizzato con il patrocinio dei comuni di Villabate e Monreale che hanno messo a disposizione le piazze centrali, per dare luogo a due manifestazioni che sono servite alla realizzazione del video clip; il tutto con la partecipazione delle scuole primarie del territorio.
L’iniziativa è stata appoggiata anche dal comune di San Giuseppe Jato che ha concesso i permessi per girare all’interno del bunker dove il piccolo Giuseppe Di Matteo è stato segregato per 180 giorni prima della sua uccisione.

Il brano riscuote un discreto successo da parte del pubblico locale, dando all’artista maggiore visibilità. Partecipa, quindi, a manifestazioni spettacolistiche pubbliche per la legalità, in diverse piazze e scuole della Sicilia.
Dopo pochi mesi realizza in collaborazione con vari artisti un brano dance trash , dal titolo Cag8.
Con questi due brani partecipa al concerto di Fabri Fibra, organizzato dalla “Unlocked Music Festival”.

Ad Agosto del 2018 gli viene proposto dai produttori Nicola Ferrara e Vladi Tosetto di scrivere e cantare un brano dal titolo “Anime” con un big di grande spessore artistico, Tony Dallara. Nel settembre 2019 i due girano anche il video del brano prodotto sempre da Nicola Ferrara e Vladi Tosetto.
Nel mese di giugno 2019 scrive e gira il video di un altro brano singolo, “Balliamo così” . il video viene pubblicato su youtube.

Biografia – TONY DALLARA
Antonio Lardera, questo il vero nome del cantante Tony Dallara. È il più anziano cantante vivente ad aver vinto il Festival di Sanremo come solista (edizione 1960). Nasce a Campobasso il 30 giugno 1936. Ultimo di cinque figli, nasce in una famiglia dedita alla musica: il padre Battista in passato è stato corista alla Scala di Milano. La madre Lucia era governante presso una ricca famiglia del capoluogo lombardo.
Cresciuto a Milano, dopo la scuola dell’obbligo inizia a lavorare come barista. Poi inizia la professione di impiegato, ma presto la passione per la musica prende il sopravvento: inizia a cantare in alcuni gruppi, tra cui i “Rocky Mountains” (che cambiano poi il nome in “I Campioni”), con i quali si esibisce nei locali di Milano.
Tony in quel periodo è un grande ammiratore di Frankie Laine e del gruppo “The Platters”; è proprio al modo di cantare di Tony WIlliams (cantante dei “Platters”) che Tony si ispira, componendo canzoni con il tipico stile terzinato del gruppo.

In breve ottiene i primi contratti per serate retribuite: il primo locale di un certo significato è il “Santa Tecla”, dove si esibisce per duemila lire a serata (da dividere con il gruppo). Qui ha modo di conoscere e confrontarsi con altri emergenti della scena musicale milanese, tra cui Adriano Celentano.
Nel 1957 viene assunto come fattorino all’etichetta discografica “Music”: il boss Walter Guertler lo ascolta per caso cantare, si interessa e viene a sapere dell’attività parallela di Tony, come cantante; va ad ascoltarlo al Santa Tecla e propone a lui e al gruppo un contratto.

E’ in questa occasione che gli viene suggerito il nome d’arte di “Dallara”, in quanto Lardera è considerato un cognome poco musicale: incide su 45 giri uno dei cavalli di battaglia del gruppo, “Come prima”. Questa canzone – il cui testo è scritto da Mario Panzeri – era stata presentata al Festival di Sanremo nel 1955, senza però passare la selezione.
Il 45 giri di “Come prima” viene pubblicato alla fine del 1957: in breve tempo raggiunge il primo posto delle classifiche, rimanendovi per molte settimane. Venderà oltre 300.000 copie (record di vendita per quei tempi) e diventando di fatto uno dei pezzi simbolo della musica italiana degli anni ’50.
Oltre che alla bellezza oggettiva della canzone, parte del merito di questo successo va alla tecnica di canto di Tony Dallara: è a lui che si deve l’introduzione del termine “urlatori”, che identifica i molti cantanti che da lì in poi (e fino ai primi anni ’60) sceglieranno una tecnica interpretativa con voce ad alto volume, espressa in maniera disadorna e priva degli abbellimenti tipici del canto prettamente melodico.

Dal punto di vista musicale e canoro, Dallara si stacca quindi dalla tradizione melodica italiana di Claudio Villa, Tajoli, Togliani, collegandosi invece alle nuove tendenze di Domenico Modugno o Adriano Celentano.
Vola a New York: grazie al suo talento viene ingaggiato per cantare alla Carnegie Hall e di fare uno show insieme a Perry Cuomo; purtroppo deve tornare in Italia perchè chiamato ad effettuare il servizio militare. Ad Avellino durante il CAR (Centro Addestramento Reclute) conosce il giovane pianista Franco Bracardi. Tra la fine del 1958 e il 1959 Dallara pubblica molti 45 giri di successo: “Ti dirò”, “Brivido blu”, “Ghiaccio bollente”, “Julia”.
Nel 1959 gira anche due film:” Agosto, donne mie non vi conosco” di Guido Malatesta (con Memmo Carotenuto e Raffaele Pisu), e “I ragazzi del juke-box” di Lucio Fulci (con Betty Curtis, Fred Buscaglione, Gianni Meccia e Adriano Celentano).

Partecipa al Festival di Sanremo in coppia con Renato Rascel nel 1960, vincendo con la canzone “Romantica”. Sempre nello stesso anno gira altri due film, “Sanremo, la grande sfida” di Piero Vivarelli (con Teddy Reno, Domenico Modugno, Sergio Bruni, Joe Sentieri, Gino Santercole, Adriano Celentano, Renato Rascel e Odoardo Spadaro), e “I Teddy Boys della Canzone” di Domenico Paolella (con Delia Scala, Tiberio Murgia, Ave Ninchi, Teddy Reno e Mario Carotenuto).
Torna a Sanremo nel 1961 in coppia con Gino Paoli, presentando la canzone “Un uomo vivo”. Vince “Canzonissima” con “Bambina, bambina”, che sarà l’ultimo dei suoi grandi successi. Dal 1962 abbandona il genere che lo ha portato al successo, accostandosi ad una musica più melodica, con cui però non riesce a ripetere i grandi numeri di vendita degli anni precedenti.
Tenta di ripartire da Sanremo, partecipando nuovamente nel 1964: in coppia con Ben E. King canta “Come potrei dimenticarti”, ma non arriva in finale.
I gusti del pubblico si sono spostati sul fenomeno “beat” e, sebbene continui ad incidere nuove canzoni per tutti gli anni ’60, Dallara non tornerà più nelle classifiche. Lentamente anche televisione e radio, paiono dimenticarsi di lui.

Si ritira dal mondo della musica durante gli anni ’70 per dedicarsi a una sua altra grande passione, la pittura: espone i suoi quadri in diverse gallerie e conquista la stima e l’amicizia di Renato Guttuso.
Solo negli anni ’80 Dallara torna a riprendere l’attività di cantante, dal vivo, animando alcune serate – soprattutto estive – grazie anche alla crescente voglia di revival che ripercorre il paese. I suoi vecchi successi non appaiono sbiaditi, tanto che decide di reinciderli con nuovi arrangiamenti moderni.
In tutta la sua carriera ha cantato in molte lingue tra cui giapponese, spagnolo, tedesco, greco, francese e turco, vincendo premi in centinaia di paesi stranieri.
Ad agosto del 2018 gli viene proposto dai produttori Nicola Ferrara e Vladimiro Tosetto di cantare un brano dal titolo “Anime” con un rapper siciliano, Mak. Nel settembre 2019 i due girano assieme il primo video musicale della storia di Tony Dallara, che annuncia l’uscita di un album, prodotto da Nicola Ferrara, Vladi Tosetto e Mamo Belleno, in occasione dell’anniversario del 60° anno dalla vincita del Festival di Sanremo con “Romantica”.

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