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Daniele Silvestri: un disco, una storia


Immagine A Sanremo 2002 con "Salirò", in uscita con il nuovo album "Unò-duè", un tour imminente. Torna Daniele Silvestri. Con un album che racconta una vita e mille emozioni.

Un anno intero trascorso a fare e disfare canzoni. Testi a lungo ponderati e pronti per essere cantati, che finiscono appallottolati nel cestino: scritti e riscritti più volte per dare corpo a emozioni sempre più forti, che mutano con la stessa frenesia degli eventi che segnano il 2001 e scombussolano l'esistenza di Daniele Silvestri. Avvenimenti destabilizzanti, nel bene e nel male. A cominciare, purtroppo, proprio dal male: suo padre è scomparso lo scorso 21 maggio. Un vuoto incolmabile: perché un padre è insostituibile; perché suo padre per lui è sempre stato il principale punto di riferimento, umano e artistico. Nostalgia canaglia che albergherà per sempre nel suo cuore, però in coabitazione con una gioia altrettanto stordente: la sua compagna, l'attrice Simona Cavallari, è in attesa del loro primo figlio. I fatti personali (e fra quelli meno vitali, ma comunque piacevoli, c'è pure lo scudetto della "sua" Roma) si accavallano con l'elezione di un Governo nel quale lui, comunista convinto e palese, nutre ben poca fiducia; con i fermenti sociali che infiammano il G8 di Genova; con l'orrore per la strage al World Trade Center di New York e con il medesimo disgusto per la rappresaglia americana, e occidentale, in Afghanistan. Mutano gli scenari, familiari e politici, e di conseguenza mutano le canzoni di "Unò-duè", il suo sesto album in uscita l'8 marzo 2002 (la Festa della Donna non c'entra nulla, anche se la maternità della sua compagna può far pensare a un dolcissimo omaggio). Sull'onda delle emozioni, come detto, molti brani vengono riveduti e corretti assieme a Enzo Miceli, il produttore di tutti i suoi dischi (nel 2003 festeggeranno dieci anni ininterrotti di collaborazione artistica). E i testi salvati in prima stesura, assumono nuove identità: con la sensibilità tipica dei grandi artisti, quello che Dylan Dog chiama "il mio quinto senso e mezzo", Daniele ha scritto la necessità di tornare a protestare nelle piazze ("Manifesto") in anticipo di quasi due anni sui recenti cortei. Anche "Mi interessa" non è nata pensando al G8, nonostante inizi con cori e documentazioni sonore registrate dal vivo per le strade in quei giorni, però se può servire a ricordare ciò che è successo attorno alla famigerata "zona rossa"... l'autore sarà soddisfatto. O meglio... sarà molto più soddisfatto. Già ora Daniele Silvestri è felice, perché nelle tredici canzoni di "Unò-duè" non si percepisce quanto sia stato faticoso incidere questo album: "Ascoltandolo, vorrei che la gente pensasse: sulle nostalgie di Silvestri è comparso il sole". Un sole, suo figlio, che deve ancora sorgere, ma gli ha già cambiato la vita. Dopo due testi impegnativi come "L'uomo col megafono" (nel '95) e "Aria" ('99), infatti, partecipa al suo terzo Festival di Sanremo con "Salirò, una canzone spensierata... "Per divertirmi e divertire".
Grazie ai fiati stile Jamiroquai, arrangiati e suonati nel disco da Demo Morselli, questo primo singolo "salirà" molto in alto nell'airplay radiofonico, che già in passato ha certificato il successo di hit come "Le cose in comune" e "Amore mio". "Eravamo talmente impegnati, Demo e io, che non siamo riusciti nemmeno a incontrarci: gli ho fatto avere la base del pezzo, lui ci ha scritto sopra le parti dei fiati e mi ha restituito il brano completo. Ha fatto un gran lavoro". Immagine L'altra guest star di "Salirò" è Faso, il bassista del gruppo Elio e le Storie Tese: "In questo album volevo il suono della mia band, però dove le atmosfere musicali sono miste, 'Salirò' e 'Manifesto', ho preferito l'anima funky colta di Faso, che aveva collaborato con me già nel mio primo disco". La lista degli ospiti d'onore si completa con Mauro Pagani, che ha impreziosito "L'autostrada" con il suo violino: "Ci ha fatto visita durante il missaggio del disco, che abbiamo effettuato nel suo studio, il Next di Milano. In origine i violini erano 'finti', realizzati con la tastiera, ma abbiamo approfittato della sua presenza per fargliene suonare uno autentico. È stato eccezionale: avevo anche pensato di inserire nel cd una ghost track con tutte le parti di Mauro Pagani al violino".
Nelle canzoni di "Unò-duè" si nota una ricerca di varietà dei suoni meno esagerata rispetto al passato. Ci sono i cameo degli amici, la voce della futura mamma Simona ("L'autostrada") e il suo produttore Enzo Miceli che per la prima volta in dieci anni scrive, suona e canta ("Sabbia e sandali"). E soprattutto c'è la sua band, che firma in coro la musica di "Il colore del mondo": sono in particolare le chitarre di Maurizio Filardo e l'uso delle programmazioni a dare continuità stilistica ai tredici brani, che spaziano dai flauti peruviani di "Il mio nemico" al rock possente di "Manifesto", che rendono onore ai Subsonica ("Dipendenza") e in "1000 euro al mese" si concedono pure il divertimento d'inventare un improbabile dialetto lucano-pugliese. É diverso anche l'approccio al linguaggio letterario. "Sig. Dapatas" era più trascendentale, sofisticato e filosofico: per essere compresi a fondo, i testi avevano bisogno di "sottotitoli". Daniele Silvestri è sempre stato un fine cesellatore della parola, talento ereditato dal padre scrittore, ma nel nuovo disco ha volutamente inserito meno chicche linguistiche, meno virtuosismi nel lessico. In compenso, c'è più sale. È il suo album più diretto: tredici canzoni come tessere di un puzzle che ritrae un periodo personale e storico molto intenso. Ogni singolo brano offre molteplici spunti di riflessione. E di discussione. Per questo motivo, abbiamo chiesto a Daniele Silvestri di raccontarci "Unò-duè".
SALIRÒ
…Più giù di così non si poteva andare, più in basso di così c'è solo da scavare... Ma provando e riprovando... Salirò fra le rose di questo giardino fino a quando sarò solamente un punto lontano…
Il punto di partenza è il ritornello e un giro di accordi alla Paolo Conte (anche se saltano subito all'orecchio i fiati alla Jamiroquai) che avevo in testa da parecchio tempo. Il protagonista è un uomo distrutto nel morale da una storia d'amore finita male. Si sente uno zerbino, ma vuole risollevarsi, puntare in alto, scalare una montagna. Poi magari rimarrà uno zerbino, ma almeno sarà uno zerbino in cima al mondo.
IL MIO NEMICO
…Il mio nemico non ha divisa… Nella fondina tiene le carte Visa… Se hai qualche dannata guerra da fare, non farla nel mio nome. Che non hai mai domandato la mia autorizzazione…
Questo è in assoluto il testo più politico che io abbia mai scritto. Ero tentato di cantarlo al Festival, però Sanremo esaspera qualsiasi argomento e si rischiava di parlarsi troppo addosso. È uno sfogo nato subito dopo il G8 di Genova: in realtà, il testo originale è molto più lungo e in entrambe le versioni, quella lunga e quella limata inserita nel cd, si presta a più interpretazioni, dovute anche ai tragici eventi americani, perché la strage dell'11 settembre al W.T.C. di New York è avvenuta a metà della lavorazione del pezzo. Comunque il G8 non è passato invano: molte cose ora mi sono più chiare. Musicalmente, è la canzone di questo disco che preferisco di più: la melodia con il flauto di Pan è un chiaro omaggio agli Inti Illimani.
Immagine Nel testo viene citato un brano storico di Fabrizio De Andrè ("La guerra di Piero"): Daniele canta "Sparagli Piero, sparagli ora".
È un ricordo ancestrale: la babysitter che mi curava da piccolo, una sessantottina comunista e incazzata, mi cantava sempre De Andrè, in particolare proprio "La guerra di Piero". Sparare è un verbo che suscita dubbi: in quella canzone il concetto di sparare è usato come una necessità estrema. A me interessa di più la mira, perché le due fazioni contrapposte avevano qualcuno che le guidava: i veri responsabili di quello che è accaduto. Fra i dimostranti e i poliziotti c'erano sicuramente persone con pensieri in comune: citando ancora De Andrè e "La guerra di Piero", avevano lo stesso, identico umore, ma la divisa di un altro colore. Quindi… se vuoi tirare, tira (e non sei costretto a farlo), ma almeno non sbagliare mira. La canzone è dedicata a entrambe le parti.
L'AUTOSTRADA
…La gente che passa ci guarda e prosegue veloce... Magari sorride, ma sempre prosegue veloce... Se almeno si vedesse l'autostrada, ci porterebbe via di qua... Ovunque vada... Meglio che qua…
Nel gennaio 2001 mi sono ritirato in un eremo a Pagliara, poche case in un angolo del Lazio che penetra in Abruzzo. Uno di quei paesi che solo il passaggio di un'autostrada potrebbe rendere meno sperduti. In realtà, a Pagliara l'autostrada si scorgeva in lontananza, però ho immaginato di stare in terre calde come la Puglia e la Sicilia e ho raccontato questa storia di fantasia. Come spesso mi accade, ho dato alla canzone una struttura da film: con voce narrante al posto del cantato, perché suona meglio. La voce femminile è di Simona, la mia compagna.
1000 EURO AL MESE
…Imparerò a parlare in questa lingua sconosciuta. Sognando di riuscire, un giorno, a fare ricevuta…
Canto in un improbabile e sconnesso idioma lucano-pugliese, improvvisato su un registratore casalingo: esiste anche una versione "in italiano", ma è più efficace quella in dialetto, che non abbiamo più rifatto perché avrebbe perso spontaneità. Citando la mitica "Mille lire al mese", parlo delle persone spaesate dal cambio di valuta, che personalmente affronto con piacere perché è fuori dalla globalizzazione.
Immagine UNÒ-DUÈ
…Unò-duè unò-duè. Lo sguardo fisso fronte a te. Attento che l'incedere sia stabile. Stabile. Unò-duè unò-duè. Ti manca sempre un poco il tre. Inutile riflettere. Unò-duè unò-duè…
L'ambientazione sonora, un po' figlia di Manu Chao (un'altra mia dipendenza), ha suggerito l'idea di una marcia. L'immagine di riferimento è il quadro "Il quarto Stato" di Pellizza Da Volpedo, ma i protagonisti della mia canzone, più poetica che politica, sono persone che non controllano il proprio destino, anche se ci provano; che sono stanche e preoccupate soprattutto di guardare dove mettono i piedi. È l'ipnosi della marcia: fare in tanti la stessa cosa, ti spersonalizza.
DI PADRE IN FIGLIO
…Sarai di più. Di me, di noi. Sei tu, non io, quello che sta crescendo. Non offenderti, se dovrò sgridarti un po'. Se sbaglierò. E sbaglierò parecchio…
L'ho scritta prima di sapere che sarei diventato papà, ma già pensando a quando finalmente sarebbe successo. Inizialmente si chiamava "Sarai di più", poi ha assunto un significato diverso e ho cambiato il titolo. Rappresenta i pensieri di mio padre nei miei confronti: sogno di riuscire a trasmettere al figlio che avrò gli stessi valori che lui ha insegnato a me. Il 21 maggio 2001, quando papà è scomparso, il pensiero più atroce che ho avuto era l'impossibilità di condividere con lui la gioia di essere diventato anch'io padre. E che non avrebbe mai conosciuto mio figlio, suo nipote.
SEMPRE DI DOMENICA
…Mi sono accorto che sto bene solo quando sto con te, ma so che questo non conviene…
DIPENDENZA …Combattere la propria dipendenza... Capire dove sta la differenza fra il vizio e l'esigenza…
MANIFESTO
…Io nella macchina non ho nemmeno il clacson per non essere del minimo disturbo... Ma il solo vero risultato è che ho il fegato più grosso... adesso sono un toro, io, che sta vedendo rosso…
IL COLORE DEL MONDO
…Cambierei per te... Il colore del mondo... I confini del mondo... Ogni nota che canto…
MI INTERESSA
…Restiamo qui, così, come se già non ci servisse più la storia, non ci volesse più memoria…
LA CLASSIFICA
…Il quarto bruciava d'odio per la vergogna di restare fuori dal podio. Il terzo merita rispetto ed io lo stimo. Ma salutatemi il secondo, perché conta solo il Primo…
SABBIA E SANDALI
…Gela nel sole il ricordo resterà... Con me…

DISCOGRAFIA
"Daniele Silvestri" - 1994
"Prima di essere un uomo" - 1995
"Il dado" - 1996
"Sig. Dapatas" - 1999
"Occhi da orientale" (greatest hits) - 2000
"Unò-duè" - 2002

DANIELE SILVESTRI, UNÒ - DUÈ TOUR 2002
Il tour di Daniele Silvestri (organizzato da Cose di Musica, per informazioni: tel. 02.29405315) avrà inizio in aprile. Queste le prime date ufficiali:
4 aprile - LUMEZZANE (BS) (Teatro Odeon); 5 aprile - RIMINI (Io Street Club); 6 aprile - ANCONA (Bar Fly); 11 aprile - TORINO (Supermarket); 12 aprile - RONCADE (Tv) (New Age); 13 aprile - TANETO DI GATTATICO (RE) (Fuori Orario); 14 aprile - CORTEMAGGIORE (Pc)(Fillmore); 17 aprile - PESCARA (La Fabbrica); 18-19-20 aprile - ROMA (La Palma Club); 23 aprile - FIRENZE (Tenax); 24 aprile - BOLOGNA (Estragon); 26 aprile - TREZZO SULL'ADDA (MI)(Live Club); 11 maggio - PASTRENGO (VR) (Lago Rock).

Web: il sito ufficiale

5 marzo 2002


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