Dal libro denuncia di Bettin e Dianese “Petrolkiller” al processo

Dal libro denuncia di Bettin e Dianese “Petrolkiller” al processo

Dal libro denuncia di Bettin e Dianese “Petrolkiller” al processo

Le carte segrete delle industrie chimiche entrano nel processo petrolchimico.

Le carte segrete delle industrie chimiche americane e italiane, quelle che rivelano il “patto di segretezza” per nascondere i reali effetti nocivi del cloruro di vinile monomero (cvm), che hanno causato centinaia di morti tra gli operai del Petrolchimico di Porto Marghera, tra gli altri, entrano direttamente nel processo di appello riapertosi nell’aula bunker di Mestre il 13 maggio 2004. Sono le carte pubblicate per la prima volta, in gran parte, nel libro di Gianfranco Bettin e Maurizio Danese, Petrolkiller, pubblicato da Feltrinelli alla fine del 2002, un anno dopo la conclusione – con la clamorosa e inattesa assoluzione di tutti gli imputati – del processo di primo grado. Lo hanno chiesto i p.m. Bruno Bruni e Felice Casson che puntano all’acquisizione di nuove prove e in particolare delle veline della Manufacturing Chemists Association, l’associazione delle maggiori industrie chimiche americane, proprio quelle già “raccontate” in dettaglio nel libro di Bettin e Dianese.

I due autori nel libro analizzavano “il patto di segretezza” tra le industrie – voluto in primo luogo da Montedison – per evitare soprattutto che si conoscesse la cancerogenicità del cvm. I documenti del libro riescono a retrodatare il momento in cui si viene a sapere con sicurezza che il cvm è cancerogeno. L’annuncio ufficiale, da parte della americana Goodrich che tre operai sono morti per un tumore correlato alla lavorazione del cloruro di vinile monomero infatti è solo del gennaio 1974, ma le veline – a lungo tenute segrete – dell’Associazione delle industrie chimiche dimostrano che si sapeva con certezza almeno da metà 1972 che il cvm provoca il cancro. Lo aveva scoperto un medico italiano, il professor Maltoni, che aveva lavorato su cavie di laboratorio riscontrando, a pochi mesi dall’inizio della sperimentazione – nel luglio 1972 – l’insorgenza di tumori. Una scoperta che era stata tenuta segreta per un anno e mezzo, lasciando migliaia di lavoratori in tutto il mondo esposti al cvm. Il processo di appello di Mestre recupera tutti i documenti del patto di segretezza – quelli pubblicati in Petrolkiller da Bettin e Dianese e altri ancora – che la pubblica accusa presenta come determinanti per dimostrare la responsabilità delle industrie chimiche nella morte di tante persone.
Fonte: Redazione Feltrinelli.it

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