NON-PERSONE L’esclusione dei migranti in una società globale

NON-PERSONE L’esclusione dei migranti in una società globale

NON-PERSONE L’esclusione dei migranti in una società globale

Alessandro Dal Lago
Collana: Universale Economica Saggi – Feltrinelli
Pagine: 280 – Prezzo: Euro 9

I meccanismi sociali, politici e cognitivi che fanno dell’immigrato ”il” nemico pubblico della società contemporanea, in una fase come quella attuale contrassegnata dalle dinamiche della globalizzazione.

Il libro
Mentre le cronache registrano quotidianamente la morte in mare di decine di “clandestini”, gran parte dei mezzi di comunicazione di massa alimenta senza sosta il panico sull'”invasione” del nostro paese da parte di immigrati poveri provenienti dal Terzo mondo. Non si tratta in realtà di una lettura specifica dei soli media, ma di un più complessivo atteggiamento di chiusura della società italiana verso gli stranieri, trasformati in nemici sociali attraverso la doppia spirale di panico ed esclusione. Buona ultima, anche la sfera della politica non sembra essere consapevole del problema del riconoscimento dei diritti di cittadinanza ai nuovi migranti. A questi sviluppi inquietanti non è certo estranea la riscoperta della “nazione-Italia” e anche della “patria italiana”, cioè di un sentimento comune su cui si fonderebbe l’appartenenza nazionale. Non solo questa rivendicazione appare particolarmente debole, ma essa coincide con un processo di inferiorizzazione delle altre società – i paesi più poveri, le regioni arretrate dell’Italia stessa, le aree meno ricche delle regioni dominanti -, un atteggiamento mentale presente indifferentemente a destra come a sinistra. Nel descrivere gli umori più profondi della società italiana l’autore – tra i più importanti sociologi italiani – si schiera in modo deciso, in un libro polemico, documentato e destinato a far discutere, perché in gioco sono i lineamenti fondamentali della convivenza civile e i contenuti più profondi su cui si regge la nostra democrazia.

ESSERE SENZA DESTINO

ESSERE SENZA DESTINO
ESSERE SENZA DESTINOImre Kertész
Traduzione: Barbara Griffini
Collana: Universale Economica – Feltrinelli
Pagine: 224 – Prezzo: Euro 7,5
Premio Flaiano 2001

Dal Premio Nobel 2002, un libro sul mondo concentrazionario e sulla psicologia dei campi di concentramento secondo uno scampato, che vorrebbe paradossalmente farsi portavoce della “felicità” dei campi.

Il libro
“Non esiste assurdità che non possa essere vissuta con naturalezza e sul mio cammino, lo so fin d’ora, la felicità mi aspetta come una trappola inevitabile. Perché persino là, accanto ai camini, nell’intervallo tra i tormenti c’era qualcosa che assomigliava alla felicità. Tutti mi chiedono sempre dei mali, degli ‘orrori’: sebbene per me, forse, proprio questa sia l’esperienza più memorabile. Sì, è di questo, della felicità dei campi di concentramento che dovrei parlare loro, la prossima volta che me lo chiederanno”.

Approfondimento
Gyurka non ha ancora compiuto 15 anni, quando una sera deve salutare il padre costretto a partire per l’Arbeitsdienst. Alla domanda perché agli Ebrei venga riservato un simile trattamento, il ragazzo rifiuta di condividere la risposta religiosa, “questo è il volere di Dio”. Perché dovrebbe esserci un “senso” in tutto questo? Poco dopo Gyurka viene arruolato al lavoro forzato presso la Shell, e da lì, un giorno, senza spiegazione, viene costretto a partire per la Germania. La voglia di crescere, di vedere e imparare, l’impulso vitale di questo ragazzo sono così marcati e prorompenti che la sua ratio trova sempre il modo di giustificare il corso degli eventi, tanto più in un mondo in cui comunque domina l’arbitrio. Da qui tutto procede a piccoli, quanto inesorabili passi, in un fatale succedersi di momenti: tanti ordini che non vengono motivati e a cui si obbedisce prima ancora di averli capiti, una serie di azioni che porta alla distruzione di sé. La sopravvivenza a questo punto è solo un caso fortuito: sono i compagni che un giorno denunciano le sue gravi ferite a un infermiere, innestando quella deviazione di rotta che alla fine salverà Gyurka. Essere senza destino ripercorre l’esperienza dell’autore ed è uno dei libri più intensi sul mondo concentrazionario. Il suo fascino e la sua forza nascono dal presentare l’uomo nella sua più cruda e drammatica essenzialità, con l’ironia che pu” avere solo chi è scampato, il disincanto di chi non si appoggia a risposte precostituite e la saggezza che nasce da un profondo amore per la vita.

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