La salute migliora se il suolo è di qualità

La salute migliora se il suolo è di qualità
La salute migliora se il suolo è di qualità

La salute migliora se il suolo è di qualità

Le componenti del terreno influiscono, in termini di nutrienti, pH e presenza di inquinanti, sulla qualità dei prodotti agricoli e, quindi, sul benessere fisico degli uomini, che di quei prodotti si nutrono. Nell’ambito di queste tematiche, due ricercatori dell’Istituto per lo studio degli ecosistemi (Ise) del Cnr di Pisa, Giannantonio Petruzzelli e Beatrice Pezzarossa, hanno dato un importante contributo scientifico nella comprensione dei meccanismi causa/effetto che nel sistema suolo-pianta contribuiscono a influenzare la qualità dei prodotti.

“Il suolo è la fonte primaria degli elementi e delle sostanze che l’uomo assorbe attraverso la dieta, basti pensare che oltre il 98% degli alimenti deriva direttamente o indirettamente dal terreno, le cui condizioni, variabili per quanto riguarda numerosi parametri fisici, chimici e biologici, sono in grado di modificare la quantità e la qualità delle produzioni”, spiega Pezzarossa.

Il suolo, oltre ad aver permesso la vita sulla terra (pensiamo alla nascita dell’agricoltura) può però essere anche fonte di inquinamento. “La comprensione dei meccanismi che legano qualità del suolo e salute passa attraverso l’identificazione dei processi di biodisponibilità che regolano il trasferimento delle sostanze dal suolo all’uomo attraverso l’alimentazione”, continua Petruzzelli. “I percorsi principali di trasferimento delle sostanze dal suolo all’uomo sono studiati quasi esclusivamente nell’ambito delle problematiche dei siti contaminati per i quali si assume, per altro in termini troppo semplicistici, una correlazione diretta tra la concentrazione nel suolo di un determinato elemento (o sostanza) e l’assorbimento da parte dell’uomo. Vi è invece da considerare come il trasferimento di nutrienti e contaminanti dal suolo all’uomo segua percorsi piuttosto complessi derivanti sia dalla natura fisica e chimica (equilibri fisici, chimici e biologici in un sistema biogeochimico multifasico e termodinamicamente aperto) che dalle caratteristiche del recettore biologico (pianta, meccanismi attivi e passivi di assorbimento e accumulo)”.

“È noto che esiste una correlazione tra alimentazione e mantenimento della salute”, precisa Pezzarossa, “e il miglioramento del regime alimentare di una popolazione, attraverso l’offerta ai consumatori di prodotti alimentari industriali opportunamente formulati, trasformati e conservati, sembra contribuire a ridurre i fattori che predispongono a manifestazioni patologiche. L’abbattimento dell’incidenza delle patologie cronico-degenerative più strettamente correlate all’alimentazione aumenta il benessere sociale e riduce la spesa pubblica”.
Sul tema si è tenuto a Palermo il primo Congresso nazionale “Qualità del suolo, alimenti e salute”, organizzato dall’Ise-Cnr di Pisa in collaborazione con altre istituzioni, con l’obiettivo primario di proporre un’occasione di interlocuzione tra discipline legate al sistema agro-alimentare, nutrizionale ed epidemiologico. “Il Congresso ha affrontato gli argomenti connessi alla presenza nel suolo di elementi chimici e/o molecole organiche naturali e di sintesi, la loro origine e le interazioni con i comparti ambientali limitrofi; la disponibilità chimica e la biodisponibilità di sostanze e/o elementi sia essenziali che tossici; il loro assorbimento da parte delle piante coltivate, la traslocazione e l’accumulo nei tessuti vegetali dei prodotti agricoli, e i processi metabolici connessi”, ha precisato la ricercatrice dell’Ise-Cnr, “senza trascurare gli aspetti della trasformazione dei prodotti in alimenti primari, secondari, eccetera; della qualità e della tracciabilità degli alimenti; della sicurezza e della salute alimentare; gli aspetti di epidemiologia, legati al deterioramento della qualità del suolo, e il rapporto che lega i potenziali inquinanti alla nutrizione”.
Fonte: Beatrice Pezzarossa, Istituto per lo studio degli ecosistemi del Cnr, Pisa

Per saperne di più: Almanacco della scienza – CNR

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