Immagine Fede oggi

di Don Matteo Maria Zambuto

Il Libro Generazione giovani
I giovani e la storia dell'ultimo cinquantennio: avvenimenti, personaggi, miti, musica, moda.


È con piacere che vi presentiamo un brano tratto da questo libro, scritto da Don Matteo Maria Zambuto. "Generazione Giovani" vuole essere una chiara ed attenta analisi della situazione giovanile contemporanea.

La legge sull'ora di religione: infortunio di percorso o perdita di facoltà intellettuali?
(tratto da "Generazione giovani")

Qualche articolo qua e là. Non più di tanto. L'ora di religione volge ormai al tramonto, in una scuola, quella italiana, dove il tentativo di svecchiamento si svela alquanto patetico. La cosa pare non interessi ai nostri parlamentari, da quello che mi sembra di capire, né alla comunità cattolica. Per la Chiesa erano due i fronti su cui aprire il dibattito:
l'Insegnamento della Religione Cattolica e la scuola privata. Constatata l'inutilità di una lotta per salvare dal sicuro naufragio l'ora della discordia, il mondo cattolico ha concentrato le sue forze sul secondo fronte, all'insegna del "salviamo il salvabile". Oggi, l'aria culturale che respiriamo è ben diversa da quella degli anni '80. Nel 1984, la revisione del concordato aveva messo in evidenza il rispetto della libertà individuale, del pluralismo e della creatività. Gennaro Acquaviva, nel volume "Un Accordo di Libertà", pubblicato a cura dell'Ufficio stampa della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nell'introduzione indicava le linee del quadro di riferimento proposto, linee che avrebbero avviato un "cambiamento sostanziale nella società italiana". Innanzitutto avrebbe esaltato la dimensione spirituale del messaggio religioso, fornendogli un "nuovo modo di espansione, in sintonia con la crescita democratica di tutta la nostra società". In secondo luogo, la laicità dello Stato e l'autonomia fra politica e religione avrebbero trovato, nell'accordo del 14 febbraio una forma espressiva, lontana sia dal laicismo che dall'integralismo. Questo almeno sulla carta o nei desiderata. Col passare del tempo, e in modo particolare in questi anni, qualche parlamentare, per motivi ideologici, ha fatto dei giochi non del tutto puliti, frenando la volontà politica sull'argomento. Tutto è sfociato nella bozza di legge in discussione attualmente in Parlamento. La sorprendente conseguenza della proposta sullo stato giuridico degli insegnanti e sul loro reclutamento è quella che a conti fatti neanche i più grandi biblisti di fama mondiale come il Cardinal Martini e Mons. Gianfranco Ravasi avrebbero le carte in regola per poter insegnare! Infortunio di percorso o perdita di facoltà intellettuali? Ad incrementare lo stupore il fatto che tra i firmatari della bozza di legge vi sono parecchi cattolici! Conferma ulteriore che ci troviamo di fronte ad una battaglia (guerra?) persa! Almeno per loro. A me pare che ci siano ormai segnali forti di una chiara intenzione di chiudere il discorso quanto prima. Si vociferava qualche mese fa che l'immobilismo della Chiesa circa l'ora di religione fosse la conseguenza di un patto segreto tra il Vaticano e il Governo. Lo Stato garantirebbe sì la scuola privata, ma non l'Irc. Quindi aut aut! Se questa storia fosse vera (non ci vorrei credere) la Chiesa avrebbe optato per la scuola privata, scelta che le permetterebbe così di …vivere più a lungo. Ma forse è meglio lasciar stare queste considerazioni che meriterebbero una trattazione più adeguata. Sta di fatto che tra la cosiddetta società secolarizzata (10?15 %), ancorata alle proprie convinzioni ateistiche e, all'altro estremo, la compagine dei credenti e dei praticanti (25?30 %), sta la maggioranza della "gente normale", che magari in chiesa non ci va, del prete parla male, della Chiesa vede sempre e solo i suoi no su questa o quest'altra questione etica, ma della religione pensa che sia una realtà importante. Sono convinto che quest'ora di religione, poi, male non fa. Cosa che pensano anche i ragazzi. Ancora oggi abbiamo una percentuale altissima di avvalentesi, nonostante non vi sia stata la pur minima volontà di organizzare ore alternative, come prevedeva la legge; nonostante l'ora di religione sia collocata solitamente alla prima o all'ultima ora; nonostante l'opzionalità (siamo passati dall'obbligo all'esonero e ora alla opzionalità!). Due nostri sindacalisti in questi anni hanno percorso in lungo e in largo l'Italia. Hanno intervistato anche tutti i parlamentari (quelli che dovrebbero tutelare i diritti della democrazia) e si sono resi conto che la quasi unanimità dei politici di Sinistra ritiene più che giusto eliminare l'ora di religione cattolica fondamentalmente per due ragioni: primo perché sarebbe anacronistico, oggi, in una società laica, permettere alla Chiesa di fare catechismo a scuola, secondo perché il pluralismo dovrebbe offrire anche alle altre confessioni (musulmani, ebrei, testimoni di Geova e quant'altro) una presenza a scuola. Lo Stato sarebbe sbilanciato dalla parte cattolica e negherebbe alle altre realtà religiose la possibilità di espandersi. Niente di più squallido e tremendamente demagogico. Quanta ignoranza (in senso latino, si intende) cari ministri! Accusate la Chiesa di demagogia e poi cercate di giustificare la vostra ideologia con illazioni infondate. Non frequentando la scuola da parecchi decenni, forse, vi siete scordati che nel tempo che scorre le cose cambiano. La Chiesa non fa catechismo a scuola, non lo può fare. Capite? L'ora di religione è un'ora di cultura cristiana dove l'alunno apprende i dati fondamentali della religione e in modo particolare del cristianesimo cattolico. E questo per motivi concordatari. Perché non andate a rileggervi l'articolo 9 dell'accordo del 1984? Qui vengono riportate le ragioni del suddetto insegnamento: in primis viene rilevato "il valore della cultura religiosa" e, in secondo luogo, dei principi del cattolicesimo, ritenuto "parte integrante del nostro patrimonio storico". Ne abbiamo abbastanza di luoghi comuni e di frasi fatte, cari ministri che vi dite progressisti. Se poi voi vi appellate ai soliti esempi di preti o laici che sfruttano la scuola per "indottrinare il gregge", io vi potrò fare altrettanti esempi di docenti marxisti che fanno lo stesso durante l'ora di storia e di filosofia. Quindi il problema non è in questa linea. In gioco è la volontà popolare che voi dovreste rappresentare e il consenso altissimo dei ragazzi che ci fa credere ancora sul valore dell'Irc. Spero che siano gli stessi ragazzi ad aprire gli occhi su quanto sta accadendo e si accorgano che state facendo una legge che spazzerà via un valore in cui credo Il Sito no. Per quanto riguarda il secondo motivo - il pluralismo religioso - anche qui si tratterà di porre bene il problema. La domanda "perché solo la religione cattolica e non il musulmanesimo o il buddismo?" rimetterebbe in discussione il valore della laicità acquisita. Il concordato del 1984 riconosce volenti o nolenti il ruolo giocato dal cristianesimo nella nostra cultura italiana. Il fatto che a scuola non si insegnino altre religioni (e pensare che nei programmi ministeriali dell'Irc è previsto anche lo studio di queste religioni: il primo anno è dedicato allo studio dell'Ebraismo e, in seguito, in particolar modo in terza, quando si affronta il problema di Dio, vengono presentate anche tutte le religioni) non vuol dire privarle di un loro diritto. In una tavola rotonda tenutasi al Fraschini, all'interno del ciclo delle Letture bibliche, uno dei relatori, musulmano, facendo leva su questo equivoco, manifestava il suo vivo disappunto sulla scuola italiana che non darebbe a suo figlio la possibilità di studiare l'Islamismo! Qui la confusione è alle stelle perché la struttura della società araba non prevede assolutamente la laicità. Comunque il problema posto esiste ed è rilevante oggi più che mai perché stiamo andando incontro ad una società multirazziale. Sta di fatto che la nostra cultura italiana è cresciuta formandosi alla scuola del cristianesimo e non di altre religioni. I contenuti della religione cattolica aiutano gli alunni a leggere nella giusta ottica i dati culturali appresi ad esempio in letteratura o in storia dell'arte. Chi segue le mie lezioni di religione conosce la mia apertura e il mio affetto verso le altre religioni (la diversità è segno di ricchezza). Ritengo solo che non è corretto essere privati per motivi ideologici di un patrimonio spirituale cui abbiamo attinto per tanti secoli.



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