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Wagashi: i dolci gioiello del Sol Levante


Un percorso espositivo dedicato ai raffinatissimi dolci giapponesi della prestigiosa pasticceria Minamoto Kitchoan di Kamakura curato da Vittorio Castellani aka Chef Kumalé (world food writer & consultant) nell'ambito della mostra organizzata dalla Contessa Consolata Pralormo: "Cosa c'è dietro al Kimono", dal 1 ottobre al 16 novembre 2003 a Palazzo Barolo in via delle Orfane 7 a Torino.

Wagashi, dolci gioiello e delizia del Sol Levante
I tradizionali cakes giapponesi Wagashi, possono essere considerati autentici dolci gioiello, per la loro bellezza, un raro e sublime esempio di design e raffinatezza nel mondo dell'arte dolciaria orientale che propone nelle diverse stagioni dell'anno innumerevoli versioni di questi creative desserts, differenti per forme, colori, ingredienti e sapori. Sembra incredibile ma tutte le infinite varietà di questi esclusivi amouse bouche, ancora pressoché sconosciuti al pubblico occidentale, vengono realizzati a partire da poche e semplici materie prime di base: la farina di riso o di grano, i fagioli rossi di azuki, le alghe gelatinose di agar-agar e lo zucchero; a questi ingredienti vengono aggiunti frutti freschi e noci di stagione.
La produzione artigianale dei Wagashi è un'arte antica che stimola i cinque sensi e che appaga l'occhio prima ancora del palato. La loro consistenza sollecita il senso tattile per le diverse textures, cedevoli alla pressione delicata della punta delle dita, del palato e della lingua. Il profumo delicato dei loro ingredienti naturali in equilibrio conferisce ai Wagashi fini fragranze dai sentori di natura.
Un po' di storia
L'origine dei Wagashi risale al periodo Yayoi (300 avanti Cristo 300 dopo Cristo) quando gli ingredienti disponibili erano i soli frutti naturali, le bacche e diverse varietà di noci. La produzione dei Wagashi si sviluppò con le tecniche di lavorazione del mochi e del dango: dolci a base di farina di riso, introdotti dalla Cina dalla cultura buddista durante il periodo Nara (710-784). In origine i Wagashi erano legati alle pratiche religiose e venivano regalati alle persone importanti come l'Imperatore. Ma fu durante l'epoca Muromachi (1336-1573), quando il Giappone entrò in contatto con la cultura mercantile spagnola e portoghese, che si sviluppò un nuovo filone di Wagashi che prevedeva l'impiego dello zucchero, ingrediente fino ad allora sconosciuto nel Sol Levante; la dolcezza dei Wagashi dipendeva in precedenza esclusivamente dal sapore zuccherino dei suo ingredienti.
L'arte della preparazione dei Wagashi maturò durante il periodo Edo (1603-1867) e si sviluppò notevolmente a Kyoto, Edo e in poche altre regioni originando dolci dalle forme raffinatissime e sublimi, così com'è possibile ammirarli oggi. I Wagashi iniziarono in quest'epoca ad essere serviti con una tazza di matcha: l'infuso di te verde in polvere, durante la tradizionale cerimonia del tè (chanoyu), o con altre varietà di tè, purché di grande valore, come il sencha.
Alcuni maestri cerimonieri del tè come Sen Rikyu sperimentarono con successo in quest'epoca l'abbinamento della frutta e della frutta secca durante la degustazione del te. Lo zucchero era un bene prezioso e potevano servirsene solo le classi più abbienti, che li usavano come omaggi , regalati in esclusive scatole di legno laccato. Nonostante la loro lunga storia, il termine Wagashi è stato adottato solo verso la fine dell'era Taisho (1912-1926) per differenziare questi dolci tradizionali giapponesi dalla pasticceria d'ispirazione occidentale che iniziava a dilagare in Giappone.
Healt dessert
I Wagashi sono dolci ipocalorici a causa del basso contenuto di zuccheri. Al contempo sono privi di grassi e ricchi di fibre, proteine, vitamine (E, B1, B2, B6), aminoacidi, sali minerali (calcio, fosforo, potassio, magnesio). In Giappone sono rinomati per le loro virtù dietetiche: contrastano l'assuefazione dallo zucchero, riducono lo stress e distendono lo spirito.

"Cosa c'è dietro al Kimono": altri percorsi espositivi della mostra
- I kimono di Tokamachi

I momenti piu significativi della vita in Giappone, scanditi da sfarzosi kimono contemporanei provenienti dalla Città di Tokamachi.
- Le Ventiquattro Stagioni
Una straordinaria collezione privata di Kimono che testimonia la struggente bellezza della natura.
- Il giardino del Tè
La casa del tè e la cerimonia del Chanoyu
- Il senso del Sol Levante:
Viaggio alla scoperta del Giappone contemporaneo tra tecnologia, moda & manga
Orari della mostra
10.00-18.00 in settimana
10.00-19.00 sabato e domenica
Il giovedì, apertura straordinaria fino alle ore 23
Info: Vittorio Castellani aka Chef Kumalé, e -mail: chef@kumale.net Per saperne di più: Kumale.net


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