Influenza: attenti al vaccino
di Paolo Giordo

Vaccino sì, vaccino no. Il messaggio che arriva attraverso i mass media è chiaro: "Vaccino sì": Eppure la questione non è affatto semplice come sembra. Non sempre, infatti, è la tutela della salute la vera ragione di certe scelte in ambito sanitario.

Come ogni autunno cominciano le previsioni allarmistiche di radio, tv e giornali sulla incombente epidemia influenzale che, a loro dire, ogni anno ha sempre qualcosa di peggiore di quella dell'anno precedente. Tutto questo terrorismo psicologico si conclude alfine con il consiglio classico: vaccinatevi! A parte il fatto che la vera e propria influenza rappresenta solo il 30-35% di tutte le malattie da raffreddamento presenti, anche epidemicamente, nel periodo autunno-invernale, nessuno ha mai detto chiaramente che il vaccino antinfluenzale funziona ben poco. A questo proposito non è mai stata fatta una ricerca seria "in doppio cieco" che possa dimostrare l'efficacia della vaccinazione antinfluenzale. E non a caso. Una cosa del genere, a quanto mi risulta, fu fatta negli USA nel lontano 1974 comparando l'assenza dal lavoro di 50.000 impiegati vaccinati con quella dello stesso numero di impiegati non vaccinati concludendo che non c'era differenza tra i due gruppi. Anche per alcuni sostenitori delle vaccinazioni antinfluenzali la percentuale di "protezione" dello stesso vaccino va dal 30 al 40%. Lo stesso prof. Sabin, parlando della vaccinazione antinfluenzale così tanto raccomandata dalle Autorità Sanitarie, specialmente nelle persone così dette a rischio come anziani, cardiopatici, broncopneumopatici e diabetici, ha detto che personalmente non vede nessuna possibilità di controllo di questa malattia con i vaccini: "Abbiamo vaccinato tanta gente da più di 40 anni e, secondo me, i vaccini non hanno assolutamente funzionato". Purtroppo, c'è da aggiungere che non si tratta solamente di problemi statistici ma che queste vaccinazioni agiscono sul sistema immunitario sbilanciandolo ed esponendo l'individuo anche all'aggressione di molti agenti infettivi. Inoltre sono di sempre maggiore segnalazione le complicazioni del vaccino antinfluenzale come i problemi neurologici e le relativamente frequenti encefaliti e paralisi di Guillain-Barrè. E ancora, in molti casi si può avere un indebolimento del sistema immunitario con possibile sviluppo di malattie latenti. Ma allora, ci chiediamo, perché cercare di prevenire l'influenza con dei vaccini tutt'altro che sicuri e non, altrimenti, con un'alimentazione ed uno stile di vita sano ed equilibrato oppure perché curarla con dosi massicce di antibiotici o antinfiammatori (altra fonte di abuso) quando si può fare la stessa cosa con rimedi dolci e naturali? La soluzione apparirebbe, a prima vista, molto semplice invece nasconde una grande complessità. Infatti le persone sane ed in buona salute sono pericolose per il nostro sistema socio-economico: diventano economicamente dannose, non consumano farmaci ed altre cure mediche, provocano una diminuzione del prodotto nazionale lordo e rischiano di creare disoccupazione.
Ma quale governo può rischiare una simile calamità?

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