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Le farfalle d’inverno

Sono pochi a sapere che le farfalle vivono anche in inverno. L’immagine di uno di questi animali posato su un fiore in un’assolata giornata primaverile o estiva non è errata, ma sicuramente limitativa. Il mondo delle farfalle è molto più ampio di quello che crediamo e dura 365 giorni all’anno.

Proviamo a scoprire i segreti di questi esseri viventi con l’aiuto di Leonardo Dapporto, entomologo del museo di Storia Naturale e del Territorio della Certosa di Calci, diretto da Walter Landini. “L’inverno non è una stagione completamente morta, infatti, possiamo trovare farfalle che si sono adattate al freddo, dal quale hanno tratto alcuni interessanti vantaggi, ad esempio il vivere in un periodo senza i loro maggiori predatori come le rondini, le lucertole, i pipistrelli, i gechi, che durante l’inverno non sono attivi. Ci sono alcune specie di farfalle che vivono solo nei periodi freddi, mi è capitato di vederne alcune volare durante una nevicata. Per resistere alle basse temperature questi animali hanno elaborato particolari sistemi fisiologici per mantenere il calore: alcune fanno vibrare le ali per alcuni minuti prima di cominciare a volare, producendo con questo movimento calore, altre sono più grosse e ricoperte di peluria”. Le farfalle invernali si differenziano da quelle che vivono nelle stagioni più calde anche per il colore, che generalmente è più scuro, con maggiori richiami al marrone e al verde intenso, un po’ come i colori della natura nei mesi più freddi. “Per esattezza – sottolinea Dapporto – dobbiamo distinguere fra farfalle e falene che si differenziano fra loro per l’aspetto delle antenne. Le prime le hanno a forma di clava, e generalmente volano di giorno, mentre le altre generalmente le possiamo incontrare di notte, ma si conoscono alcune eccezione di falene che volano anche di giorno”.
Le falene sono inspiegabilmente e mortalmente attratte dalla luce. A molti sarà capitato in pieno inverno di aprire una finestra e vedere entrare una grossa falena decisa a posarsi sul lampadario, senza possibilità di dissuaderla dal suo scopo; infatti, l’unico modo per salvarle la vita è quello di spengere la lampada. In inverno, come è noto, non ci sono fiori dai quali alimentarsi, così le farfalle devono nutrirsi di frutta di stagione, anche marcia: cachi, mele, pere, qualche grappolo d’uva dimenticato sulla pianta e ormai andato a male. “Le falene –continua Dapporto- sono molto attratte dagli odori, e questo ci permette di poterle osservare facilmente, infatti, basta spruzzare su un tronco una miscela di aceto e miele durante l’ora del crepuscolo, per vederle arrivare numerose”. Ci sono poi alcuni di questi animali che hanno fatto la scelta di non mangiare da adulti, e sopravvivono con la riserva di cibo accumulata durante il periodo trascorso da bruco con la quale possono sopravvivere anche una settimana, giusto il tempo di riprodursi. Quella sulla durata della vita delle farfalle è una curiosità che spesso rimane nel dubbio. Ma quanto vive realmente una farfalla o una falena? “La risposta varia a seconda delle specie – commenta Dapporto – può essere un giorno, ma anche un anno. Allo stato larvale invece si può vivere anche per alcuni anni. Certo quelle che non mangiano hanno una vita molto più limitata nel tempo. Solitamente crediamo che questi animali volino durante la bella stagione e durante il giorno, in realtà esistono molte più falene che non farfalle, ma sono poco conosciute e studiate, perché è più difficoltoso operare al buio e al freddo”. Infatti, il lavoro dell’entomologo non è dei più semplici, le domande irrisolte intorno a questi animali sono ancora molte, ad esempio perché delle farfalle che dalla Corsica si spostano anche fino all’Isola d’Elba, non sono poi capaci di arrivare in continente? “Per dare delle risposte è necessario raccogliere farfalle di giorno e di notte per almeno un anno, per poter elaborare una lista faunistica e confrontare i diversi territori, cercando di scoprire perché alcune specie stanno in un luogo e non in altri. Questi animali negli ultimi anni sono diminuiti molto perché minacciati dalla meccanizzazione dell’agricoltura e dall’inquinamento. Studiarle vuol dire capire come poterle conservare in relazione al loro ambiente naturale. Proteggere le farfalle e le falene vuol dire proteggere l’ambiente e viceversa”.



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