Immagine Spettacolo

La guerra è finita, storia d'amore e d'amicizia


Immagine Divisi ideologicamente dalla guerra che travolge l’Italia, tre giovani amici, nati e cresciuti durante il fascismo, si riuniranno alla fine dopo un drammatico confronto. La miniserie interpretata da Alessandro Gassman, Barbora Bobulova e Beppe Fiorello, per la regia di Lodovico Gasparini, va in onda su Raiuno domenica 5 e lunedi 6 maggio 2002, in prima serata.

L'amore di due uomini, tra loro molto amici, per la stessa donna. Il fascismo, la guerra: il film tv "La guerra è finita" per la regia di Lodovico Gasparini che Raiuno propone domenica 5 e lunedì 6 maggio in prima serata, racconta attraverso la storia d'amore e d'amicizia fra tre giovani, pagine di storia nazionale.
Un incontro profondo che diventa scontro quello fra Claudio, Ettore e Giulia - interpretati da Alessandro Gassman, Beppe Fiorello, Barbora Bobulova - tre ventenni nati e cresciuti durante il fascismo che prima si amano e poi si combattono. Ragazzi che vengono travolti dalle circostanze, quasi fino all’odio ma che, malgrado tutto, continuano ad amarsi e a volersi bene anche al di là delle travolgenti esperienze di guerra e di morte che sono costretti a vivere. Ragazzi che non sanno (e non possono) dimenticare di essere nati insieme, di essere figli di una stessa giovinezza e degli stessi sogni affettivi.
I tre amici, che la tragedia della guerra porrà su fronti diversi, (Ettore e Giulia con i partigiani, Claudio con i fascisti di Salò) concluderanno la loro vicenda umana andando al di là della tolleranza, vivendo un doloroso processo di chiarificazione che li porterà a capire che l’unico modo per rimettere insieme le loro vite sarà quello di una vera e profonda comprensione dovuta anzitutto agli antichi legami, nel riconoscere se stessi negli altri, nel riscoprirsi e nel riamarsi. Solo così per loro la guerra sarà finita.
“È un film sulla fine di un’epoca, drammatica ed ingenua, romantica e folle - sottolineano gli autori del soggetto e della sceneggiatura, Massimo De Rita e Mario Falcone -. I tre protagonisti, non vincitori o vinti, ma solo reduci, rappresentano idealmente l’emblema delle tre grosse linee di pensiero politico nate dalla guerra e che hanno avuto modo di confrontarsi grazie alla conquistata democrazia. La storia si conclude con Giulia, che chiede a gran voce a Claudio il fascista e a Ettore il partigiano, padri dei suoi due figli (Mauro e Elena), di porre fine agli odi, alle contrapposizioni ideologiche e alle ostilità, pensando solo a ricostruire. Allegoricamente Giulia rappresenta l’Italia che esce stremata dalla guerra ma il cui unico pensiero è quello di dare un futuro ai suoi figli verso cui non fa alcuna distinzione genetica o ideologica”.
Uno degli obiettivi principali del film, una produzione RAI Fiction prodotta da Angelo Rizzoli, su cui gli autori hanno lavorato per più di un anno, coadiuvati da una rigorosa ricerca storica e dalla consulenza di Rosario Bentivegna (medaglia d’oro della Resistenza) e Carlo Mazzantini, è quello di “rivisitare” con onestà intellettuale e senza pregiudizi di alcun tipo, il periodo storico più drammatico del nostro paese. Ma è anche quello di dare un serio contributo al dibattito in corso da anni sull’argomento.
LA STORIA
Prima parte
È il 10 giugno del 1940. Claudio, Giulia ed Ettore sono tre studenti universitari ventenni, nati e cresciuti durante il fascismo. Amici sin dalle scuole superiori sono praticamente inseparabili. Claudio ed Ettore da sempre sono innamorati di Giulia, che lo sa e a modo suo vuole bene a tutti e due. Quel giorno, benché nel pomeriggio come tutti gli studenti del Guf siano chiamati a partecipare all’adunata in Piazza Venezia per ascoltare le dichiarazioni di Mussolini, decidono di andare al mare a Ostia. Ma sulla via del ritorno l’auto che Claudio ha rubato al padre, potente gerarca fascista, ha un incidente. I tre amici perdono l’adunata e l’appuntamento con la storia. La guerra incombe. Claudio senza dire nulla ai suoi amici decide di arruolarsi nella milizia come allievo ufficiale. Poco prima della sua chiamata al fronte greco-albanese, Giulia cede finalmente al suo corteggiamento. I due fanno l'amore. Claudio parte. Giulia rimane incinta e viene mandata dalla famiglia a partorire in Abruzzo, per evitare lo scandalo. Il rapporto con Ettore si interrompe. Claudio intanto, ignaro di tutto ciò, rimane gravemente ferito in battaglia. Alcuni alpini lo salvano, ma Claudio è sotto shock e non ricorda nulla, neanche il suo nome. Non manda notizie di sé in Italia, ma appena rimessosi parte per la Russia. Anche Ettore è ormai in Russia, e anche lui rimane ferito in combattimento, ed è rimpatriato. Nel frattempo Giulia, rimasta in Abruzzo con il piccolo Mauro, conosce il professor Cecchi un antifascista mandato al confino. All’inizio fra i due è scontro, ma pian piano Giulia rivede le sue posizioni, mentre dal fronte russo trapelano le notizie della disfatta.
Seconda parte
Abruzzo. La polizia fascista arriva per portare via Cecchi. Il professore, prima di essere arrestato, fa in tempo con l’aiuto di Giulia a bruciare delle carte compromettenti e a consegnare alla ragazza dei documenti da dare alla colonna antifascista di Roma. Poi le dà anche una lettera da consegnare alla moglie ebrea che vive nascosta insieme ai due figli. Giulia torna a Roma con il figlio. Va a consegnare la lettera alla moglie di Cecchi ma arriva tardi. La donna si è suicidata e i figli sono stati portati via dalla polizia fascista comandata dal padre di Claudio. A questo punto Giulia decide, ed entra nella Resistenza. Il 9 settembre del '43 la ragazza partecipa alla sua prima azione di guerra contro i tedeschi per le strade di Roma. Ma proprio nella stessa azione rimane accidentalmente uccisa la madre di Ettore. È in questo drammatico frangente che i due ex amici si rivedono dopo tanto tempo. Giulia cerca di convincere Ettore ad entrare nella Resistenza ma il ragazzo non vuole più saperne di guerra e di morti. Si dovrà ricredere giorni dopo. Infatti in seguito ad un rastrellamento dei tedeschi Giulia si rifugia nella libreria del padre di Ettore. Il ragazzo fugge con lei ma viene visto dai fascisti. Ormai anche lui non può tornare più indietro. Intanto Claudio è tornato in Italia, perfettamente ristabilito. Si è legato a una giovane vedova, Alida, e attende gli sviluppi degli eventi. La sua strada sarà diversa da quella degli amici: insieme ai reduci del suo plotone, accorre all'appello di Mussolini, liberato dai tedeschi, e si arruola nella Decima Mas. A Roma la resistenza ai tedeschi diventa sempre più forte. Gli antifascisti vogliono colpire i gerarchi che si sono macchiati di crimini. Il primo della lista è il padre di Claudio. Pur senza saperlo Giulia ed Ettore partecipano all’attentato in cui l’uomo viene ucciso. Rosa dai sensi di colpa Giulia non si dà pace. Il comitato antifascista li fa fuggire al nord e li aggrega ad una formazione partigiana. Ettore e Giulia si trovano sul fronte avverso della decima Mas, dove milita Claudio. I combattimenti sono violenti, ma le sorti della guerra per i nazi-fascisti sono segnate. A pochi giorni dalla fine della guerra, però, Ettore e Giulia si imbattono in un posto di blocco della Decima Mas. Claudio, li riconosce ma li lascia passare, salvando loro la vita. La guerra finisce. Claudio riesce a sua volta a fuggire dal nord, e fa ritorno a Roma. Sono giorni di rinascita. Giulia comunica ad Ettore di essere incinta e di aspettare un figlio da lui. I due tornano nella capitale e mettono su casa. Ma le tensioni non sono finite. Claudio vuole vendicare il padre ucciso, conosce il nome del responsabile dell'azione, e va per ucciderlo, ma lo trova insieme a Giulia in preda alle doglie: sta per nascere una bambina.
I tre amici si avviano verso un confronto finale, drammatico quanto inevitabile.


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