
Altre tredici puntate del feuilletton di Raiuno scritto da Maria Venturi che nella prima edizione ha riscosso un successo strepitoso. Il kolossal in costume diretto da Giorgio Serafini e Vittorio De Sisti è stato infatti campione di ascolti in questa stagione con punte superiori ai 12 milioni di telespettatori e al 45% di share. Per agevolare la protagonista la sua parte è stata concentrata nei primi tre mesi, il resto della troupe andrà avanti fino a metà settembre. Altri colpi di scena, altri amori, altri personaggi in questa storia ambientata ai primi del Novecento che racconta la vicende di un grande amore tra Anna Obrofari e Pietro Pironi, interpretato da Daniele Pecci, ma anche di due famiglie: una nobile e una contadina. “Orgoglio” è un affresco sociale: c’è la lotta di classe, la rivalsa del contadino, i primi investimenti rischiosi, la ricchezza dei nobili parassiti e quella di chi povero la va a cercare nelle lontane Americhe. La fiction di Raiuno si avvale di un cast di grande prestigio: Paolo Ferrari, Gabriella Pession, Franco Castellano, Cristiana Capotondi. “Orgoglio” è una produzione Rai Fiction e Titanus di Goffredo e Guido Lombardo che con questa grande produzione hanno voluto festeggiare i cento anni della loro casa cinematografica senza risparmio di mezzi. I rapporti con vostra figlia miglioreranno nel corso delle puntate? Si diverte a recitare in “Orgoglio”? Ora è diverso? Mentre giravate la prima serie di “Orgoglio” immaginavate il successo che poi avete ottenuto? A parte il clima amichevole che c’ è tra tutti voi sul set, ha stretto amicizia con qualcuno in particolare? A ottobre nasce la sua bambina, poi tornerà subito sul set per un nuovo lavoro? Tra i tanti lavori da lei fatti quale ricorda con più soddisfazione? Secondo lei “Orgoglio 2” riuscirà a bissare il successo della prima serie? Se le offrissero di continuare a recitare in “Orgoglio 3”, ammesso che si faccia una terza serie, lei quale scelta farebbe?
“Mi alzo tutte le mattine alle cinque, vado al lavoro e torno la sera piuttosto tardi. Mi sento un pò stanca ma sono molto appagata”. Elena Sofia Ricci, la contessa Anna Obrofari, protagonista di “Orgoglio”, è al sesto mese di gravidanza ma con molto entusiasmo e un pò di fatica continua a lavorare sul set di “Orgoglio 2”.
Elena Sofia Ricci ci racconti, se può, con anticipo quali altre avventure vivrà il suo rocambolesco amore con Pietro..
Anna e Pietro cercheranno di vivere alla luce del sole il loro grande amore. Ma non sarà facile perchè il divorzio a quel tempo non esisteva e l’ annullamento è quasi impossibile da ottenere data la cattiveria di Herman, l’ex marito, che non è disposto a concederlo. I due avranno delle notevoli difficoltà ad amarsi. Nella storia entreranno altri personaggi, ci saranno nuove gelosie, nuove incomprensioni tra Pietro e Anna ma, alla fine, riusciranno finalmente ad amarsi con passione e dedizione.
Diventeranno più sereni ma la ragazza ormai adolescente mi darà del filo da torcere. Avrà delle storie sentimentali che mi impensieriranno e vivremo altre complicazioni. Cosi’ come in tutte le famiglie normali. Però tutto ciò non mi preoccupa, anzi, sarà una bella palestra anche per imparare a tirare su la mia vera figlia, Emma, che ha otto anni.
L’anno scorso quando mi hanno offerto questo ruolo ho accettato con grande entusiasmo. Recitare in uno sceneggiato come quelli di una volta per me rappresentava una grande novità sia per lo stile della recitazione - io scelgo quasi sempre ruoli moderni ed ironici - sia per la durata faraonica dell’ impegno. È nato tra noi un gruppo molto simpatico e unito. Lavorare è stato un vero piacere.
Ora mi sento ancora più serena e appagata. L’ anno scorso, nel mese di luglio, è venuto a mancare mio padre. Mi ricordo l’ angoscia di quel periodo… appena finivo le riprese correvo in clinica e mi accompagnava un senso di angoscia perenne. Non ho potuto godermi a pieno quel clima cosi’ simpatico ed affiatato che si era creato sul set. Ora le cose sono diverse, aspetto un bambino, anzi una bambina. Sono un pò stanca ma veramente felice.
Nessuno avrebbe potuto prevederlo. Ci rendevamo conto che stavamo un pò tornando all’ antico, a quegli sceneggiati di una volta che sono sempre nel ricordo di tutti. Le componenti c’ erano tutte: un gruppo di attori di provenienza teatrale, una fiction in costume ambientata tra la fine dell’ ottocento e i primi del novecento, tante puntate con tanto respiro per raccontare come un romanzo d’ appendice, ma un pò più colto, una bella pagina di storia italiana. Tante persone in questi anni mi hanno fermata per strada e mi hanno chiesto: “Perchè la Rai non rifà quei bei sceneggiati di una volta che ci facevano piangere e commuovere?”. Sentivo che “Orgoglio” aveva queste caratteristiche ma mi dicevo che ormai con questa diabolica logica dell’ Auditel non si può più scommettere su niente. Quando giravamo, tra noi attori ci confessavamo che, se fossimo arrivati a sei, sette milioni di telespettatori, saremmo stati contenti e questo ci avrebbe permesso di andare a dormire la sera con la coscienza a posto.
Con Franco Castellano ci conosciamo da molti anni e c’ è un bellissimo rapporto di stima e di affetto. Con Gabriella Pession avevamo già lavorato insieme in un episodio de “La Bibbia”. Ci siamo ritrovate e abbiamo ripreso quella bella amicizia che era nata tanti anni fa. La nostra storia, il nostro passato ci uniscono. La sento quasi come una sorella più piccola. Anche con Cristiana Capotondi ho legato molto.
No, non vorrei commettere lo stesso errore che feci con Emma. Tornai a lavorare quando la bambina aveva appena tre mesi. Questo volta vorrei godermi la piccola, allattarla, se possibile. Vorrei prendermi un anno di tranquillità.
È difficile dirlo. Forse quello che ha lasciato un segno nella mia anima, nella mia carriera, quando ho sentito di essere veramente cresciuta professionalmente è stato quando ho recitato in teatro con la regia di Armando Pugliese in “Come tu mi vuoi”. Questo testo di Pirandello per me ha significato molto. Le miei grandi crescite sento di averle fatte soprattutto in teatro in “Lady Macbeth”, in “Metti una sera a cena” e altri lavori importanti.
Magari riuscisse!
Mi piacerebbe fare anche altre cose, altri personaggi… anche se la storia della nostra televisione ci ha insegnato che dai ruoli e dalle etichette si può uscire alla grande. Basti pensare a Michele Placido!