
In vendita in Italia il bambolotto con i tratti della sindrome di Down ideato in Spagna. Distribuzione nazionale a cura della cooperativa sociale bolognese Il Martin Pescatore. Ricavato a favore delle persone con disabilità e delle associazioni Ceps e Retinite Pigmentosa Emilia-Romagna
Occhi allungati, ditina dei piedi leggermente separate e lingua un po’ all’infuori. Per combattere i pregiudizi sulla disabilità e diffondere il rispetto delle diversità, arriva anche in Italia Baby Down, la bambola con i tratti somatici di un bebè con sindrome di Down. Nata in Spagna due anni fa da un’idea della casa produttrice di giocattoli Super Juguete e della Fundaciòn Down España e subito diventata un successo, Baby Down sbarca sul mercato italiano grazie alla collaborazione tra una cooperativa sociale e un’impresa commerciale e al sostegno di due associazioni non profit, tutte di Bologna.
A importarla in esclusiva per l’Italia, rinunciando alle normali spettanze, sarà la società Cangillo Interni Limited Edition, mentre la distribuzione sarà curata dalla cooperativa sociale Il Martin Pescatore, che assiste e dà lavoro a persone con gravi disturbi psichici. Saranno loro, infatti, a occuparsi degli imballaggi e delle spedizioni della bambola sul territorio nazionale.
Il ricavato delle vendite di Baby Down (che per adesso è possibile effettuare solo on line all’indirizzo www.ilmartinpescatore.org/baby-down.html) andrà a sostenere le attività della cooperativa Il Martin Pescatore e delle due associazioni di familiari di persone con disabilità genetica, coinvolte nell’iniziativa: sono l’associazione Retinite Pigmentosa Emilia-Romagna e il Ceps (Centro emiliano problemi sociali per la Trisomia 21) di Bologna. Gli incassi serviranno inoltre ad attivare un laboratorio di sartoria per realizzare i vestitini per le bambole, che darà un’opportunità lavorativa alle persone in situazioni di disagio.
“Proporre una bambola con sindrome di Down, con i suoi caratteristici occhi a mandorla, è una novità per l’Italia - dice Francesca Bernaroli, presidente della cooperativa Il Martin Pescatore -. Ci piace l’idea di offrire l’opportunità di abbattere, attraverso il gioco, i pregiudizi legati a questa condizione genetica e, più in generale, alla diversità”.
Disponibile per ora nella versione al femminile, Baby Down è un giocattolo che insegna a confrontarsi con le diversità e a conoscere le necessità dei bambini affetti dall’alterazione cromosomica nota come Trisomia 21. Nella confezione della bambola è infatti inserito un opuscolo che contiene alcune semplici indicazioni sulle attività più indicate per stimolare le capacità sensoriali e intellettive dei bambini con sindrome di Down.
“Ad esempio Baby Down può insegnare - aggiunge Claudio Rizzoli, presidente del Ceps - che gli occhi leggermente a mandorla dei bambini con Trisomia 21 fanno parte della loro identità e che non vanno cancellati con la chirurgia estetica. Le persone con sindrome di Down e altre diversità non sono di un mondo a parte, sono tra noi, ed è normale che lo siano”.
“Con Baby Down non vogliamo assolutamente suscitare polemiche né banalizzare la disabilità riducendola a un semplice giocattolo - conclude Antonella Gambini dell’associazione Retinite Pigmentosa Emilia-Romagna -. Crediamo piuttosto che attraverso il gioco si possa diffondere, già tra i più piccoli, la cultura del rispetto e offrire l’occasione per un percorso di crescita verso il riconoscimento di ogni individualità”.
Baby Down è in vendita al prezzo di 34,90 euro, incluse le spese di spedizione.
Per informazioni:
Il Martin Pescatore, e-mail sociale@ilmartinpescatore.org
Ceps, e-mail assceps@iperbole.bologna.it
Ass. Retinite Pigmentosa Emilia-Romagna, e-mail rp.bologna@associazionerpbo.191.it
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