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Risonanza “aperta”, meno paura

Immagine - La macchina MrOpen, copyright CNR Sensazione di disagio e ansia. Sono gli inconvenienti a cui molte persone vanno incontro quando devono entrare nell’angusto tubo di un tomografo per la risonanza magnetica, tecnica diagnostica d’altra parte di enorme utilità se si vuole scoprire ‘cosa c’è sotto’, cioè l’esatta conformazione e consistenza di un organo o di una parte del corpo, al fine soprattutto di evidenziare anomalie e presenze patologiche.

Per facilitare questo importante esame, il laboratorio Lamia dell’Istituto nazionale di fisica della materia (Infm) del Cnr di Genova ha sviluppato una tecnologia d’avanguardia, che ha permesso la realizzazione della prima macchina al mondo a struttura completamente aperta. MrOpen (Magnetic resonance open), così si chiama l’innovativo dispositivo medico, arriva sul mercato dopo quattro anni di lavoro e di intensa collaborazione tra ricerca e impresa. A costruirlo, la Paramed (Gruppo Malacalza) e la Columbus, spin off del Cnr.
Cuore della rivoluzionaria tecnologia è l’utilizzo del cavo di diboruro di magnesio, un materiale superconduttore di recente scoperta. “Nel 2001 un gruppo di studiosi giapponesi ha scoperto che il diboruro di magnesio al disotto dei 40 K è un materiale superconduttivo”, spiega Carlo Ferdeghini dell’Infm-Cnr. “Ciò ha rappresentato una grande sorpresa per tutta la comunità degli scienziati della materia. Da molti anni, infatti, si studiava questo composto per le più svariate applicazioni, per esempio, come materiale da rivestimento. Nessuno aveva però pensato a una sua eventuale superconduttività, poiché le sue caratteristiche non corrispondevano all’identikit che gli studiosi avevano in mente”. Questa scoperta ha profilato nuovi orizzonti per la ricerca applicata e ha permesso ai ricercatori del Cnr di sviluppare la tecnologia adatta alla creazione di macchine per tomografia a geometria aperta. “Adattando al diboruro di magnesiouna tecnica già sviluppata per altri tipi di superconduttori”, prosegue Ferdeghini, “siamo riusciti a sintetizzarlo sottoforma di fili e nastri che possono raggiungere lunghezze di decine di chilometri, rendendo così possibile l’avvolgimento di bobine superconduttrici, raffreddate con macchine frigorifere. Le bobine prodotte da Columbus – progettate e realizzate da ASG del Gruppo Malacalza - sono state infine usate da Paramed come magneti per la creazione di macchine per tomografia a geometria aperta, con un giogo magnetico a U”. La geometria aperta, chiaramente adatta per soggetti claustrofobici e obesi, risulta anche preferibile per i bambini, che in questo modo possono avere accanto i genitori durante l’esame. Inoltre, può essere un valido aiuto anche durante gli interventi chirurgici. “Proprio perché non richiede che il paziente sia introdotto nel disagevole spazio di una macchina tradizionale, questo nuovo strumento diagnostico può essere usato per verificare l’efficacia di un intervento alle articolazioni in tempo reale”.
La prima macchina MrOpen è in corso di installazione in Sicilia, cui seguiranno altre regioni.
Fonte: Almanacco della scienza

Per saperne di più: Almanacco della scienza, CNR


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