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Osas, la sindrome pericolosa per la guida

Immagine L’articolo 32 della Costituzione tutela la salute, intesa come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività. Questo vuol dire, ovviamente, curare le patologie più gravi e diffuse, ma anche disturbi apparentemente meno importanti.

Tra i tanti fastidi che turbano il benessere garantito dal nostro statuto c’è il russamento abituale e persistente che - con le apnee notturne, i risvegli associati a sensazione di soffocamento, la sonnolenza diurna, la cefalea mattutina e la riduzione della concentrazione e dell’attenzione - costituisce i sintomi della sindrome dell’apnea ostruttiva nel sonno, Osas.
Una patologia di notevole gravità, ma finora sottostimata e poco conosciuta, sebbene in Italia colpisca oltre 1.600.000 persone.
Tra le conseguenze cliniche e sintomatologiche di questa patologia la riduzione della concentrazione e dell’attenzione risulta particolarmente preoccupante, soprattutto per la guida di un veicolo. Uno studio pubblicato nel 2001, che ha analizzato il totale degli incidenti nel periodo 1993-’97 sulla rete autostradale italiana, indica la sonnolenza come causa del 21% degli incidenti. Mentre un’indagine del Ministero della salute (anno 2002) rileva che il 15% degli incidenti extraurbani sarebbero causati da sonnolenza e tra questi l’Osas inciderebbe per circa la metà (un totale 9.551 eventi con 367 vittime).
“Un problema”, spiega Domenico Geraci, direttore dell’Istituto di biomedicina e immunologia molecolare (Ibim) del Cnr di Palermo, “la cui importanza è paragonabile alla guida sotto l’effetto di alcol o di droghe; un problema di salute pubblico con conseguenze sociali ed economiche pesanti”.
“Vi è ormai un’ampia letteratura che conferma l’associazione tra Osas e aumento del rischio di incidenti”, aggiunge Giuseppe Insalaco, pneumologo, ricercatore dell’Ibim-Cnr. “Per esempio, in base al ritardo dei tempi di reazioni tra pazientii Osas e soggetti normali, i primi percorrono mediamente a 130 km/h (velocità massima consentita sulle autostrade italiane) 22 metri in più prima di iniziare a frenare”.
Nonostante il numero elevato di malati, solo 40.000 mila pazienti risultano sotto terapia. “In Sicilia”, continua il direttore dell’Ibim-Cnr, “presso il nostro Istituto è in corso da anni un’attività di diagnosi e terapia riconosciuta a livello internazionale. La diagnosi viene effettuata mediante registrazione poligrafica notturna e la terapia consiste in un trattamento, da effettuarsi mentre il paziente dorme, mediante applicazione di una pressione positiva continua nelle vie aeree. E’ una terapia risolutiva nell’eliminare le apnee, nel migliorare il sonno notturno e ridurre il problema della sonnolenza”. Ripristinare il sonno significa fornire un livello di sicurezza maggiore alla categoria professionale degli autisti. “Senza dimenticare”, conclude Insalaco, “che i pazienti con patologia severa non trattata hanno una più alta incidenza di malattie cardiovascolari fatali (1.06x100 persone/anno) ed eventi cardiovascolari non fatali (2.13x100 persone/anno) rispetto a tutti gli altri pazienti, come hanno ampiamente dimostrato diversi studi osservazionali”.
(Fonte: Almanacco della Scienza)

Per saperne di più: CNR; Almanacco della Scienza


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