
È sempre difficile scegliere le parole per presentare un Autore, ma questa volta lo è di più. È sempre difficile scegliere le poesie da inserire in questa rubrica, ma questa volta lo è stato di più. Perché Prevert e tutto e più di tutto. Perché Prévert è "Barbara" ed è le "Foglie morte"; è guerra e pace, odio e amore. I ragazzi che si baciano in piedi contro le porte della notte sono Prévert, e sono Prevert anche i bambini che giocano a scuola con l'uccello lira.Jacques Prévert nacque a Neuilly-sur-Seine nel 1900 e morì a Parigi nel 1977. In Rue du Chateaux, a Montparnasse, dove viveva col fratello Pierre, regista, e l'amico Tanguy, pittore dadaista, le porte erano aperte a tutto: dal jazz alle più disparate forme culturali; fu così che conobbe Andrè Breton e Raymond Queyneau ed entrò a far parte del gruppo dei surrealisti, discostandosene poi nel 1928, quando entrò a far parte della compagnia teatrale di sinistra. La disperazione è seduta su una panchina In un giardinetto su una panchina L'insegnamento libero Sentendo parlare Le più corte canzoni… L'uccello che mi canta nella testa
Prévert = prato verde.
Da ragazzina, quando cominciai a muovere i primi passi nell'universo della poesia, m'innamorai di Prévert. Come non amare i versi appassionati e disperati di "Questo amore"? Li imparai a memoria e li trascrissi sul mio diario, declamandoli con l'ardore che solo un'adolescente può nutrire nei confronti della poesia. Di più non sapevo. È stato solo molto tempo dopo che ho scoperto che Prévert non era solo "quello dei tre fiammiferi accesi nella notte". Ho dovuto scoprire gli chansonniers, il cinema ed i grandi capolavori francesi, per conoscerlo di più; ho dovuto avvicinarmi ad altre forme poetiche per comprendere meglio il surrealismo dei suoi versi. Ed ora posso dire anch'io, ricordando gli anni della scuola, di aver conosciuto l'uccello lira, di averlo pregato di fermarsi a giocare con me, mentre gli occhi vagavano, fantasticando, oltre i vetri polverosi di una finestra all'ultimo piano di un edificio malandato. E posso dire ancora di non aver saputo evitare lo sguardo ed il sorriso di quell'uomo che con un cenno mi ha invitato a sedere sulla panchina accanto a lui. E nulla, dopo, è più stato lo stesso.
C'è un tale che vi chiama se passate
Ha un paio d'occhialini un vecchio abito grigio
Fuma un piccolo sigaro è seduto
E vi chiama se passate
O più timidamente vi fa un cenno
Non bisogna guardarlo
Non bisogna ascoltarlo
Ma tirar dritto
Fingere di non vederlo
Fingere di non averlo neppure sentito
Passare via frettolosi
Perché se lo guardate
O se gli date retta
Vi fa un suo cenno e niente nessuno
Vi può impedire di sedergli accanto
Allora vi guarda in faccia vi sorride
Facendovi soffrire atrocemente
E lui continua il suo sorriso
E voi stessi sorridete esattamente
Di quel sorriso
Più sorridete e più soffrite
Atrocemente
E più soffrite più sorridete
Irrimediabilmente
Restando fissi là
Come congelati
Sorridendo sulla panchina
Bambini giocano a due passi da voi
Passanti passano
Tranquillamente
Uccelli volano
Volano via da un albero
Si posano su un altro
E voi restate là
Sulla panchina
E già sapete bene
Che non potrete più
Giocare come quei bambini
Sapete che non potrete più
Passare come quei passanti
Tranquillamente
Né che mai più potrete vola via
Lasciando un albero per l'altro
Come quegli uccelli.
d'una società senza classi
il fanciullo sogna
un mondo che marina la scuola.
Ed è con benevola indifferenza
che sorride
quando il professore di Viva la Francia
lo informa che è l'ultimo della classe.
E quando lo stesso educatore
gli predica il suo grande Credito-Credo
il ragazzo non comprende un solo predicato
a tutte le sue omelie melodrammatiche
e non presta alcuna attenzione
a tutta questa Edificazione.
E apprende con un sorriso
che oltre che nella Storia di Francia
è l'ultimo degli ultimi
anche al Catechismo della Perseveranza.
Dovreste vergognarvi
gli dice il Mortificatore
Perché dovrei vergognarmi
dice il ragazzo
Non mi avete detto voi stesso
or non è molto
Gli ultimi saranno i primi
Allora aspetto.
e mi ripete che t'amo
e mi ripete che m'ami
l'uccello dal noioso ritornello
l'ucciderò domattina.