La posta

Risponde Annarosa Pacini

Il senso del valore personale e il giudizio degli altri: mini corso per l’autostima

Affrontare un esame è sempre una prova. A volte, anche se lo superiamo, non siamo soddisfatti. Forse non abbiamo fatto abbastanza, forse potevamo fare di più, ci siamo impegnati ma non abbiamo avuto l’apprezzamento che avremmo voluto. Ma è davvero così importante avere dagli altri una conferma del nostro valore? Dove nasce e come si costruisce il senso del valore individuale? Un corso in pillole per migliorare la propria autostima.

“Sono una mamma che si interessa un pò di psicologia ma a questo che mi è successo non so trovare una giusta collocazione, se aprire la cartella del giusto o quella dell'ingiusto. Mi spiego meglio: qualche giorno fa mia figlia ha sostenuto un esame per diventare cintura nera di karate. Avevamo partecipato ad un ritiro e quindi saremmo dovuti stare tre giorni in un villaggio attrezzato per l'occasione a grande palestra dove si faceva allenamento tutte le mattine e tutti i pomeriggi e alla fine mia figlia (che già pratica karate da 6 anni ed è cintura marrone) poteva sostenere l'esame per diventare primo dan di karate cioè cintura nera. Fatto l'esame, siamo restate un pò destabilizzate quando hanno dovuto dare l'esito dell'esame; le parole dell'esaminatore sono state queste: "Si, tutto a posto". Non abbiamo avuto il diploma e non abbiamo avuto conferma effettiva dell'esito dell'esame. Mia figlia è tornata a casa proprio scontenta. Il cambio di cintura avverrà in palestra con il suo maestro però nel frattempo non è contenta per quello che è successo. La domanda è questa: psicologicamente doveva avere conferma (sia positiva che negativa) dell'esito dell'esame oppure è un viziare i nostri figli in una continua gratificazione e poi non sanno più affrontare le delusioni della vita?”.

Carissima, la tua e-mail offre degli spunti molto interessanti. La utilizzerò quindi come traccia per sviluppare alcuni punti fondamentali nel percorso di crescita individuale di ognuno di noi:
- tu scrivi “sono una mamma che si interessa un po’ di psicologia”. Interesse lodevole. Purtroppo, però, spesso l’avvicinarsi a questi argomenti attraverso un approccio personale possa trasformarsi in un’arma a doppio taglio. In genere, infatti, ognuno di noi tende ad interpretare la realtà attraverso quegli schemi che derivano dai suoi percorsi esperenziali, e da molto altro, vincoli genetici, sociali, individuali. Perciò, la prima regola è imparare ad avere un approccio oggettivo, ovvero, prima comprendere l’oggetto del nostro studio, solo poi valutarlo, sempre consapevoli di quanto personale possa essere la nostra valutazione. Consideriamo quindi questo punto il primo passo del nostro “mini-corso per l’autostima”: informarsi e formarsi con sincero spirito di conoscenza, senza pre-giudizi. Poi, valutare, sapendo però che il nostro è solo “un” punto di vista, non l’intera prospettiva.
- Altro punto interessante: l’attesa. Quante volte ci aspettiamo dagli altri qualcosa, un comportamento, un apprezzamento, una risposta, e quante volte, se non arriva, ci accade di rimanerne feriti, se non indispettiti, infastiditi, contrariati? In ogni buona comunicazione, o relazione interpersonale, il primo passo è cercare di imparare ad esprimere ciò che veramente siamo e pensiamo, prima. Senza per questo attendere necessariamente una certa risposta, un certo risultato. Come dire: impegnarsi, nel caso in esempio, per superare l’esame che fa passare ad un livello superiore di esperto di judo, perde il suo valore se l’allenatore non esprime l’apprezzamento nel modo giusto? Sicuramente no. Il valore dell’impegno rimane. Il risultato raggiunto rimane.
Quindi, abbiamo un secondo elemento da fissare: l’impegno e la soddisfazione personali devono nascere da un punto di equilibrio interiore. E’ attraverso la comunicazione intrapersonale che, per prima, dovremmo imparare ad apprezzare il valore di ciò che siamo e di ciò che facciamo. L’apprezzamento esteriore sarò allora un piacevole corollario. Ma nel caso in cui fosse assente, sarà un elemento decisamente secondario.
Chiede la nostra lettrice: “psicologicamente doveva avere conferma (sia positiva che negativa) dell'esito dell'esame oppure è un viziare i nostri figli in una continua gratificazione e poi non sanno più affrontare le delusioni della vita?”
Relazionalmente, è importante rispondere ed interagire nel modo giusto. Ovvero, oggettivamente il maestro ha dimenticato che parte del suo ruolo è anche esprimere chiaramente quanto lo studente ha raggiunto, sia in caso positivo che meno. Purtroppo, una cosa che dimentichiamo tutti molto spesso: quante volte ringraziamo le persone che ci sono vicine, per le piccole cose quotidiane, la mamma che fa la spesa, il babbo che torna tardi dal lavoro, il partner che cucina, che cambia una lampadina, che stira i panni. Poco, quasi mai.
Quindi, una valutazione del comportamento dell’esaminatore di judo ci fa pensare che, per sua natura, non sia uomo molto avvezzo ad esprimere il suo pensiero, e non conosca bene l’effetto che i suoi comportamenti producono sui suoi giovani allievi. O forse, ha maturato un modello di comunicazione interpersonale in cui ritiene che è meglio non apprezzare molto, che dire “bravo” non è bene. Ma questa diventa un’altra storia, e torniamo al punto di partenza: ognuno di noi utilizza il proprio modo di essere e di vedere le cose come metro per interagire con gli altri e con il mondo.
Quindi, arriviamo al punto tre: impariamo a vedere il mondo anche attraverso gli occhi degli altri. E’ un bell’esercizio, che può insegnarci molte cose. Su noi stessi, prima di tutto.
Se consideriamo l’autostima, ovvero, il livello di consapevolezza personale come frutto di maturità individuale, di riflessione, di conoscenza, non è difficile comprendere perché i tre punti sopra detti siano da considerarsi come elementi base: riuscire a conoscerci in modo tale da consentire agli altri di comprendere chi siamo, non essere condizionati dai giudizi esterni ma imparare obiettivamente a valutare i nostri pregi come i nostri difetti ed imparare a vedere le cose anche da altri punti di vista significa riuscire ad avere un atteggiamento interiore e relazionale (quindi, una comunicazione intrapersonale ed interpersonale) equilibrio. E l’equilibrio interiore è, insieme, punto di partenza e punto di arrivo.
Per rispondere, invece, nello specifico, al tuo quesito, l’apprezzamento dell’istruttore è mancato a tua figlia o a te? Ancora, è mancato a tua figlia perché ne hai sentito la mancanza tu, oppure tu ne hai sentito la mancanza perché a lei è mancato? “Tutto a posto” significa tutto a posto. E’ comunque una valutazione positiva. Ciò che siamo dipende da ciò che impariamo, da ciò che viviamo, da ciò che sperimentiamo. La tua reazione conta quanto, e più, per tua figlia, di quella dell’istruttore. Perciò, un’esperienza come quella, ricca di elementi positivi e di qualche sfumatura di minore soddisfazione, dovrebbe lasciare un segno positivo. Se non lo lascia, e l’attenzione è richiamata solo da quello che non si è avuto, rispetto alle attese, allora è il caso di rifletterci un po’ su. Perché forse non sono i figli quelli che vorrebbero essere viziati. Sono anche i genitori.
Un arcobaleno è diverso dal suo essere arcobaleno solo perché qualcuno non lo guarda, a qualcun altro non piace o altri ancora non esprimono apprezzamenti?
Non conosco la tua risposta. Conosco la mia. Un arcobaleno è un arcobaleno. Ricco di luce, di vita, di colore. Per chi lo sa vedere. E per chi non sa vederlo, speriamo che un giorno possa riuscirvi.

“La posta di Annarosa” anche in podcast: lettere, riflessioni, questioni di vita e di cuore. Puoi scaricare direttamente le puntate visitando la pagina dedicata al podcast, oppure iscrivertii gratuitamente al podcast "Comunicare per essere": tramite il Feed Rss o iTunes:

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- “Comunicazione”, approfondimenti, informazioni, corsi
- “La Posta”, risposte alle lettere dei lettori, su temi relativi ai rapporti interpersonali.
- Counseling per migliorare le relazioni personali e la qualità della vita, presentazione sintetica dell'attività svolta e degli strumenti utilizzati.

Per contatti diretti per appuntamenti, corsi, informazioni:
Annarosa Pacini, cell. 339.6908960, e-mail annarosapacini@encanta.it. Riceve a Grosseto.

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