La posta

Lui vuole un figlio, lei no: ma forse il problema è altrove
Risponde Annarosa Pacini

“Cara Annarosa, sono una donna di 35 anni (libera professionista), sto insieme da 9 anni con un uomo di 37 (libero professionista). Lui è l’amore della mia vita, l’unico che non ho mai tradito e per il quale ho fatto tanti slanci e pazzie e ancora li continuerei a fare.
Entrambi paurosi dei vincoli e del ‘sempre’, ci siamo lasciati diverse volte ma ogni volta che ci rimettevamo insieme il sentimento era più forte. Abbiamo costruito il nostro rapporto lentamente, tra belle emozioni e litigi e piano piano è diventato tutto più solido, da desiderare di vivere insieme... cosa che stiamo facendo da qualche mese. In tutti questi anni ho sempre sentito che, nonostante abbiamo entrambi caratteri forti, lui è quello ‘dominante’ nella coppia.
Lui è un egocentrico, i suoi desideri sono urgenze che vengono espresse senza filtro e diplomazia, molti direbbero che è un egoista. Ma la sua purezza e sincerità sono per me così disarmanti che io lo amo così com’è: dove posso le sue priorità diventano anche quelle della coppia, dove non posso penso alle mie di priorità, che nella coppia non vengono considerate se non coincidono per magia con le sue. Il risultato è che intimamente sento che siamo una ‘coppia di single’ e che io, in passato terrorizzata da dipendenza e simbiosi, mi ritrovo a rafforzare la mia ‘identità’ anche ‘grazie’ a un uomo che non va a compromessi. (…)
Dopo questa lunga premessa, il problema attuale: lui mi ha espresso la volontà di avere figli. (…) Io non ho mai sentito il richiamo materno, amo i bambini ma alla lontana e non mi sentirei realizzata ad accudire e veder crescere una creatura che vedo soprattutto come fonte di problemi e fatiche, tante da superare di gran lunga le soddisfazioni.
Inoltre sono impaurita da gravidanza e parto, e dalla vita che cambia dopo. Questo per quanto mi riguarda. Ma per quanto riguarda noi, ho sempre visto il prototipo della coppia senza figli, che si diverte, viaggia e decide giorno per giorno, che litiga, fa pace e fa scorpacciate di sesso. (…) E invece ora siamo in crisi proprio per un motivo che non avrei mai creduto. Perché lui non si capacita come io non abbia mai desiderato una cosa così naturale e non la desideri nemmeno ora che viviamo insieme. Lui mi basta e mi avanza, nel bene e nel male! E’ un tale impiego di energie per me, che aggiungere anche un figlio (che già non desidero) sarebbe insopportabile. Io non l’ho voluto illudere: la verità è che i figli non li vedo nemmeno in prospettiva, sia come vocazione personale che adatti al tipo della nostra coppia e quindi non posso dare garanzie. Se un giorno qualcosa scatterà, la vedrei un po’ come una ‘conversione’ e allora la sentirei autentica. Ma se non mi scattasse nulla, non potrei immolarmi solo per compiacerlo. L’ho compiaciuto e compiacerei in tante cose, ma non questa.
Purtroppo però, da quando si è affrontato questo discorso, cioè 3 settimane fa, il rapporto è cambiato. Lui è freddo e pensieroso, e sento un muro fra noi, anche se trascorriamo tanti momenti insieme. Io vivo come un’ombra sopra di me: la paura che lui mi lasci per questo, che sia una cosa troppo importante per essere contrastata e che le nostre strade si possano dividere. Mi si spezza il cuore a vederlo frustrato in un desiderio così grande, ma ho il presentimento che questa creatura rovinerebbe la mia vita e l’equilibrio della nostra coppia, pregiato e delicato come cristallo. Potrebbe lasciare lui ‘un amore che c’è’ (me) per ‘un amore che non c’è’ (il bambino)?”.

Ma che amore è? Che razza di amore è il tuo, che razza di amore è il suo? Ci sono molti tipi di amore. E non c’è, a mio avviso, un tipo di amore che possa andar bene per tutti. Però, ci possono essere delle piccole regole, come luci che illuminano un percorso, che ci dobbiamo ricordare di guardare per non perdere la strada.
Egocentrismo e amore non vanno molto d’accordo, per lo meno, non vanno d’accordo in un rapporto alla pari. Sarà per questo che il vostro amore è per te “un tale impiego di energie” – ti cito testualmente – che pensare anche all’impegno di un figlio…
Primo, le persone cambiano. L’amore per un figlio dovrebbe aiutare a crescere ed a migliorare. E sapessi quanto i genitori, proprio grazie ai figli, capiscono che è l’ora di fare qualcosa per cambiare le cose. Però… il buon giorno si vede dal mattino – per dirla con un vecchio proverbio. Un uomo egocentrico è spesso un uomo che non ha ben sviluppato la sua capacità di amare, chi non sa pensare che a se stesso difficilmente potrà essere un buon padre. E non gli sarà facile neanche essere un buon partner. A meno che non trovi chi gli si dedica, si adegua, accetta le sue prepotenze, e vive una vita di coppia “da single”. Ma che vita è? Vedi, non mi permetterei mai di dare un giudizio su uno stile di vita. Ma sono le tue stesse parole che impongono dei dubbi. Tu non mi scrivi: “ci amiamo e rispettiamo l’un l’altra allo stesso modo, abbiamo la stessa capacità di condividere e dare spazio all’altro”. Per questo, un suo desiderio che si scontra con un tuo desiderio diventa una crisi. Perché ci sono tanti tipi di amore, e di vita. Anche quelli in cui si parla e ci si confronta davvero su ciò che può essere determinante per la nostra vita. In cui si cerca di capire il punto di vista dell’altro. Le tue obiezioni, le tue paure, sono più che condivisibili. Ma c’è sempre qualcosa di strano in questo vostro amore… amore vuole amore – per dirla con una canzone. Un figlio non sarebbe altro che la materializzazione di ciò che vi unisce. Non un peso, non un “impiego di energie”. Un figlio, il vostro. E sì, condivido con te, le cose cambiano. Magari oggi non è il momento, ma domani potrebbe esserlo, chissà. Forse mi chiederei: perché oggi non è il momento? Perché ti piace la vostra vita così com’è? Perché sei una donna in carriera? O perché forse dentro di te c’è un’altra lei che sa che per essere padre ci vuole altro, oltre a quell’uomo che (cito dalla tua lettera, una delle parti che ho dovuto omettere): “se quel giorno non mi vuole aiutare non mi aiuta, che se quel giorno voglio fare una cosa e a lui non va, non la fa... senza convenevoli”.
Il padre ideale. Forse anche lui dovrebbe rifletterci un po’ su. Per capire se proprio è tutto qui, l’amore, o se ci possono essere altre strade. E se vale la pena di cercarle. Insieme, oppure no, dipende da voi.

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Annarosa Pacini, cell. 339.6908960, e-mail annarosapacini@encanta.it. Riceve a Grosseto.

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