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Amare significa scegliere?
Risponde Annarosa Pacini
Immagine "Ciao sono una ragazza di 28 anni, vivo col mio ragazzo da 6 anni, ma lo conosco da una vita. Quattro anni fa, per circa un anno, il nostro rapporto non è andato più così bene, così un giorno ho iniziato una relazione con un mio collega. All'inizio l'ho fatto per vendetta (o forse semplicemente perché mi sentivo trascurata ), poi, col passar del tempo mi sono accorta che non riuscivo più a smettere di vedere il mio collega. La relazione è durata e dura da 4 anni, non riesco a rinunciare a lui, sto con due uomini contemporaneamente e questo mi fa stare malissimo, vorrei cambiare la situazione attuale, ma non so cosa scegliere! Quelle volte che l'altro mi chiede di stare per sempre con lui si finisce per litigare ...e quelle giornate senza lui mi sento trista e senza senso. Dall'altra però l'uomo che ho sempre amato è cambiato per me, mi ama tanto... io gli voglio bene, ma so che dentro di me qualcosa si è rotto e non riesco più a ritornare al punto di partenza. Avrei bisogno di un consiglio (anche se so che solo io potrò risolvere il mio problema), non so ancora se il rapporto col mio collega è fatto di vero amore, so solo che senza lui non resisto, quando lo vedo mi batte il cuore come una ragazzina al primo appuntamento. Ma non so neanche cosa farei se non ci fosse più il mio ragazzo, ho trascorso troppo tempo con lui… non so come mi sentirei. Grazie" B.
Tesoro mio, se non fosse che quanto mi racconti ti coinvolge da vicino, e so che tu ci stai veramente male, la tua storia mi ispirerebbe una certa ironia sardonica. Sai, quelle battute un po' frecciatine, che si dicono, soprattutto agli amici, che sanno che quello è un modo per dire anche le verità che fanno male. Ti dico la mia teoria. Ti premetto che forse non ti piacerà. Nel momento in cui tu hai iniziato a tradire il tuo fidanzato, potevi anche lasciarlo. Nel senso che, quando si tradisce una persona, per qualunque motivo, ed in qualunque modo, vuol dire che c'è qualcosa che non va. Allora, meglio starsene da soli e capire cosa c'è che non va, piuttosto che vicino a qualcuno, ignaro del tanto turbamento che vive in noi. Perciò, a questo punto tu già sapresti cosa si prova a stare senza l'uno, o senza l'altro. Ma ormai, ti sei abituata a questo doppio menage. L'abitudine è una nemica subdola. Ci fa scambiare la paura di cambiare con il bisogno di avere sempre le stesse cose. Secondo me, devi essere sincera, soprattutto con te stessa. Da qua, cioè dall'esterno, sembrerebbe che stai con il tuo fidanzato più per abitudine che per amore, più per paura del cambiamento, che per volontà. Sembrerebbe anche che l'altro lo ami. Sicché, tanto al tuo attuale fidanzato fai del male ugualmente, perché nel momento in cui lo tradisci non ricambi la fiducia che ripone in te, faresti meno male alla sua dignità di essere umano cercando di guardare in te con chiarezza. Se fosse un romanzo di Delly, magari scopriremmo che stai con un fidanzato ricco ed insicuro, ed ami un collega, meno ricco, ma felice di sé. In questo romanzo che è la tua vita, e di cui tu sei la scrittrice, ci mancano molti elementi del puzzle. Ti dicevo, dall'esterno, la situazione pare questa. Dall'interno, la conosci solo tu. Però, dato che un menage a trois, con figli e annessi, è difficile da gestire per una vita intera, forse potrebbe riuscirci Wonder Woman, ma sicuramente anche lei avrebbe dei cedimenti, è giunta l'ora di decidere… ci sarebbe un'altra soluzione. Lasciarli tutti e due, e vedere quali altre strade ti riserva la vita. Magari, scopri che più di tutti ami te stessa. Intendiamoci, per quanto concerne la propria vita, compresa la vita sentimentale, ognuno è libero di vivere come preferisce. Potresti avere anche tre, o cinque, o dieci "amori". Solo, in modo chiaro, da single. Senza che uno di loro pensi di essere l'unico uomo della tua vita. Lo so, ti avevo avvertito che forse la mia risposta non ti sarebbe piaciuta. Ma forse, da me volevi soltanto uno stimolo, come un pungolo, qualcosa per farti sobbalzare dalla sedia, e svegliarti. Il resto, lo farai tu. Auguri!

Se avete domande da fare, riflessioni da proporre, situazioni che vorreste risolvere, o, semplicemente, avete voglia di parlare della vostra esperienza, scrivetemi, ne parleremo insieme: annarosapacini@encanta.it

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