
“Salve! Già da tempo avevo l'idea di mettermi sul computer e cercare un po' sull'Internet consiglio riguardo all'educazione dei figli. Devo dire che l'educazione è una materia che mi attrae molto, essendo un capo scout già da più di dieci anni e avendo adesso due bambini, uno di tre anni e mezzo e la seconda di un anno. (…) Comunque ho letto una lettera di due genitori e volevo descrivere un po' la mia situazione, che mi sembrava simile, dato che il mio primo figlio, maschio, è anche lui un bambino prudente (non pauroso). La secondogenita sembra seguire i suoi passi, anche se mostra un po' più di coraggio. Devo anche aggiungere che io stessa con mio figlio sono anche molto soddisfatta, insieme anche alla piccola abbiamo trovato un equilibrio bello di vivere le nostre giornate insieme. Mio marito è purtroppo molto assente ed è perciò che mi occupo io principalmente di loro. Comunque grandi lotte tra di noi non ci sono, grandi capricci neanche, non devo litigare per farli mangiare, per farli andare a dormire, per riordinare la camera ecc. Aggiungo anche che ho una filosofia di educazione non violenta, cioè non ho mai picchiato i miei figli, al massimo qualche volta li sgrido. Ecco, l'unico punto, sul quale vorrei qualche consiglio, è su come aiutare mio figlio ad avere meno paura delle persone. Che mio figlio sia una persona prudente, lo prova il fatto che ha cominciato a camminare a 19 mesi e fino all'età di tre anni non ha mai avuto una botta, perché aveva sempre paura di farsi male e non si esponeva troppo ai pericoli. Anche se sullo scivolo comunque andava o sull'altalena anche. Cioè il problema non sono gli ostacoli (camminiamo anche tanto per i boschi e per le pietre e si butta tranquillamente, non ha grandi paure di cadere). Il problema sono proprio le persone, cioè quando si ritrova in un ambiente con molte persone, soprattutto adulte. (…) Tipo in asilo mi hanno detto, che se per esempio arriva l'elettricista a riparare qualcosa, lui si spaventa, corre dalla maestra e se non la trova nelle vicinanze, si mette a piangere. (…)Se ai festini ci sono più di 5 bambini, magari anche forse qualcuno un po' più grande, basta, si attacca alla mamma e non mi lascia più. In questi casi, cosa devo fare? Tenerlo con me, rassicurarlo, dargli coraggio o accompagnarlo dai bambini e lasciarlo lì perché si arrangi un po' da solo? Ho provato già entrambe le possibilità, e a volte ha funzionato di più il primo approccio, a volte il secondo. E adesso negli ultimi tempi, quando incontra altri bambini, fa finta di essere un leone e li spaventa, facendo i ruggiti dei leoni. Io gli dico che non si deve fare, ma non funziona. (…) Negli ultimi tempi si è anche molto affezionato ad una bambina della sua età, con la quale ci troviamo spesso, perché giocano (…) qualche volta questa bambina lo picchia, ma niente di tale, piccole cose. Lui o si mette a piangere o scappa via e viene da me. Adesso: io devo dirgli di rispondere e di difendersi da solo o di venire da me e dirò io alla bambina qualcosa? Forse sarebbe meglio che lui imparasse un po' a difendersi da solo. (…) .... questa era la prima domanda.
Ho anche un altro problema. I miei genitori e il loro rapporto con mio figlio, soprattutto con il nonno. Mio padre è uno un po' all'antica, che esige che i nipoti lo salutino, quando arrivano a casa (il che io sono d'accordo che deve essere così, però Mirko non sempre lo è), quando vanno via che gli mostrino rispetto, che lo ubbidiscano alla parola ecc. Però poi succede, che mio padre gli dice: "prima di cena non si mangia!" E lui mangia i pistacchi.... Il bambino è così: va a giornate, ci sono giorni che lo saluta, che gli ubbidisce e ci sono giornate che fa i capricci, ma tanti. E mio padre si arrabbia, che nn è educato, che io non so educarlo ecc. Io invece gli spiego che il rispetto del bambino lo si deve guadagnare, che non arriva così. Ecco, già cn mia mamma è un po' diverso, dato che lei sa come fare, avendo un po' la logica del bastone e della carota. Comunque la mia domanda è: come spiegare a mio padre come deve comportarsi e come spiegarlo a mio figlio? Io gli dico ogni volta: va a salutare il nonno. E lui qualche volta lo fa, qualche volta invece comincia ad urlare, a strillare e corre in macchina. Comunque, un'altra cosa che mi dicono i miei genitori è che quando è da solo con loro, si comporta bene, è bravo, ubbidisce. Quando io sono presente, fa i capricci, non ubbidisce, fa i dispetti ecc., il che però non succede quando siamo da soli a casa. Insomma, come devo comportarmi in queste situazioni?”.
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