
"Salve, sono Maria Cecilia, di Parma, laureata in filosofia, con numerosi interessi nel mondo artistico e scientifico. Ho letto sul vostro sito della possibilità di inviare poesie... Ne scrivo da anni e alcune sono state pubblicate in un giornale letterario della mia città ("L'Eroe", Hesperia editrice), altre sono sparse per il web, in vari siti che si occupano si letteratura. Per ora, ne allego quattro e - se vi piacciono - posso poi mandarne altre". Maria Cecilia Camozzi Immagini di materia Mare d'inverno Metafora del vento Circolarità
È la volta delle poesie di Maria Cecilia, cariche di reminiscenze che conducono nei luoghi segreti dell'anima.
Scendono sulla mia notte
lentamente
i sogni,
archetipi scolpiti nella materia astratta
nel tempo delle immagini
che ho raccolto
di te,
per istanti, per mesi...
Forse filtrati da un Demiurgo
un po' triste,
scalano i sensi sino alle vette.
Li sfioro, appena,
per non svegliarti...
Ne accarezzo i contorni
per trovare l'Enigma della mia solitudine,
per rimanere ancora un giorno
nella dimensione del tuo sorriso.
Tra i suoni del vento
si attorcigliano
in sprazzi d'azzurro
i rami,
come mani pagane
in preghiera
e canti di natura
che parlano di te
all'oceano...
dove ascolto i miei silenzi,
sussurrati
tra onde scroscianti e odorose
in un mattino d'inverno
di un paese inesistente:
viaggio disperato
in un sogno,
dove mi perdo
nel blu del tuo cuore
che parla e a volte tace,
voce invisibile
che ascolto
tra i capelli fluttuanti
al soffice profumo dell'aria
che ubriaca la ragione
stanca
e solletica bizzarre idee...
Il telo avvolge
le forme e gli oggetti
allontanandoli dal reale fluire
del tempo.
Il sole li sfiora soltanto
in un'oscillazione trasparente e rigorosa;
quasi uno scroscio dell'onda,
una metafora del vento
e della vita che affonda
nel divenire mutevole,
senza sapere orientarsi
sotto nessuna stella…
Ti cerco nel silenzio della notte,
nel caos degli elementi
e, piano piano,
lentamente
vieni da me,
come i sogni appaiono alla coscienza
dopo il temporale
che ti ha reso insonne.
Luce profonda,
anima silente
tra i sentimenti senza nome
che illuminano
la bellezza del tuo cuore
solo.
Maree sviluppate nel sonno
aprono e chiudono gli occhi,
specchio blu di secolare saggezza...
La rotazione degli anelli,
porgendo altre vibrazioni
ai colori armonici,
incanta
con melodie voluttuose, la notte.
Chirotteri intossicati
parlano in cerchi tra loro
vibrando sospesi nel fluido
perpetuo,
struttura che connette ogni oceano
sommerso
nella mente simbolica di chi ascolta
e chi tace.
Su stendardi calati al sole
polverosi di nostalgici orizzonti
lo spirito piange con i miei occhi.
Maria Cecilia Camozzi