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Dieta vegetariana inadeguata per i bambini, o informazione inadeguata verso il pubblico?
In riferimento alla notizia apparsa in questi giorni sui media, relativa al caso di una bambina di 6 mesi di Treviso ricoverata per malnutrizione a quanto sembra perché cresciuta con una dieta macrobiotica a base di latte di riso, SaiCosaMangi.info in collaborazione con Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana Onlus, intende rispondere alle varie considerazioni che medici o dietisti totalmente disinformati sull'argomento hanno colto l'occasione per esprimere, in merito all'alimentazione vegetariana o vegana nei bambini.
Indipendentemente dal caso specifico, che va esaminato e analizzato al fine di aiutare la bambina e i suoi genitori a risolvere il problema, quel che si vuol mettere in luce è che non è l'alimentazione vegetariana in sè a essere pericolosa o fonte di carenze, come si sono affrettati invece a dichiarare troppi nutrizionisti, sulla scia di questo avvenimento. Infatti, la Posizione Ufficiale dell'Associazione dei Dietisti Americani e dei Dietisti Canadesi (ADA - American Dietetic Association e Dietitician of Canada), due delle più prestigiose associazioni di professionisti della nutrizione nel mondo, in merito alla nutrizione vegetariana, pubblicata nel 2003, afferma:
"L'American Dietetic Association ed i Dietitians of Canada affermano che le diete vegetariane correttamente bilanciate sono salutari, adeguate dal punto di vista nutrizionale e che comportano benefici per la salute nella prevenzione e nel trattamento di alcune patologie".
Sottolinea la dottoressa Luciana Baroni, presidente di Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana Onlus "La 'Posizione' dell'ADA è un articolo di svariate decine di pagine, di cui la metà sono costituite da riferimenti bibliografici relativi ad articoli sulla nutrizione vegetariana pubblicati su riviste medico-scientifiche internazionali".
In base a questo corpus di informazioni, che rappresentano lo stato dell'arte sull'argomento, l'ADA e i Dietitian of Canada affermano che:
"Le diete vegane, lacto-vegetariane e lacto-ovo-vegetariane ben bilanciate sono adeguate a tutti gli stadi del ciclo vitale, inclusi gravidanza ed allattamento. Le diete vegane, lacto-vegetariane e lacto-ovo-vegetariane adeguatamente pianificate soddisfano i fabbisogni nutrizionali dei bambini nella prima e seconda infanzia e degli adolescenti, e promuovono una crescita normale. Le diete vegetariane nell'infanzia e nell'adolescenza possono essere d'ausilio nello stabilire sani schemi alimentari, validi per tutta la durata della vita, e possono offrire alcuni importanti vantaggi nutrizionali". "Su che cosa si basa invece il convincimento di alcuni medici nostrani, in base al quale 'la carne è necessaria' nell'infanzia?" chiede provocatoriamente Marina Berati, di SaiCosaMangi.info "Sicuramente non su riferimenti bibliografici scientifici, ma su vecchie consuetudini e preconcetti, ritengo".
Continua Marina Berati "Riteniamo molto pericoloso per la salute dei bambini l'atteggiamento di quei medici, dietisti, o altri professionisti della nutrizione che, demonizzando l'alimentazione vegetariana, lasciano senza alcun aiuto i genitori che compiono una scelta etica di questo tipo. Sicuramente ci sono casi in cui il 'fai da te' è pericoloso, e casi di malnutrizione possono accadere nei bambini, ma certamente non sono più numerosi nei bambini vegetariani. Come mai quando è un bambino onnivoro ad avere problemi legati all'alimentazione non nascono mai queste polemiche e si considera la cosa 'normale'?"
Nel capitolo "Ruolo dei Professionisti della Nutrizione", nella Posizione ADA si afferma: "È importante che i professionisti della nutrizione sostengano tutti i clienti che decidano di scegliere questo stile dietetico, e che siano in grado di fornire informazioni accurate ed aggiornate sui vari aspetti della nutrizione vegetariana.
Se un professionista non possiede familiarità con la nutrizione vegetariana, si deve far carico di aiutare il cliente a cercare qualche altro professionista che sia qualificato per assistere il cliente, od indirizzando il cliente stesso verso risorse più affidabili".
Questo purtroppo non sempre accade, in Italia, né tra i dietisti né tra i medici di base o specialisti a cui i cittadini si rivolgono. Secondo una recente raccolta dati relativa al rapporto tra vegetariani e medici, svolta da AgireOra, a cui hanno partecipato circa 250 vegetariani, se è vero che la maggioranza (62%) di medici e dietisti o non reagisce in alcun modo (né negativo, né positivo) oppure offre sostegno al paziente vegetariano (o plaudendo la scelta, oppure, semplicemente, dandogli indicazioni su come seguire una alimentazione equilibrata SENZA invitarlo in alcun modo a cambiare idea), è anche vero che esiste una vasta 'minoranza' del 38% che si dimostra poco rispettosa, oppure fa insistentemente notare 'pericoli' (inesistenti, se la dieta è variata) nella dieta vegetariana - senza offrire alcun aiuto su come evitarli - oppure compie addirittura forti pressioni psicologiche prospettando terribili sciagure se non si torna a un regime alimentare più 'normale'".
"Una percentuale del 38% di medici e dietisti che si comportano in questo modo è intollerabilmente alta", afferma Marina Berati.
Per il caso dei pediatri la situazione è ancora peggiore: il totale dei risultati negativi ammonta al 60%, davvero poco incoraggiante per tutti i genitori vegetariani. E davvero pericolosa per i bambini, che, anzichè essere tutelati, vengono allontanati proprio dai professionisti che dovrebbero aver a cuore il loro benessere.
"L'invito a tutti, al pubblico, ai professionisti della nutrizione, nonché agli organi di informazione" conclude la dott.ssa Luciana Baroni "rimane sempre quello di informarsi meglio e non dare per scontate certe posizioni poco aggiornate scaturite dal 'sentito dire' e dal 'si è sempre fatto così''. Questa vicenda, che avrebbe essere potuto essere ben sfruttata, dai media e dai professionisti della nutrizione che più strettamente collaborano con loro, per dare al pubblico una vera informazione sull'alimentazione vegetariana, è invece stata l'ennesima occasione persa per far conoscere la realtà scientifica su questo argomento".
Per saperne di più: il sito di Sai cosa mangi
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