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RC Auto fuori controllo e costi alle stelle

Immagine Cittadinanzattiva su relazione Isvap e dati Rc Auto: l’Autorità certifica la sua incapacità di vigilanza e regolamentazione. Settore assicurativo fuori controllo, tra carenze di tutele e costi alle stelle. Rc Auto: +51,5% dal 2000 ad oggi, +7,2% nell’ultimo anno.

Costi elevati, ma anche mancanza di trasparenza e modifiche unilaterali delle condizioni contrattuali; violazioni del diritto di recesso e presenza di clausole vessatorie nei contratti; informazioni pre-contrattuali poco chiare e mancanza di adeguate tutele per i cittadini: sono questi, e non da oggi, i principali problemi che denunciano i cittadini alle prese con le assicurazioni. E i costi non smettono di lievitare, con l’Rc Auto che fa registrare +51,5% dal 2000 ad oggi, +7,2% nell’ultimo anno.
“Troppo poco denunciare gli alti costi delle polizze assicurative: grazie, ma lo sapevamo già. Se la liberalizzazione del settore e le recenti norme a favore della concorrenza non hanno prodotto benefici positivi né hanno inciso sui premi è anche per una dubbia capacità dell’Istituto presieduto da Giancarlo Giannini di vigilare e regolamentare adeguatamente un settore dominato da alti costi e scarse tutele. Su un aspetto, in ogni caso, concordiamo: il settore assicurativo è il tallone d’Achille tra i servizi di pubblica utilità in Italia”.
Nelle dichiarazioni del vicesegretario generale, Antonio Gaudioso, il commento di Cittadinanzattiva in merito all’annuale relazione dell’Isvap.
Non a caso, dalle segnalazioni dei cittadini giunte nell’ultimo anno a Cittadinanzattiva-PiT Servizi in tema di assicurazioni, i diritti violati più di frequente sono proprio il diritto alla sostenibilità economica (27%) e il diritto alla tutela (18%), seguiti dal mancato rispetto del diritto all’equità contrattuale (17%), alla trasparenza (13%) e alla corretta informazione (12%).
Nell’ultimo anno, inoltre, le principali criticità riscontrate dai cittadini in tema di Rc Auto hanno riguardato: liquidazione del sinistro (lunghe attese, complessità delle procedure, difformità dei giudizi forniti dai periti di parte), preventivo (in diminuzione grazie al “preventivatore unico”, ma pur sempre significative di un disagio legato a: preventivi poco trasparenti e confrontabili dal punto di vista dei costi e delle caratteristiche contrattuali; preventivi online non in linea con le condizioni contrattuali poi effettivamente applicate; scarse info prima di stipulare il contratto), indennizzo diretto (in aumento, a causa di ritardi nella procedura e violazione delle norme: pensate per abbattere i tempi di attesa del risarcimento e per snellire gli adempimenti burocratici a carico dell’assicurato, di fatto rallentano i tempi dei rimborsi), recesso (applicazione di penali non dovute), aumento del premio (anche a fronte della diminuzione delle classi di merito e di comportamenti di guida virtuosi), clausole vessatorie presenti nei contratti.



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