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Cd: per ogni copia, rischi tre anni

Sempre più severa la legge sulle copie di software e cd vari, che, in protezione del diritto d'autore, prevede pene severissime.
Nelle scorse settimane è stata definitivamente approvata la nuova legge sul diritto d'autore, che è ormai entrata in vigore a tutti gli effetti. Tra i punti affrontati, quelli sulla copia di software, film, cd musicali, un vero e proprio business che nel 1999 ha superato i mille miliari di lire (soltanto le copie dei software hanno raggiunto i 672 miliardi, pari al 44 per cento del mercato). La legge diventa più dura, e mira a colpire tutti, in modo molto severo. Forse anche troppo. Infatti, in base al nuovo testo dell'art. 171-bis, copiare un programma è reato anche senza scopo di lucro: al termine "lucro" è stato sostituito il più generico termine "profitto". Profitto come quello di un utente che si fa copiare un software da un amico per installarlo nel computer di casa, o che compra una copia e la installa in due computer, magari il suo e quello del figlio: profitto, perché risparmia i soldi che avrebbe speso comprando il programma originale (o il cd musicale, o la videocassetta). Il discorso, giusto in termini generali, si fa un po' pesante se rapportato ai singoli casi personali. Le pene previste sono la reclusione da sei mesi a tre anni, e multe da cinque a trenta milioni. Questo, in teoria, significa che anche la copia di un software che costa diecimila lire, magari acquistato via Internet per sé, quindi senza scopi di business, e messo in uso nel computer del figlio, oppure prestato alla scuola, può far condannare chiunque alle pene previste, per niente leggere. I cd originali saranno identificati da uno specifico contrassegno. Quindi, la recente sentenza del Tribunale di Torino che affermava che copiare un software senza fini di lucro non è reato non ha più alcun valore. Ad ognuno trarre le proprie conclusioni. (ap)
Il testo dell'articolo
1. L'articolo 171-bis della legge 22 aprile 1941, n. 633 [16], è sostituito dal seguente:
"Art. 171-bis. - 1. Chiunque abusivamente duplica, per trarne profitto, programmi per elaboratore o ai medesimi fini importa, distribuisce, vende, detiene a scopo commerciale o imprenditoriale o concede in locazione programmi contenuti in supporti non contrassegnati dalla Società italiana degli autori ed editori (SIAE), è soggetto alla pena della reclusione da sei mesi a tre anni e della multa da lire cinque milioni a lire trenta milioni. La stessa pena si applica se il fatto concerne qualsiasi mezzo inteso unicamente a consentire o facilitare la rimozione arbitraria o l'elusione funzionale di dispositivi applicati a protezione di un programma per elaboratori. La pena non è inferiore nel minimo a due anni di reclusione e la multa a lire trenta milioni se il fatto è di rilevante gravità. 2. Chiunque, al fine di trarne profitto, su supporti non contrassegnati SIAE riproduce, trasferisce su altro supporto, distribuisce, comunica, presenta o dimostra in pubblico il contenuto di una banca di dati in violazione delle disposizioni di cui agli articoli 64-quinquies e 64-sexies, ovvero esegue l'estrazione o il reimpiego della banca di dati in violazione delle disposizioni di cui agli articoli 102-bis e 102-ter, ovvero distribuisce, vende o concede in locazione una banca di dati, è soggetto alla pena della reclusione da sei mesi a tre anni e della multa da lire cinque milioni a lire trenta milioni. La pena non è inferiore nel minimo a due anni di reclusione e la multa a lire trenta milioni se il fatto è di rilevante gravità".

L'Inps paga le rendite Inail
Partita l'operazione congiunta Inps-Inail, per il pagamento delle rendite Inail che dal 1° ottobre 200 viene effettuato a cura dell'Inps in applicazione della legge 144/99. I consigli di Amministrazione dei due enti hanno stipulato un'apposita convenzione per trasferire all'Inps il pagamento di circa 1.250.000 rendite infortunistiche. Già da alcuni giorni viene inviata una lettera personalizzata agli interessati con la quale si rende nota l'iniziativa e vengono fornite istruzioni sulle nuove modalità di riscossione delle rendite che restano comunque non soggette a tassazione Irpef. La convenzione riguarda esclusivamente il pagamento delle rendite.
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