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Le lattine rischiose per la salute?

“Bisfenolo A, pericolo in lattina” è il titolo dell’articolo pubblicato a pagina 13 del settimanale “Il Salvagente” del 3-10 dicembre 2009. Quando si parla di Bisfenolo A si pensa al biberon ed all’esposizione dei bambini a questa sostanza chimica pericolosa, dimostrata essere un interferente endocrino. Ma non sono solo i più piccoli ad essere esposti in larga misura a questo pericolo.

Il Bisfenolo, utilizzato per produrre i contenitori in policarbonato per alimenti e le resine con cui sono rivestite le lattine, è praticamente ovunque – si legge ancora nell’articolo – nella nostra cucina, e in grado di contaminare cibi e bevande che consumiamo quotidianamente.
L’allarme sui rischi del Bpa era scattato per la prima volta nel 2008. Prima il National Institute of Health aveva dimostrato preoccupanti effetti nocivi della sostanza, anche a dosi contenute, sullo sviluppo delle ghiandole prostatiche e mammarie dei roditori. Poi uno studio indipendente aveva verificato il rilascio di Bpa nel latte (fino a 8 parti per miliardo) da parte dei biberon, specie se riscaldati. E’ da allora che questa sostanza ha destato l’attenzione delle Agenzie per la sicurezza alimentare americane ed europee. Il Canada, ad esempio, ha inizialmente bandito la sostanza dagli oggetti destinati all’infanzia e poi, quest’anno, ne ha vietato l’impiego in tutti i contenitori per alimenti. Mentre le Agenzie europee si sono attestata su una linea più blanda: pur accettando la pericolosità della sostanza, hanno rilevato che i livelli di esposizione al Bisfenolo non sono tali da preoccupare e hanno fissato la dose minima giornaliera a 50 microgrammi per kg di peso corporeo.
Secondo “Il Salvagente”, la questione è tutt’altro che chiusa: una recentissima ricerca condotta dall’Unione consumatori statunitense su 19 alimenti in scatola (zuppe, tonno, verdure, mais, salsa di pomodoro) di alcune delle principali marche presenti sul territorio americano, come Nestlè, Campbell’s e Del Monte, ha dimostrato l’estensione della potenziale esposizione al Bisfenolo A. Secondo la ricerca, solo mangiando una porzione di zuppa di verdura in scatola si potrebbe ingerire circa il doppio di quella che l’Fda attualmente considera la tipica esposizione giornaliera media. Questo studio, insieme a quelli recenti che hanno collegato il Bisfenolo A ad anomalie riproduttive, ad un elevato rischio di cancro alla prostata, al seno, al diabete ed alle malattie cardiache, non hanno lasciato indifferente l’Fda che a giorni dovrebbe pronunciarsi sull’argomento fissando i nuovi livelli massimi di esposizione al Bpa. Si stanno studiando anche gli eventuali legami con l’impotenza maschile.
In Europa sono soprattutto i francesi ad alzare la voce e a tenera alta la soglia di attenzione sul Bisfenolo A.
Un’esperta intervistata, conferma come il Bisfenolo A assunto in dosi elevate, possa portare complicazioni legate alla riproduzione, ritardo nel concepimento, poliabortività e squilibrio ormonale. Nei bambini la questione è più delicata, perché il loro sistema ormonale è più fragile e qualsiasi interferenza nella fase di crescita e di sviluppo può rompere un equilibrio già precario. Le preoccupazioni maggiori riguardano l’esposizione in utero. Quindi prudenza non guasta. In attesa di nuovi dati, meglio evitare di mangiare troppi cibi in lattina.

Per saperne di più: il sito del settimanale “Il Salvagente”




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