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Influenza e vaccino, i pediatri avvertono: troppe incertezze su quell’adiuvante

Da “Il Salvagente” 29 ottobre-5 novembre 2009, la sintesi di un interessante articolo dedicato al vaccino. Il giornale dei diritti, dei consumi e delle scelte, come sempre, offre informazioni che possono aiutare a comprendere meglio le situazioni che quotidianamente dobbiamo affrontare. L’articolo è tratto da un ampio servizio sull’influenza, e su vantaggi e dubbi sui vaccini.

L’articolo, a pagina 9, riporta il parere di Paolo Siani, direttore della Pediatria dell’Ospedale Cardarelli di Napoli e presidente dell’Associazione culturale pediatri (Acp). Lo specialista spiega che ai bambini a rischio, cioè affetti da patologie croniche, il vaccino va sicuramente somministrato, come quello per l’influenza stagionale, dopo aver correttamente informato le famiglie su rischi e benefici. Ma per tutti gli altri, dichiara, “non sappiamo ancora qual è la cosa migliore da fare”.
Il vaccino scelto dal ministero della Salute italiano, contro l’influenza A, ha sollevato più di un dubbio tra i pediatri italiani. Si tratta, si legge nell’articolo, del farmaco Focetria, prodotto da Novartis, con l’aggiunta di un adiuvante che dovrebbe potenziarne l’efficacia stimolando la reazione del sistema immunitario del paziente. La sostanza si chiama MF59 e contiene squalene, un olio di pesce, derivato in particolare dallo squalo. Viene impiegato da anni in un altro vaccino della Novartis, utilizzato solo da chi ha più di 65 anni. Gli studi pubblicati finora sul suo utilizzo sui bambini stono scarsi e riguardano piccoli numeri.
In America, dichiara Luisella Grandori, responsabile del settore vaccinazione dell’Acp, si è deciso di non usare adiuvanti nei vaccini destinati anche ai bambini, perché non c’è il tempo sufficiente per raccogliere dati.
L’Emea, invece, ha autorizzato in Europa l’uso di Focetria anche per i piccoli con più di 6 mesi, sulla base di una sperimentazione clinica cha riguardato 471 bambini vaccinati contro l’H5N1. “Pochi anche questi – commenta la Grandori – e gli studi di riferimento non sono attualmente accessibili”. Non sono disponibili neanche dati sull’uso di Focetria in gravidanza, eppure le donne incinte sono tra le prime a dover decidere di sottoporsi alla profilassi. Gli esperti consigliano quindi, per scegliere di vaccinarsi o meno, di informarsi attentamente sia sulla malattia sia sui rischi del vaccino.
Inoltre, il vaccino contiene anche il conservante Thiomersal, a base di mercurio, presente nelle fiale multidose del Focetria. Il mercurio è dannoso per il sistema nervoso centrale, per questo le maggiori istituzioni sanitarie internazionali hanno raccomandato la produzione di vaccini senza Thiomersal, tanto che da qualche anno, in Italia, è stato eliminato da tutti i vaccini pediatrici. Insomma, si legge ancora, il vaccino autorizzato in Italia ha un adiuvante la cui sicurezza sulle donne in gravidanza non è stata ancora verificata, mentre sui bambini è stata studiata solo con sperimentazioni cliniche su piccoli numeri. Dato che in una situazione di emergenza come questa non ci sarebbe il tempo per eseguire studi più ampi, forse sarebbe stato meglio, conclude l’articolo, fare come in USA, ovvero scegliere vaccini senza adiuvanti.

Per saperne di più: il sito del settimanale “Il Salvagente”




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