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Il killer melamina minaccia l’Europa

In Italia si cerca la sostanza tossica solo nel latte, mentre in tutto il mondo aumenta l’allerta. Il sospetto che la contaminazione da melamina non riguardi solo il latte e i suoi derivati, ma anche una varietà amplissima di altri prodotti alimentari – si legge nell’articolo “La melamina non si ferma più”, pubblicato sul settimanale “Il Salvagente” del 13-20 novembre 2008 – è ormai una certezza.

Nelle ultime settimane, in diversi paesi del mondo, sono state trovate tracce di melamina anche in uova, arachidi, cioccolata. E a rischio sono anche carne, pesce e formaggi. L’ultimo ritrovamente risale all’inizio di novembre, quando le autorità sanitarie thailandesi hanno individuato un alto livello di melamina in cioccolatini prodotti in Cina e introdotti illegalmente nel paese. Nei cioccolatini, di marca Orphie, sono stati riscontrati oltre 34 mg di melamina, dose 14 volte superiore a quella ammessa. Una sostanza, ricorda “l Salvagente”, che, se ingerita a quantità elevate, è dannosa per i reni. Dopo il ritrovamento della partita di uova ad Hong Kong con melamina in quantità due volte superiore al consentito, la Fao ha chiesto ufficialmente alla Cina di rendere pubblico se è stata riscontrata la presenza di melamina nei mangini animali. Secondo il China Daily,”l’industria alimentare avrebbe tacitamente deciso di usare sostanze chimiche per ridurre il costo di produzione”, pur mantenendo un alto valore proteico per le ispezioni qualitative, grosso modo le stesse ragioni alla base della contaminazione del latte, che a settembre ha provocato la morte di quattro bambini e il ricovero di altri 43mila. Lo scandalo, quindi, potrebbe allargarsi a tutti i derivati da animali che si nutrono di foraggio e mangimi, quindi nei formaggi, nella carne e nel opesce. Sul fronte italiano è stato annunciato l’avvio di una nuova certificazione per i prodotti alimentari provenienti dalla Cina, che “dovrà contenere l’assicurazione – garantisce Francesca Martini, sottosegretaria alla Salute -, che quelli venduti in Italia non abbiano in alcun modo tracce di latte e derivati cinesi”. Ma, scrive “Il Salvagente”, la notizia di qualche settimana fa del ritrovamento in Ungheria di una partita di arachidi con forti tracce di melamina, aveva richiamato l’attenzione su altri possibili fonti di contaminazione: vernici, inchiostri, fertilizzanti, prodotti per la pulizia, contenitori alimentari. Sono queste le altre “vie” attraverso cui la melamina killer potrebbe entrare in Europa, direttamente o tramite il contatto con il cibo. Ancora più preoccupante la parte finale dell’articolo, in cui si legge che la Cina, per rispondere agli attacchi, ha reso noto di aver sequestrato 14 tonnellate di latte di Parmalat Australia, controllato da Parmalat Italia, a causa della presenza di troppi batteri, e di aver scoperto sostante chimiche tosse in alimenti importati dal Giappone: in una salsa di soia con marca giapponese è stato ritrovato arsenico con un tasso superiore di ben cinque volte al limite consentito, mentre hanno trovato un tasso di rame troppo elevato nel caffè.
I rischi di frodi alimentari, quindi, sono sempre più diffusi, ed il consumatore, troppo spesso, diventa vittima.
Nello stesso numero del settimanale, è presente un test su 18 pneumatici invernali, molto utile per le tasche e per la sicurezza. Come sempre, il nostro consiglio è di leggerlo.

Per saperne di più: il sito de “Il Salvagente




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