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Farmaci e spremute, unione pericolosa

Pensate che sia un’esagerazione? Così non è, stando a quanto si legge sul numero del 21-28 agosto de “Il Salvagente”, settimanale dei diritti, dei consumi e delle scelte, a cui spesso facciamo riferimento per segnalare articoli interessanti, come questo.

“Con il caldo di questi giorni – si legge nell’articolo -, si ripetono i consigli di bere grandi quantità di liquidi per scongiurare il pericolo della disidratazione. Tutto va bene, spiegano gli esperti: acqua, tè, tisane, succhi e spremute di frutta in abbondanza”. Proprio i succhi e le spremute di frutta sono tra i più graditi, leggeri, rinfrescanti, sani. Ma non tutti sanno che l’assunzione dei succhi di frutta, a causa delle possibili interferenze di tipo farmacologico con numerosi medicinali di sintesi, può comportare rischi anche gravi. Prosegue l’articolo: “L’allarme arriva dal dottor Fabio Fiorenzuoli, presidente dell’Associazione nazionale medici e fitoterapeuti italiani (Anmfit) e responsabile del Centro di medicina naturale della Asl 11 di Empoli: - I pericoli maggiori li corrono soprattutto le persone anziane, che spesso non godono di buona salute e sono costrette ad assumere questi farmaci per lunghi periodi. Più in generale, però, il problema si pone per tutti coloro che, a causa di una patologia, devono fare terapie ad uso cronico”. “Ma quali sono i rischi reali ai quali si può andare incontro? E soprattutto: a quali succhi o spremuti di frutta dobbiamo prestare maggiormente attenzione? ‘Nel caso del pompelmo – precisa Fiorenzuoli – i rischi sono immediati: basta infatti un bel bicchiere, ovvero circa 200 cc, per creare un problema che abbia un effetto clinico. I flavonoidi e le furocumarine presenti nel succo di pompelmo, infatti, sono in grado di bloccare il continuo smaltimento dei farmaci da parte del nostro organismo a livello intestinale e di interferire con l’apparato di demolizione presente a livello del fegato. Il risultato è facilmente intuibile: il farmaco si accumula rapidamente nell’organismo, ben oltre il livello normale che si avrebbe senza l’assunzione del pompelmo”.
Tra i farmaci maggiormente a rischio le statine, i calcioantagonisti, la ciclosporina e i farmaci usati contro le aritmie e l’asma bronchiale. Tra gli altri succhi potenzialmente dannosi per la salute, a fianco del pompelmo, ci sono quelli di arancia e di limone, che contengono sostanze molto simili a quelle del pompelmo e possono quindi influenzare il metabolismo di numerosi farmaci. Prudenza viene consigliata anche per l’assunzione di succo di mirtillo, perché aumenta l’efficacia degli anticoagulanti orali, quello di aloe, che può ridurre l’efficacia di alcuni chemioterapici, il succo di melograna, che può interferire con i farmaci antidiabetici, gli antidepressivi e gli antinfiammatori.

Per saperne di più: il sito del settimanale “Il Salvagente



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