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Il cioccolato che fa bene

‘Cibo degli dèi’; questa la traduzione del nome scientifico della pianta del cacao, ‘theobroma’ che, si dice, veniva preparata in esclusiva in alcuni monasteri domenicani. Si deve a un italiano la diffusione dal 1606, nel resto d'Europa.

Per quasi due secoli, il cioccolato fu esclusivamente sulle mense degli aristocratici e allora nessuno avrebbe immaginato che le dolci uova pasquali sarebbero diventate un prodotto di massa.
Tuttavia, le ragioni di tale successo sono in qualche modo legate anche ai laboratori scientifici. Al cioccolato sono infatti state dedicate molte ricerche, volte soprattutto a evidenziarne le qualità benefiche per la salute. Che però necessitano di due condizioni, sottolinea Piergiorgio Pietta, biochimico dell’Istituto di tecnologie biomediche del Cnr di Milano: “Che il cioccolato sia rigorosamente nero e venga assunto in dosi minime”. Il cioccolato nero ha una discreta quantità di catechine, fitocomposti antiossidanti presenti anche nel vino rosso e nel tè: 30 grammi ne forniscono tanti quanti una mezza tazza di tè. Contrariamente a quanto si crede, il cioccolato ha ridotte quantità di caffeina e contiene teobromina, un analogo della caffeina con minore potenza biologica. Le proteine sono presenti in piccole quantità, mentre abbastanza importante è la quantità di alcuni minerali, come rame, ferro e zinco.
“Per le catechine del cioccolato nero”, spiega Pietta, “sono stati confermati gli effetti di miglioramento del quadro lipidico, tra cui la riduzione del colesterolo-Ldl (cattivo), la formazione di LDL-ossidate, e l’aumento del colesterolo-Hdl (buono). Inoltre, il consumo di cioccolato inibisce l’aggregazione piastrinica con l’effetto di mantenere la scorribilità del flusso sanguigno”.
Uno studio recente pubblicato su JAMA riporta che il consumo di 6,3 grammi/giorno - una quantità più che ragionevole, che non determina aumenti di peso - di cioccolato nero per 18 settimane, concorre a far diminuire la pressione sistolica (massima) e diastolica (minima) con una prevalenza di ipertensione diminuita dall’86 al 68%. Il cioccolato promuove inoltre la vasodilatazione e riduce il rischio di disfunzione endoteliale (fattore di rischio aterosclerotico). Quindi può considerarsi un alimento utile, in un quadro alimentare equilibrato, a proteggere il sistema cardio-vascolare.
Ultimo dato: il cioccolato limita l’eritema indotto da luce solare e la perdita di acqua trans-epidermica, candidandosi con questo a potenziale antirughe. Quanto ai limiti di assunzione giornaliera, il ricercatore raccomanda di “seguire il buon senso, autogestendosi in modo da non superare l’introito calorico ideale ed evitare il sovrappeso”. Facile a dirsi, specie in questo periodo…
(Fonte: Cnr, Almanacco della scienza)

Per saperne di più: L’Almanacco della scienza



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