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Quanti yogurt alla diossina?

Il guar inquinato scoperto in molti altri alimenti. E l'allerta (nascosto) ora arriva anche in Italia.

Diossina nello yogurt. La nuova crisi alimentare che si prepara ad agitare i sonni di consumatori e autorità europee, si è manifestata con un caso clamoroso che, purtroppo, è solo la punta di un iceberg dalle dimensioni molto più vaste.
Il bubbone scoppia in una tranquilla giornata estiva, attraverso l’iniziativa di una filiale “periferica” della multinazionale Danone. È il 22 agosto 2007 e in Romania l’azienda interrompe bruscamente l’intera produzione di yogurt alla frutta. La notizia fa il giro del mondo e a colpire sono le motivazioni di un provvedimento che ha pochi precedenti: sospetta contaminazione da diossina. A molti sembra un caso isolato, addirittura un provvedimento precauzionale, ma in realtà è uno dei primi atti di quella che “Il Salvagente” ha scoperto essere una vasta crisi alimentare. Da quello che il settimanale ha ricostruito, infatti, emerge che la pericolosa sostanza - provatamente cancerogena - ha raggiunto un’enorme quantità di prodotti di vario tipo, per un tempo lunghissimo: almeno due anni.
Nel numero 35 de "Il Salvagente", attualmente in edicola, si parla chiaro: "Sui prodotti di quindici grandi aziende alimentari italiane, in tre casi, le analisi hanno rivelato la presenza di diossina". A raccontarlo al Salvagente è il direttore del laboratorio di analisi Eurofin Chemical Control, Giuseppe Chiappetta. Sono stati proprio i quindici produttori, loro abituali clienti, a richiedergli di fare controlli sul loro guar gum. L'additivo, importato soprattutto dall'India, è utilizzato come addensante per produrre yogurt, gelati, dolci, surgelati, formaggi, carni, salse, bevande e alimenti dietetici. Fino a qualche settimana fa circolava senza sospetti, fino a che non è entrato nella lista dei maggiori ricercati alle frontiere, dopo la scoperta della contaminazione da diossina.
Come in altri casi è accaduto, "Il Salvagente" è uno dei pochi giornali a tenere alta l'attenzione su questo tipo di contaminazione che, purtroppo, giunge sulle nostre tavole sempre più spesso. Si ricordi, uno fra tutti, il caso del peperoncino rosso tossico. Tra le cose che più dovrebbero preoccupare il fatto che molti dei cibi che potrebbero essere contaminati sono assai consumati anche dai bambini, e che, purtroppo, nonostante anche in Italia siano stati ritirati alcuni prodotti e che, in altri paesi, come l'Ungheria, i prodotti ritirati riguardino multinazionali molto note, come Coca-Cola, Danone, Nestlè e Ceres, la notizia è stata praticamente ignorata.
Approfondimenti e sviluppi sul numero de "Il Salvagente" in edicola e sul sito del settimanale. Il nostro consiglio, come sempre, è di acquistarlo: un'informazione intelligente e, soprattutto, davvero al servizio del cittadino.

(Fonte: “Il Salvagente” n. 35 del 2007 in edicola dal 6 al 13 settembre 2007)

Per saperne di più: il sito del settimanale “Il Salvagente



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