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Proverbi, le conferme della scienza


Immagine - Proverbi, le conferme della scienza Il settore della nutrizione si rivela terreno di incontro tra scienza e saggezza popolare: proverbi, detti e luoghi comuni sul cibo riportano talvolta conoscenze empiriche che, tramandate nel corso dei millenni, trovano conferme scientifiche. Scopriamo così, per esempio, che effettivamente 'Una mela al giorno toglie il medico di torno’.

Sono molti infatti gli studi, sperimentali e clinici, che attestano gli effetti preventivi delle mele su patologie croniche e degenerative, tra cui il cancro. “Le molecole bioattive delle mele appartengono alla classe dei polifenoli, composti antiossidanti la cui concentrazione, soprattutto nella buccia, può superare i 200 mg per 100 g”, spiega Gian Luigi Russo, dell’Istituto di scienze dell’alimentazione (Isa) del Cnr. “Tra queste vale la pena ricordare la quercetina, oggetto di studi da parte dell’Isa per le sue proprietà chemiopreventive nei confronti della leucemia linfocitica cronica”.

Sempre in tema frutta è noto che 'Le arance al mattino sono oro, a mezzogiorno argento, la sera piombo’. In questo caso, però, nessun riscontro scientifico. “L’eventuale fastidio dovuto al consumo di arance e di altri agrumi dopo pasti ricchi in grassi, soprattutto la cena, potrebbe essere legato a un aumentato reflusso esofageo, in quanto il succo d’arancia è acido (pH=3,5) a causa dell’acido citrico”, ipotizza il ricercatore. I grassi sono tirati in ballo anche per la spiegazione di un altro modo di dire contadino: 'Gallina vecchia fa buon brodo’. “Le carni dell’animale vecchio sono più ricche in grassi rispetto a quelle dell’animale giovane e, quindi, più gustose in termini di più gradevoli qualità organolettiche”, annota l’esperto.

Capitolo a sé meritano le bevande alcoliche. 'Chi beve birra campa cent’anni’? La birra, spiega Russo, vanta “un mix di molecole bioattive non nutrizionali, i polifenoli del luppolo, cui è stato associato un effetto protettivo nei confronti di patologie a larga diffusione come cancro, osteoporosi, patologie cardiovascolari”. Ma la presenza dell’alcol impone un consumo non superiore ai 300 ml quotidiani. Ci si potrebbe chiedere allora fino a che punto 'Buon vino fa buon sangue’. “Le molecole 'magiche’ sarebbero i polifenoli originariamente presenti nella buccia dell’uva, che passano nel vino a seguito del processo di vinificazione. Soprattutto a uno, il resveratrolo, sono state associate proprietà antitumorali, anti-invecchiamento e cardio-protettive, mentre studi condotti anche presso l’Isa-Cnr hanno dimostrato che i polifenoli del vino rosso potenziano le difese antiossidanti del sangue”, conclude Russo. Ma il contenuto alcolico del vino è consistente e l’auspicabile consumo quindi deve limitarsi a circa 125 ml quotidiani. Vale a dire, ancora proverbialmente, il classico 'bicchiere al giorno’.

(Fonte: Almanacco della Scienza – CNR)














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