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Quando i giocattoli fanno male (a chi li usa e anche a chi li produce)


Immagine - Quando i giocattoli fanno male (a chi li usa e anche a chi li produce) Inchiesta sicurezza su 10 aziende e 20 prodotti sul mercato italiano.

Giocattoli che non facciano male, né a chi lavorando li produce, né ai bambini. Per valutare quali siano le condizioni di lavoro in cui sono prodotti e se siano sicuri Altroconsumo ha realizzato un’inchiesta coinvolgendo dieci aziende e portando venti prodotti in laboratorio. Risultati: ancora lacune su sicurezza ed etica della produzione.

L’attenzione alle politiche sociali e ambientali è tanto più necessaria dato il momento di crisi nera, dove risparmiare è la parola d’ordine. Prezzi stracciati non devono far rima con diritti violati: nel 2004 un’indagine di Altroconsumo aveva già acceso i riflettori sulle regioni dove si è concentrata la produzione mondiale – la provincia del Guangdong, in Cina; è da qui che esce il 70% dei giocattoli venduti in tutto il mondo.

Diversi i parametri per dare i voti al grado di responsabilità sociale della produzione delle aziende: analisi dei report delle Ong, testimonianze di esperti, valutazione informazioni e documenti sul web e siti corporate, questionari ufficiali inviati ad hoc, richiesta di visite alle fabbriche.

Vagliati sia gli aspetti sociali come adesioni a codici di condotta internazionali, assenza di lavoro minorile, monitoraggio dei fornitori, sia gli aspetti ambientali – monitoraggio sulla filiera, valutazione impatto ambientale – e trasparenza: solo due multinazionali, Hasbro e Playmobil, hanno acconsentito alla visita degli stabilimenti produttivi (tra giugno e luglio 2012).
Un ottimo esempio di condotta: chi apre le porte è nella direzione giusta. Gli altri, Bandai, Brio, Disney, Famosa, Lego, Mattel, MGA (distribuito in Italia da Giochi Preziosi), Simba non hanno permesso le visite alle fabbriche, né risposto ai questionari; pur presentando tracce di politica sociale non sono stati giudicati positivamente nei risultati dell’indagine.
Sul fronte della sicurezza dei prodotti, quattro i bocciati, per non aver passato le prove dei test, i primi tre qui elencati addirittura fuorilegge:
- il leone Tinga Tinga della Bandai – distacco dell’etichetta plastificata dal peluche; modulo sonoro a rischio soffocamento per bambini piccoli; indicazioni non complete in etichetta;
- l’orsetto Nicotoy della Simba – non ha resistito alle prove di trazione: distacco di piccole parti come l’etichetta plastificata;
- la bambola Nancy new romantic girl di Famosa, per la presenza di ammine aromatiche nella parte di vestito in pizzo rosso;
- le bamboline Chic-I Girls Vamprincess di Famosa per migrazione di stagno organico. Il produttore in questo caso ha dichiarato di aver sostituito il prodotto con uno sicuro, ora in laboratorio per nuove analisi.
I tre prodotti non a norma sono stati segnalati al ministero dello Sviluppo economico e alla Direzione generale per la salute e i consumatori della Commissione europea. Alcuni consigli pratici:
- occhio alla garanzia CE – scegliere solo giochi con questo marchio, dovrebbero aver seguito le norme di sicurezza;
- scegli negozi affidabili – attenzione a chi vende per strada;
- sì alle istruzioni d’uso – leggere, seguire indicazioni e non usare i giochi in modo improprio;
- solo età giusta – il prodotto deve essere adatto all’età del bambino; - pericolo piccoli pezzi – evitare prodotti con piccole parti per bimbi di meno di tre anni;
- via la scatola – rimuovere tutta la confezione, lacci, nastri, plastiche; - occhio mentre gioca – usare il gioco in modo appropriato;
- donare non buttare – regalare ciò che non si usa più ed è in buone condizioni a scuole; consultori; ospedali, asili.
Tutti i dettagli e l’inchiesta integrale sul sito di Altroconsumo, con un video di denuncia delle condizioni di produzione poco corrette.

Per saperne di più: www.altroconsumo.it



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