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Violazione della privacy nell’ambito dei processi: l’ultima parola al giudice

Spetta al giudice la valutazione sull’utilizzabilità degli atti prodotti dagli avvocati o dalle parti

Spetta al giudice, e non al Garante della privacy, la valutazione sulla liceità del trattamento dei dati personali anche effettuato dagli avvocati o dalle parti nel corso del processo e di conseguenza la utilizzabilità o meno degli atti e dei documenti da loro prodotti. Tale chiarimento trae origine da due segnalazioni e un reclamo pervenuti all’Autorità da parte di cittadini che si lamentavano per l’utilizzo di dati sensibili e giudiziari a loro riferiti.
In un caso, nell’ambito di una causa di separazione, venivano contestate le modalità di acquisizione e l’utilizzabilità di alcune lettere private contenenti dati idonei a rivelare la vita sessuale della reclamante. Un’altra contestazione era riferita all’utilizzabilità, all’interno di una causa di lavoro, di dati relativi a una vicenda giudiziaria penale. L’ultima segnalazione riguardava la produzione di una e-mail contenente informazioni sullo stato di salute, presentata in un contenzioso civile tra due società.
In tutti e tre i provvedimenti l’Autorità ha sottolineato che, in base all’articolo 160 del Codice della Privacy, spetta al giudice definire la validità, l'efficacia e l'utilizzabilità di atti, documenti e provvedimenti presentati o acquisiti nell’ambito del procedimento giudiziario, anche se basati su un trattamento illecito di dati personali. Tale valutazione è infatti disciplinata dalle pertinenti disposizioni processuali in materia civile e penale.

Investigatori privati, banche, cloud computing sotto la lente del Garante

Varato il piano ispettivo per il primo semestre 2011. Nello scorso anno applicate sanzioni per circa 3 milioni e 800 mila euro
Investigatori privati, servizi informatici (in particolare quelli forniti mediante il cosiddetto “cloud computing”), istituti bancari e carte di credito, marketing (anche via sms ed e-mail), enti previdenziali.
E' su questi delicati settori e sulle modalità con le quali vengono trattati i dati personali di milioni di cittadini italiani che si concentrerà l'attività di accertamento del Garante per la privacy nei primi sei mesi dell'anno. Il piano ispettivo appena varato prevede specifici controlli, sia nel settore pubblico che in quello privato, anche riguardo alle informazioni da fornire ai cittadini sull’uso dei loro dati personali, all'adozione delle misure di sicurezza, alla durata di conservazione dei dati, al consenso da richiedere nei casi previsti dalla legge, all’obbligo di notificazione al Garante. Oltre 250 gli accertamenti ispettivi programmati che verranno effettuati come di consueto anche in collaborazione con le Unità Speciali della Guardia di Finanza - Nucleo Privacy. A questi accertamenti si affiancheranno quelli che si renderanno necessari in ordine a segnalazioni e reclami presentati.
Intanto, un primo bilancio sull'attività ispettiva relativa al 2010 mostra il significativo lavoro di controllo svolto dall'Autorità: sono state circa 474 le ispezioni effettuate e 424 i procedimenti sanzionatori, relativi in larga parte alla omessa informativa, al trattamento illecito dei dati, alla mancata adozione di misure di sicurezza, all’ inosservanza dei provvedimenti del Garante. Le ispezioni hanno riguardato in particolare il settore sanitario, le catene alberghiere, l’attivazione di schede telefoniche multiple, la formazione on line.
Le segnalazioni all’autorità giudiziaria per violazioni penali sono state 55, e hanno riguardato tra l’altro la mancata adozione delle misure di sicurezza, la falsità nelle dichiarazioni e nelle notificazioni, il mancato adempimento ai provvedimenti del Garante.
Complessivamente le entrate derivanti dalle sanzioni sono state pari a circa 3 milioni e 800 mila euro: in particolare, 2 milioni relativi alle violazioni degli obblighi sull’informativa, 800 mila relativi al trattamento illecito di dati e 450 mila relativi alla mancata adozione di misure di sicurezza da parte di aziende e pubbliche amministrazioni.





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