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Attenzione ai succhi di frutta contaminati

Riportiamo una notizia tratta da “Il Salvagente” del 11-18 marzo 2010: ennesimo caso di contaminazione alimentare, questa volta nei succhi di frutta, dove sono state trovate tracce di antimonio, in presenza eccessiva, un semimetallo inquinante e sospettato di essere cancerogeno.

Un gruppo di ricercatori danesi ha scoperto che in molti succhi di frutta l’antimonio è presente in quantità eccessiva.
La causa della contaminazione – si legge su “Il Salvagente” – potrebbero essere le bottigliette in Pet, ma questo aspetto è tutto da chiarire.
Il team di studiosi dell’Università di Copenaghen è arrivato alla scoperta misurando la concentrazione dell’elemento in 42 confezioni di succhi ai gusti di frutti rossi, di 16 marchi differenti e conservati in contenitori di Pet, vetro e Tetrapak.
Dalle analisi è emerso che l’antimonio era presente in quasi tutti i campioni, ma in otto era in misura superiore a quella prevista per legge nell’acqua potabile. Questo limite (5 microgrammi per litro) è stato l’unico parametro a disposizione dei ricercatori, in quanto la legislazione comunitaria non prevede controlli per questa sostanza in nessun altro alimento e bevanda.
Va rilevato che, tranne per un caso (in cui la sostanza era presente in quantità altissima, in bottiglia di vetro), i livelli sopra i limiti sono stati rinvenuti solo nei succhi conservati nel Pet. Non è stato però possibile definire con certezza l’origine della contaminazione, e gli studiosi sono incerti se attribuirla al materiale di imballaggio, ai processi di produzione delle bevande o alla reazione dello zucchero con i contenitori. La maggior parte del Pet in commercio, infatti, contiene antimonio in concentrazione tra i 100 e i 300 mg/kg e precedenti studi avevano già dimostrato la migrazione della sostanza, ma in quantità sotto i limiti (in quel caso, si tratta di acqua e succhi di frutta). I risultati di questo test suggeriscono che alte concentrazioni di zuccheri e la distanza dalla data di scadenza influenzano la presenza dell’antimonio. Benché la sostanza sia dannosa per la salute umana, i tossicologi hanno sottolineato che, attualmente, non esistono elementi sufficienti per valutare la tossicità di un’esposizione all’antimonio causata dai succhi di frutta. Vale comunque la regola della prudenza di non eccedere nel consumo di questi prodotti, graditi soprattutto ai bambini, sino a che non sia fatta chiarezza.
Un articolo come sempre interessante per tutti i consumatori.

Per saperne di più: visita il sito de ‘Il Salvagente




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