
Mia cara Pigola, non è facile darti una risposta per uno come me, un single
di 34 anni. Comunque, proverò a mettermi nei tuoi panni. A mio parere, tu
dipendi troppo dal tuo compagno. Scusa se te lo dico così, seccamente, ma
non è una cosa alla quale si possa girare attorno, e penso che una persona
di 45 anni possa capirmi se sono un po' diretto. Spesso il rapporto di
coppia tende a diventare totalizzante. Uno dei due (o entrambi) fanno del
rapporto il loro unico scopo di vita. Può essere una condizione piacevole,
oppure no. Quest'ultimo mi sembra il tuo caso. Ti identifichi talmente in
questo rapporto da non concepire più di esistere come persona autonoma. Se
ci rifletti, tutto questo non è molto sano. Dovresti essere felice sia se
lui c'è (perché c'è) sia se non c'è (perché comunque sei in grado di vivere
qualcosa di tuo). Cosa consigliarti? Creati degli interessi: leggi, scrivi,
fai del volontariato, vai in palestra. In una parola tutto quello che può
riempire il tuo tempo. In una parola, diventa meno pigra mentalmente, esci
dal bozzolo. Per vincere le paure il miglior modo rimane sempre quello di
affrontarle, magari non tutte in una volta, cominciando con quelle più
abbordabili. Sono convinto che anche il rapporto con il tuo compagno
diventerà ancora più bello, perché anche tu sarai più stimolata (e
stimolante). Fammi sapere. Un abbraccio,
David.
Domande, pensieri, riflessioni, colpi di genio? Scrivimi, ne parleremo: redazione@encanta.it
“Navigando su Internet ho visitato questo sito ed ho letto una tua
risposta, mi è venuta voglia di esporti la mia paura. Sono una donna di
quasi 45 anni che convive con un uomo di 52. Il suo lavoro lo porta
spesso a viaggiare ed a mancare per diversi giorni. Ogni volta che
parte per lavoro e sopratutto tutte le volte che si preannuncia la sua
partenza io vivo una stato di ansia e di paura quasi fobica di rimanere
sola. Più mi dico che nulla di tutto quello che può accadere dipende da
me, più mi dico che non è la fine del mondo se ci vedremo solo il
sabato e la domenica e più mi rimane questa ansia che mi fa vivere male.
Pur non essendo una ragazzina ancora oggi non sono riuscita a trovare
una mia collocazione, ancora mi domando cosa voglio e cosa mi piace e
non so da che parte cominciare per far sì che la vita mi piaccia, per
fare in modo che la mattina abbia voglia di alzarmi per affrontare la
giornata con la spensieratezza di iniziare una bella avventura e non
sentire la giornata come un macigno da trascinarsi.
Puoi aiutarmi ad orientare i miei pensieri verso la strada giusta?”
Pigola - Roma