Immagine Curarsi come

Il cibo ti uccide
di Paolo Giordo

Il rapporto tra alimentazione e malattie degenerative è ormai evidente. La grave alterazione del rapporto uomo-natura non può non ripercuotersi sull'alterazione dell'alimentazione dell'uomo moderno. Le moderne tecniche alimentari con l'indiscriminata manipolazione degli alimenti stanno conducendo ad una degenerazione della specie.

Dalla prima metà di questo secolo l'interesse della medicina nei confronti dell'alimentazione è diminuito moltissimo poiché si credeva che tutti sapessero già il necessario, per cui non era opportuno un insegnamento approfondito nella scuola e nelle università.
Non ci si rese conto che l'industria esercitava un controllo sempre maggiore sulle scelte dei consumatori riuscendo a modificare non solo le abitudini alimentari ma anche la stessa struttura chimica di alcuni alimenti. Ed oggi, nella nostra epoca, assistiamo ad un aumento imponente delle malattie croniche e degenerative.
Ma cosa significa degenerativa? Il verbo degenerare significa "perdere alcune qualità peculiari della propria specie" e malattie croniche degenerative sono quelle affezioni a livello di organi o tessuti che determinano lesioni biochimiche tali da pregiudicarne il normale funzionamento. Dopo la seconda Guerra Mondiale tali malattie hanno subito un'impressionante accelerazione. Queste malattie esistevano già nel passato ed esistono anche in altre culture ma erano e sono assai più rare anche in individui molto vecchi.
Ci sono voluti più di trent'anni, prima che il rapporto tra salute e modo di vivere fosse così evidente da essere notato e per constatare che il nostro corpo non poteva adattarsi agevolmente alle alterazioni nutrizionali che si sono man mano sviluppate. Il cibo stesso rappresenta un'importante modalità di conoscenza e di equilibrio con la natura; è attraverso di esso che l'essere umano si mette in relazione con l'ambiente che lo circonda e di cui fa parte. È indubbio che la grave alterazione del rapporto uomo-natura non può non ripercuotersi sull'alterazione dell'alimentazione dell'uomo moderno. Basta dare un'occhiata al passato per constatare gli enormi cambiamenti verificatisi in campo alimentare. Mentre nel 1800 in Europa si consumavano annualmente circa 300 chili di pane a testa, nel 1965 il consumo era sceso a 95 chili mentre nello stesso lasso di tempo il consumo di carne era salito da 13 chili pro capite a ben 75 chili. Il consumo di prodotti preparati con farine raffinate e zuccheri è notevolmente aumentato, nel tempo, rispetto a quello di carboidrati non raffinati e integrali che ha subito un continuo calo. L'alimentazione a base amidacea si è, nel tempo, orientata verso un maggior consumo di grassi e di proteine animali. Verso la fine dell'800 ed i primi del '900 sono praticamente spariti da buona parte dell'Europa i mulini ad acqua e di lì a poco è cominciata l'azione inesorabile dei vari procedimenti di raffinazione: mentre in passato si consumava il 90% del cereale integrale e circa il 10% di farina raffinata, col tempo, la situazione si è del tutto capovolta. La marcata riduzione del contenuto di fibre nella dieta ha generato progressivamente alcuni problemi intestinali quali i diverticoli e le più varie forme di colonpatia. Ma non solo! Ha determinato anche molte carenze nutrizionali.
È importante ricordare che ogni chicco di cereale è formato da un guscio, da un germe e da un corpo centrale; i primi due sono ricchi di sostanze minerali e di oligoelementi importantissimi per la vita oltre che di vitamine ed enzimi. Nella produzione della farina bianca il germe e gli strati esterni del seme vengono separati dal corpo centrale perdendosi così la gran maggioranza degli elementi vitali. Inoltre, meno di due secoli fa, non esisteva, sul mercato, altro zucchero che quello di canna, di colore marrone, importato dai tropici. Con le guerre napoleoniche e a causa del blocco continentale, l'Europa non poté più importare lo zucchero di canna e si incoraggiò la produzione di zucchero estratto dalla barbabietola. C'era, però, un inconveniente; usando la medesima tecnica estrattiva, il prodotto ottenuto risultava alquanto sgradevole. Fu necessario raffinarlo per ottenere il prodotto che noi conosciamo, ma con questo processo vennero distrutte tutte le sostanze minerali e le vitamine rendendolo, infine, un prodotto morto anche se di sapore gradevole, composto da calorie cosiddette vuote. Un discorso simile può essere fatto anche per la raffinazione del sale marino, per la spremitura industriale "a caldo" degli oli e per altri alimenti che sono stati ampiamente distrutti o impoveriti delle loro qualità organolettiche e nutrizionali.
Se a ciò aggiungiamo i numerosissimi prodotti chimici impiegati nell'agricoltura moderna come concimi, pesticidi, erbicidi che distruggono l'humus e penetrano nel sottosuolo raggiungendo le falde freatiche ed il grosso problema dell'inquinamento atmosferico e delle piogge acide ci rendiamo conto che il nostro organismo è sempre più sottoposto ad un impegno enzimatico ed immunologico gravoso per tentare di difendersi dall'attacco di molte sostanze nocive che si annidano nella frutta, nell'acqua, nelle bevande, nel latte, nella carne e nell'aria stessa che respiriamo. Si ha, contemporaneamente, una diminuzione di quelli che sono fattori protettivi come le vitamine e gli oligoelementi, conseguenze di un'alimentazione profondamente alterata e largamente mediata dall'industria. Indubbiamente il primo e più importante impatto che il cibo ha con noi è attraverso l'apparato digerente. L'ecosistema gastrointestinale può essere considerato un microcosmo che riproduce all'interno degli esseri viventi i fenomeni che avvengono in natura, all'esterno, ad opera di microrganismi indispensabili alla catena alimentare che assicura il mantenimento della vita sulla terra. L'intervento dei batteri è il fondamentale anello di congiunzione che rende possibile la trasformazione dell'azoto inorganico in azoto organico.
Gli antichi medici ayurvedici dell'India vedevano nella digestione l'opera del fuoco "Agni". Se l'Agni interiore è debole si determina l'Ama, l'immaturità, con fermentazione e putrefazione, malattie endogene e squilibri nel corpo e nell'anima. Agni viene indebolito dagli errori dietetici e dagli stati psichici negativi come rabbia e tristezza: "Quello che non viene digerito, anche le impressioni psichiche, diventa veleno", diceva il grande medico ayurvedico Charaka (I sec.). I batteri, essendo così vicini alla fonte della vita, sono così pieni di energia riproduttiva da destare il nostro stupore. Essi rappresentano una forma di vita altamente specializzata ad un livello di organizzazione non molto complesso; per questo possiedono non soltanto questa enorme capacità riproduttiva, ma anche la capacità di mutare, cioè di adattare forma ed habitus a nuove condizioni di vita. Il processo digestivo può essere visto come una progressiva smaterializzazione che, dalla materia solida porta ad un livello essenzialmente energetico trasformandosi gradatamente in ciascuno dei quattro elementi primordiali: terra, acqua, aria e fuoco. Infatti, il cibo solido (terra) diventa chimo (acqua), produce gas (aria) e calore (fuoco) muovendosi dal polo freddo a quello caldo, dai processi coscienti dell'olfatto e del gusto a quelli subconsci che si svolgono nello stomaco, nel fegato, nell'intestino. Oggi le conoscenze scientifiche ci portano a formulare il concetto di "Biocomplesso"che consiste nella trasformazione e nel riutilizzo dei rifiuti organici ad opera di batteri opportunamente selezionati e coltivati in speciali fermentatori o biotrasformatori.
L'intestino degli esseri viventi può essere considerato una nicchia speciale, un biocomplesso altamente specializzato per i batteri che lo colonizzano. L'intestino umano, con i suoi 300mq di superficie è il fronte immunitario più importante, sottoposto ad un costante stimolo antigenico, quello degli alimenti ingeriti, contenendo circa l'80% delle cellule immunitarie dell'organismo. Il sistema immunitario intestinale ha la funzione di permettere l'assorbimento delle sostanze nutritizie senza che queste scatenino reazioni immunitarie dannose, discriminando tra ciò che è proprio al nostro organismo e ciò che gli è estraneo. Per questo motivo esso rappresenta uno speciale filtro che seleziona le sostanze compatibili e quelle incompatibili.
L'efficacia di questa funzione è garantita da una complessa e bilanciata flora batterica che funge da attivatore aspecifico del sistema immunitario intestinale. L'eubiosi, che è correlata all'età ed alla dieta del soggetto, consiste nella presenza di una flora composta di microrganismi non patogeni per l'ospite occupanti delle precise e consuete nicchie intestinali, in numero e proporzioni reciproche stabili secondo parametri di normalità. Sovvertimenti in numero, proporzioni, tipo di specie batteriche presenti portano ad una disbiosi, selezionando ceppi potenzialmente patogeni. Il reperto ripetuto di tali ceppi ha un valore predittivo per l'insorgenza di infezioni endogene. Il sempre più frequente uso di antibiotici, sia per la terapia che per la profilassi delle infezioni batteriche (diverticolosi, h. pylori ecc.) induce importanti sovvertimenti dell'equilibrio delle popolazioni dei microrganismi e della loro sensibilità agli antibiotici stessi. La presenza delle abituali popolazioni batteriche nelle varie regioni del corpo, contribuiscono a mantenere, quindi, l'equilibrio immunitario; le superfici mucose intestinali, assieme a quelle di altri apparati, costituiscono un sistema chiamato MALT (mucosal associated.lymphoid tissue) che ha il compito di orchestrare, in stretta correlazione, l'immunità dell'intero organismo. Una proliferazione incontrollata della flora potenzialmente patogena o uno squilibrio di quella simbionte può portare all'insorgenza di patologie anche a livello extraintestinale. Quando ciò accade, il sovraccarico tossinico che ne consegue, può causare un'iperattivazione della reazione immunitaria di tipo umorale o l'ipoattivazione della funzione di filtro con conseguente passaggio di un'eccessiva quantità di sostanze estranee. Questo comporta, in un primo momento, la comparsa di uno stato infiammatorio localizzato a livello intestinale che, se perdura, l'infiammazione si può diffondere in altre parti dell'organismo ponendo le basi di malattie croniche a carico dei più vari organi e apparati. Inoltre, la riduzione della massa fecale dovuta al ridotto consumo di fibre, rallentando il transito, favorisce il ristagno con conseguente riassorbimento di sostanze tossiche. Ad esempio i bacteroidi convertono gli acidi biliari colico e desossicolico in 3-metilcolantrene, noto cancerogeno. In una dieta, invece, ricca di fibre, prevalgono i lattobacilli che non catabolizzano gli acidi biliari mentre una ricchezza di proteine animali fa prevalere l'escherichia ed i clostridi. Inoltre, un abuso di grassi insaturi idrogenati (margarine) e di grassi saturi (animali, latticini) alterano la mucosa di rivestimento dell'intestino, rendendola estremamente permeabile e facilitando il passaggio di microbi e tossine innescando la reazione infiammatoria precedentemente descritta.
Con la brusca commutazione dell'ambiente chimico nel tessuto infiammato da reazione acida ad alcalina (secondo la commutazione vegetativa di Hoff) causata da numerosi farmaci anziché l'idrolisi, dominante in fase di reazione acida, appare bruscamente la tendenza ad una rapida sintesi proteica con la possibile formazione di cosiddetti "peptidi selvaggi"di cui fanno parte endotossine batteriche, molecole chimiche ecc. Contro queste sostanze l'organismo attiva anticorpi che però non attaccano solo tali peptidi ma anche proteine omologhe dotate di notevole somiglianza strutturale.
Tali immuno-precipitati sono veicolati nel tessuto connettivo dal quale possono rappresentare l'innesco di eventuali malattie da autoaggressione o cronico-degenerative. Le malattie del benessere hanno man mano preso il posto delle malattie da indigenza cronica, alle grandi epidemie dell'antichità sono subentrate malattie sempre più difficili da curare nonostante i mezzi sempre più sofisticati e costosi della medicina. Le moderne tecniche alimentari con l'indiscriminata manipolazione degli alimenti (lasciamo da parte, per ora, le manipolazioni genetiche) come la raffinazione,la pastorizzazione,la sterilizzazione coi raggi gamma l'adulterazione e così via stanno creando una svalutazione della vita, stanno imponendo una cultura della morte e stanno conducendo ad una degenerazione della specie. La giusta strada da seguire la conosciamo tutti: un'alimentazione naturale, integrale, biologica con adeguate quantità di frutta e verdura fresca e di stagione, in definitiva un cibo vivo e vitale. Siamo arrivati, oggi, ad un aumento di vita media al quale non corrisponde, purtroppo, un aumento di salute e di benessere. Spesso si afferma che il progresso porta inevitabilmente con sé contraddizioni che, comunque, possono essere superate nel cammino stesso della civiltà. Quello che auspichiamo è un aumento di consapevolezza, una maggiore attenzione per il proprio ambiente, per il cibo, per il prossimo, cercando di ricomporre quella frattura che ci sta separando non solo dalla natura ma anche dalla parte più profonda di noi stessi.









Trovi tutte le notizie di attualità, costume, società, sondaggi, in Archivio 1 "Oltre la notizia", Sezione "Attualità", oppure effettua direttamente sul sito la ricerca di ciò che ti interessa.
  Inizio pagina                        Chi siamo                        Copyright                        Privacy 
Comunicare per essere podcast
Talk radio su comunicazione, grafologia, relazioni interpersonali. Iscriviti immagine
Cambia la tua vita con la Grafologia evolutiva®
un metodo di counseling unico, risultati tangibili in tempi brevi.
Scopri come fare per avere la vita che vuoi

Newsletter - RSS
Iscriviti alle newsletter di Encanta.it: è facile, è gratuito