Alessandra Sensini: la "luna d'oro" delle Olimpiadi
di Annarosa Pacini


Quella di Alessandra Sensini è una storia comune a molti atleti. La passione per lo sport nata in giovanissima età, un genitore che spinge alla competizione, un amore travolgente nei confronti di "uno" sport in particolare, ed il sogno di tutti: la medaglia d'oro alle Olimpiadi. Sogno comune, ma non per questo facile da realizzare.

Impegno, fatica, sacrificio, sono parole che per ogni atleta hanno un significato ben preciso. Forza, coraggio, determinazione, fanno la differenza. Ma non solo: anche il momento giusto, l'occasione presa al volo, quel qualcosa in più che ti fa diventare campione. Alessandra "luna d'oro", (affettuoso soprannome che le ha dato la sua terra, la Maremma), questa determinazione l'ha sempre avuta. Il suo primo titolo italiano juniores nel 1985, a soli quindici anni. Nel 1987 terzo posto ai campionati mondiali, in Australia. Nel 1988 medaglia d'oro alla World Cup, e via così, un successo dopo l'altro, sino al bronzo di Atlanta, nel 1996, campionessa del mondo nel febbraio 2000. Un oro sofferto, quello di Sidney: la vittoria più dura della sua vita, come ha detto subito dopo l'arrivo, era sfinita, è caduta in acqua, ma non ha mai mollato. Ha subito ripreso la raffica di vento giusta, ed è arrivata prima. Una gara emozionante, di quelle che tengono col fiato sospeso sino all'ultimo minuto, create ad arte nei film, mai emozionanti come quelle che ti offre la vita. È tornata a casa, Alessandra, ma ha un'agenda fitta d'impegni: programmi televisivi, ricevimenti ufficiali, manifestazioni ad hoc create per lei a Grosseto, per dirle "Brava, grazie". Eppure, trova il tempo di stare in negozio, di cui è proprietaria assieme alla sorella. E lì l'abbiamo incontrata, tra una cliente e l'altra, tra un vaso di cristallo ed un soprammobile d'arte. L'Alessandra di tutti i giorni, l'Alessandra campione del mondo.
La storia inizia quando avevi sei anni e cominci a praticare nuoto, uno sport fra tanti, o una scelta?
"Una scelta. Il nuoto mi piaceva, ma verso quello sport, in parte, mi aveva spinto mio padre. È lui che ha trasmesso, alle mie sorelle ed a me, il gusto della competizione. Quella particolare voglia che ti spinge a gareggiare, e nel nuoto, come nei tanti sport che ho praticato nel corso degli anni, le gare non mancano".
Perché, alla fine, hai scelto proprio il windsurf?
"È stata una scelta dettata anche dalla necessità. Mi piaceva molto anche il basket, ma a Grosseto non c'era una squadra ben organizzata, che potesse garantirti un futuro. Con il windsurf, potevo organizzarmi da sola, decidere quanto e come allenarmi, con il mare a due passi, e con mio padre sempre pronto ad accompagnarti. Con qualche sacrificio, e con tanta passione".
Sei iscritta ad 'Albaria Windsurfing': perché un club siciliano?
"Perché a Grosseto non c'era nessun club, ad Albaria mi chiesero di tesserarmi con loro, ed io accettai: per avere la tessera, e gareggiare, essere iscritti ad un club è indispensabile".
C'era la medaglia d'oro nei tuoi sogni?
"Sì, c'è sempre stata, fin da piccola quando guardavo le olimpiadi in televisione. Poi, quando inizi a fare sport a certi livelli, le Olimpiadi diventano il tuo obiettivo più grande, quello che può darti più soddisfazione".
A proposito di soddisfazioni, qual è quella che ricordi con più piacere?
"La vittoria nel Campionato Italiano Juniores, il mio primo campionato, la mia prima medaglia".
L'avere successo ha cambiato qualcosa, nella tua vita?
"Cambiano le tue ambizioni, i tuoi sogni di sportivo: entrare a far parte della nazionale, pensare alle Olimpiadi".
Come concili l'essere campione del mondo con una vita 'normale'?
"Diciamo che la vita 'normale' di un campione diventa un po' particolare, hai mille impegni, mille cose da fare".
In qualche modo, sono cambiati i rapporti con le altre persone?
"Con chi già mi conosceva, direi di no. Cambiano con gli altri, con persone che tu non conosci, e quando ti incontrano per strada ti fermano, ti ringraziano, ti dicono che grazie a te hanno vissuto dei bei momenti. Io però mi sento sempre uguale, la stessa persona che ero prima di Sidney".
Forse è presto per parlarne, ma cosa farai quando abbandonerai le gare?
"Ho questo negozio di cui sono proprietaria con mia sorella, quindi ho un lavoro. Vedremo come riuscirò a gestire la cosa negli ultimi anni, se riuscirò a fare qualcosa che mi consenta di rimanere nel mondo dello sport".
I prossimi progetti
"Fino a dicembre allenamenti leggeri, per mantenere la forma, da gennaio si ricomincia al cento per cento".
Qual è la prima cosa che hai pensato quando hai vinto?
"Non saprei dirti, con esattezza. Sono momenti di felicità immensa, vinci, eppure ti sembra un sogno. Sei stanchissima, e quasi non ti rendi conto di cosa è accaduto, e tutti intorno a te sono entusiasti, provano le stesse sensazioni, è tutta una grande festa. Ricordo mio padre Goffredo e mia sorella Irene che urlavano dalla gioia".
Sono state le tue sorelle, Irene ed Eleonora, ad avvicinarti al windsurf, ed anche loro erano campionesse. Com'è il rapporto con loro, pensi che vorrebbero essere al tuo posto?
"È un bel rapporto. Sono state sempre molto sportive, hanno fatto sport a livello agonistico, certo che sarebbe piaciuto anche a loro. Ma per ogni cosa, ci sono tempi e momenti. Io ho avuto la fortuna di trovarmi al momento giusto, con una serie di occasione e coincidenze che mi hanno consentito di arrivare fino a Sidney".
Definisciti con tre aggettivi
"Semplice, tranquilla…"
C'è stata qualche delusione che ti ha particolarmente segnata?
"A Barcellona, la mia prima olimpiade, ho preso due squalifiche per partenza anticipata, stavo lottando per una medaglia, e mi sono trovata fuori. È stata una grande delusione, ma forse mi ha dato la spinta per continuare a provare".
Il terzo aggettivo potrebbe essere perseverante?
"Grintosa. Sono grintosa, voglio cercare di arrivare in fondo a ciò che faccio, non amo le cose lasciate a metà".
E come sei nella vita di tutti i giorni?
"A volte lunatica, o quando divento nervosa, un po' irascibile".
Qual è il tuo rapporto con il mare, quando non gareggi?
"È sempre uguale, che gareggi o no: è un rapporto stretto. Il mare è un elemento che conosci bene, e che rispetti, sai che è più forte di te. Ti fa sentire più libera, ti dà felicità in certi momenti, è un amico".
Sei single, perché?
"In parte anche per il tipo di vita che faccio, a casa non ci sono mai, sono sempre in giro".
Il tuo uomo ideale
"Allegro, molto allegro, e sportivo, ma proprio sportivo".
Un tipo alla…
"…alla Mel Gibson".
Alessandra saluta una cliente. Squilla un telefono, la cliente risponde: "Indovina con chi sono? Non te lo immagineresti mai: sono con la medaglia d'oro". La 'medaglia d'oro' sorride, e fugge via, già pronta per il prossimo impegno.
(pubblicata sul nr. 17 del mensile "Minerva")

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