
Vi dirò, incontrare personaggi famosi non è una cosa che mi metta in agitazione. Incontro delle persone, soprattutto. Solo così si può andare oltre il personaggio. È una cosa che mi piace, ascoltare una persona che si racconta, fare domande per conoscerla meglio. Li si ascolta come giornalisti, ma si finisce per farsi delle opinioni anche come persone. La mia opinione è che Teo Mammucari sia una persona per niente costruita, che si piaccia, e sia contento di piacere. Che non ama perder tempo in inutili preamboli, e che ama il suo lavoro. E che avrà ancora molte cose da farci scoprire, e se terrà fede all'impegno che ha preso con se stesso, quello di non cedere mai alle leggi del business, non saranno di certo cose scontate. Atipico, simpatico, divertente. Volete farvene un'idea vostra? Ecco cosa ci ha raccontato.
È uno di quei personaggi che non amano le vie di mezzo: o lo si ama, o lo si odia. È come è, e si sente bene nei suoi panni. Che poi sono quelli di una persona che dell'arte di comunicare ha fatto il suo mestiere. Una comunicazione diretta, senza mezzi termini, ma non per questo scontata: perché come Teo, c'è solo Teo.

Lo spettacolo
"Il mio spettacolo è una sorta di dialogo con il pubblico, dove parlo di cose che riguardano tutti, di fatti quotidiani: il matrimonio, il sesso, la repressione sessuale, la poca comunicazione che c'è tra genitori e figli. Ne parlo in modo polemico, cose che in fondo tutti pensiamo, ma che spesso non si dicono. Cose talmente vere che qualcuno può pensare: - Questo è matto -. Però funziona: la gente che viene a vedere lo spettacolo rimane colpita, divertita, soddisfatta, mi fa sentire il suo affetto".
Un animale da palcoscenico
"Qualcuno mi ha definito intrattenitore. Ho cominciato sotto casa, ero sempre il leader del gruppo, quello che teneva viva la compagnia, poi sono andato nei villaggi, dove ho fatto l'intrattenitore, ho lavorato per anni con Fiorello. Ho fatto anche teatro, che è tutta un'altra cosa: scuola, disciplina, rigore. Sono un intrattenitore, ma anche uno show-man Preferirei definirmi un animale da palco: se guardi 'Libero', non puoi dire né che sono un conduttore, né che sono un intrattenitore. Sono anche quello".
Fedele a se stesso
"Io sono me stesso, le cose che dico sono quelle che penso, come sono sulla vita sono sul palco. Ci sono reti televisive che mi hanno proposto di presentare programmi molto importanti, offrendomi cifre notevoli. Ho detto no perché quello che mi chiedevano era cambiare il mio modo di essere, in nome dell'audience, ma non posso fare quello che non sento. Quando avrò cinquant'anni, forse... La mia passione è il palcoscenico. Il prossimo anno realizzerò un film, di cui sto scrivendo soggetto e sceneggiatura. Quando si fa cinema, insegnano i maestri, si deve essere al massimo se stessi in quel personaggio. Per essere me stesso, l'importante è che mi diverta in ciò che faccio, che non perda l'adrenalina, il gusto di lavorare. Non mi va di deludere il pubblico: mi dispiacerebbe che dicessero 'guarda cosa si è messo a fare'".
Flavia Vento e la donna oggetto
"La polemica che ne è venuta fuori fa capire come, a volte, un messaggio possa essere frainteso. La nostra idea era quella di creare una sorta di anti-valletta, una valletta che non esiste, da leggere in chiave ironica. Flavia Vento è se stessa, così come la si vede, e si diverte ad esserlo. Così come la gente si diverte di più a vedere Flavia cantare, che non una valletta che apre una busta. Era una parodia della donna oggetto. La vera donna oggetto, e ce ne sono tante, è quella che in tv è costretta a mostrarsi semi-nuda, che quasi non parla. Repressa, costretta in un ruolo in cui non può essere, non può esistere, se non come oggetto da mostrare. Quella è la vera donna oggetto. Chi ha l'intelligenza per capire, se n'è reso conto, gli altri… pazienza. Non inseguo il consenso a tutti i costi".
Crearsi l'occasione
"Per anni mi sono alzato, la mattina, facendo progetti, pensando al modo per arrivare al grande pubblico. Poi un bel giorno mi sono detto: adesso faccio quello che sono. Quando mi sono proposto a 'Le Iene', la mia idea gli è sembrata incredibile. Allora, ho preso la telecamera, e sono andato: hanno guardato e gli è piaciuto. Ho capito che se senti veramente una cosa, le devi fare. E non è facile: ci sono molti artisti bravi, che purtroppo non hanno l'occasione giusta per mostrare il proprio talento. Bisognerebbe cercare di essere se stessi, senza copiare, senza guardarsi troppo in giro. Se vali, i risultati verranno. Ma devi avere davvero qualcosa da dire, e da dare".
La tv e la falsità
"Oggi, la televisione è falsa, la maggior parte dei programmi viene fatta in base ai soldi che entrano, creata a volte sul nulla. A me non interessa entrare in questo meccanismo. Quest'anno farò poca televisione, proprio perché le proposte sono deboli. Non voglio fare cose in cui mi svendo. Mi sono divertito molto facendo 'Libero', è stata una cosa bella, come un grande amore, ma non lo farò di nuovo".
Perché Libero
"Perché mi sento una persona libera".
I progetti
"Sto lavorando su un nuovo programma, uno special di tre puntate, che farò assieme ad un altro collega, di cui non dico il nome finché non firma, che già ha lavorato con me nei villaggi ;). Una grande arena, piena di gente, in mezzo una passerella sulla quale cammino, il resto lo vedrete".
A.A.A.: donna toscana cercasi
"Mi piacciono le donne toscane, sono single: ditelo. Una donna libera, perché andare con la donna di un altro uomo è una cosa squallida. Un tipo alla Samantha de Grenet".
Nasce a Roma il 12 agosto 1964, segno del Leone. Frequenta un istituto tecnico professionale e dopo il diploma si iscrive al conservatorio teatrale Scaletta. Esordisce in televisione nel 1995, partecipando, come attore, a "Scherzi a parte". Molti i programmi ai quali ha preso parte: "I Guastafeste", "Gli esami non finiscono mai", "Tutti in piazza", "Forum di sera". Nel 1999 arriva il grande successo con la partecipazione a "Le Iene" (Italia 1). Nel gennaio 2000, con la conduzione di "Libero" (Raidue), si rivela per ciò che è: uno dei protagonisti più originali della scena televisiva italiana.