Mariano Apicella: il disco e l'amicizia con Berlusconi

Mariano Apicella Il 31 ottobre è arrivato nei negozi "Meglio una canzone" (Universal), l'album di debutto del cantante e chitarrista napoletano Mariano Apicella, reso popolare dalla collaborazione artistica con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi (autore dei testi delle 14 canzoni che compongono il disco).

Di quale esponente della canzone napoletana pensi di essere l'erede?
"Tutti si riferiscono a Roberto Murolo o a Fausto Cigliano: confesso che li stimo e mi piacciono assai ma io non mi sono ispirato a nessuno, perché mi dà fastidio chi copia. Sono un amante della melodia napoletana in generale: ho imparato l'arte da mio padre, Tonino Apicella che fa questo lavoro da 50 anni, e di mio credo di avere aggiunto una bella voce".
Quali ti piace ascoltare?
"Sono un grande estimatore di Peppino Gagliardi: ha composto musiche incredibili, che hanno descritto alla perfezione il suo periodo storico. Poi mi piacciono anche Josè Feliciano e gli stessi Murolo e Cigliano".
Dove si colloca Mariano Apicella nella tradizione napoletana?
"È ancora troppo presto per dirlo: le mie canzoni sono nate solo tre anni fa e non so come verrà accolto il disco. Se dovessi esprimere un desiderio, mi piacerebbe ritagliarmi uno spazio accanto a Peppino Gagliardi e Claudio Mattone: mi sento lusingato solo a pensarlo".
È stato scritto che in passato tu facevi il 'Posteggiatore', che è una precisa figura artistica napoletana: ci puoi spiegare meglio cosa significa?
"Non solo a Napoli, ma in tutta la Campania, il Posteggiatore è il musicista che usa il proprio talento artistico per creare la giusta atmosfera in cene fra innamorati, feste e matrimoni".
Quando hai iniziato a suonare dal vivo?
"Ero giovanissimo: a 18 anni suonavo già in un importante ristorante di Abu Dabi, negli Emirati Arabi. Ho lavorato per una prestigiosa catena di alberghi in Medio Oriente, Corea, Egitto, Cina… Dopo otto anni di nomadismo musicale mi sono fermato in Italia, perché volevo che finalmente venissero capite anche le parole delle canzoni. Ho suonato per 9 anni alla Taverna Antonio, sul porto di Ischia, e in inverno mi spostavo al Grand Hotel Vesuvio sul lungomare di Napoli".
È lì che hai conosciuto il presidente Silvio Berlusconi?
"Era il mese di maggio del 2001: mentre stavo accordando la chitarra, il presidente Berlusconi si è avvicinato dicendomi che in passato aveva fatto il mio stesso lavoro sulle navi. È stato molto gentile e mi ha invitato a suonare al suo tavolo: mi ha sbalordito per la sua competenza sul repertorio napoletano. A fine serata mi ha proposto di collaborare con lui: come potete intuire, io ho accettato, però non ero sicuro che mi avrebbe richiamato. Invece…".
Il vostro è un rapporto professionale o siete diventati amici?
"Lo considero come un amico e lui mi fa sentire come un amico. Quando chiacchieriamo finiamo inevitabilmente a parlare di musica. Nei rari momenti di tempo libero che i suoi impegni gli concedono, io gli porto canzoni nuove e lui si rilassa lavorando sulle parole. Anche se l'argomento dei brani nasce dalla sua sensibilità, io sento miei tutti i testi che canto, anche perché partecipo alla loro scrittura con dei consigli".
Avete gli stessi gusti musicali?
"Condividiamo la passione per artisti come Edith Piaf e Charles Aznavour, anche se io non capisco il francese e non posso cantare le loro canzoni. Il Presidente Berlusconi è un vero intenditore: oltre al repertorio francese, apprezza molto quello spagnolo, portoghese e brasiliano. E naturalmente la tradizione napoletana: mi dice sempre che grandi artisti stranieri come Vinicio De Moraes riescono solo ad avvicinare la poesia delle liriche partenopee".
Hai proposto a Silvio Berlusconi di cantare assieme a te nel disco?
"Ci abbiamo pensato e in futuro credo che inciderà un cd come cantante, ma esclusivamente per regalarlo ai suoi familiari. Non ha nessuna intenzione di pubblicarlo".
Quali sono le canzoni più autobiografiche?
"Per quel che mi riguarda, è il brano che dà il titolo all'album: 'Meglio 'na canzone'. Invece credo che ''A gelusia' sia la più autobiografica per il presidente Berlusconi".
"'A gelusia" è un coinvolgente ragtime che si discosta molto dalle sonorità del cd: perché questa scelta?
"Per rinnovare la canzone napoletana, altrimenti si finisce col fare solo delle copie di 'Torna a Surriento' e noi non siamo degni di fare nemmeno le copie di simili capolavori. Questo non significa che gli altri pezzi del mio disco copiano qualcuno, ma semplicemente che appartengono alla tradizione. Oggi, comunque, è assai difficile comporre brani inediti senza rischiare di assomigliare a cose già esistenti".
Hai inciso il tuo primo album "Meglio una canzone" con ottimi musicisti e grandi arrangiatori, fra cui Renato Serio, Gianfranco Lombardi, Adriano Pennino e Maurizio Pica. Sei soddisfatto di come hanno valorizzato la tua musica?
"È stato fatto un lavoro ad alto livello. Sono contento di tutte le persone che hanno collaborato e felice perché gli arrangiatori, tutti musicisti di assoluto prestigio, hanno rispettato molto le mie composizioni".
Nei ringraziamenti del cd c'è anche un "grazie assai" ad Andrea Bocelli e al suo produttore Michele Torpedine: che ruolo hanno in questo disco?
"Sono co-editori delle canzoni. Li ho voluti ringraziare pubblicamente per il loro supporto morale: tutte le volte che ci siamo incontrati, mi hanno riempito di suggerimenti e complimenti. Andrea Bocelli conosce tutti i miei brani e apprezza in particolare 'Colpa mia'. Sua moglie mi ha detto che in auto ascolta sempre tutto l'album: questo per me è un grande onore".
Qual è l'apporto di Rino Giglio nella stesura dei testi?
"Firma come co-autore cinque delle quattordici canzoni del disco. Facendo un paragone con il cinema, possiamo dire che in quei cinque brani il soggetto è di Giglio e la sceneggiatura definitiva è di Berlusconi".
Il testo del brano "'Stu numero 'e telefono" è firmato anche da tuo padre Tonino Apicella…
"Ha scritto questo testo e in seguito l'ha ultimato assieme a Berlusconi. Mio padre ha 64 anni e si esibisce ancora".
E tu torneresti a fare il "Posteggiatore"?
"Non rinnego le mie origini: se questo disco dovesse andare male - e da buon napoletano sto facendo tutti gli scongiuri che conosco - tornerei senza problemi a suonare nelle cene e nei matrimoni. Ora, però, sono concentrato sul mio primo album: non mi aspetto certo un successo mondiale, ma sono convinto che possa ottenere un risultato più che discreto".
A prescindere dal successo del disco, comunque, tu suonerai al matrimonio di tre persone, sorteggiate fra tutti gli acquirenti dell'album "Meglio una canzone". Spiegaci meglio questa iniziativa…
"L'anno prossimo avrò il piacere, e anche l'onore, di fare il mio omaggio musicale a tre coppie di sposi: una del Nord, una del Centro e una del Sud Italia. Suonare alle loro nozze è un modo per ricordare i miei esordi nella musica, per sdebitarmi con la fortuna e per ringraziare la gente, che con il suo affetto mi ha dato la forza per incidere il mio primo disco. Per essere scelti, è sufficiente compilare il tagliando che abbiamo inserito nel cd, seguendo le istruzioni. E avere un briciolo di quell'enorme fortuna che mi auguro abbiano tutti gli sposi per tutta la vita".
Hai pensato che il tuo disco potrebbe non essere acquistato da chi ha idee di sinistra: non per un giudizio artistico, ma solo per fare uno sgarbo all'avversario politico Silvio Berlusconi?
"La gente non compra i dischi in base all'appartenenza dell'autore a questo e quel partito, ma giudicando la bellezza delle sue opere: io apprezzo molti artisti indipendentemente dalla loro fede politica. Comunque, il mio è un album di canzoni d'amore".

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