Sabrina Ferilli e le storie di donne coraggiose

Tre donne brave e importanti: Sabrina Ferilli, la protagonista, Edwige Fenech, la produttrice, Laura Toscano che con Franco Marotta firma la sceneggiatura. E “Tre storie di donne”, “Angela”, “Matilde” e “Lucia” ambientate nell’Italia degli anni che vanno grosso modo dal 1943 al 1960. Si tratta di tre differenti storie che formano una sorta di “collana”, centrate, di volta in volta, su una figura femminile e ambientate negli anni che vanno dalla seconda Guerra Mondiale a quelli che precedono il boom economico.

Tre personaggi a tutto tondo che disegnano un percorso e un’ evoluzione della figura femminile e della sua percezione della società. Le riprese di “Angela”, la prima delle tre storie con la regia di Andrea e Antonio Frazzi , sono già terminate. Ora Sabrina Ferilli è sul set di “Lucia” diretta da Pasquale Pozzessere che, sebbene girato per secondo, è il tv movie con cui si concluderanno le storie. La seconda, “Matilde”, diretta da Luca Manfredi, sarà girata nel mese di marzo. “Lucia”, girato a Roma nei quartieri più popolari come Testaccio, San Lorenzo e Città Giardino, è interpretato da Stefano Dionisi, Elise Tielrooy e Alexander Pschill e, inoltre, da Eliana Miglio, Benedetta Buccellato, Matilde De Sanctis, Trecy Taddei, Stefano Sabelli, Claudio Spadaro, Stefano Fresi e Marisa Solinas.
I tre tv movie, una coproduzione italo-franco-tedesca Rai Fiction – Immagine Cinema Srl prodotta da Edwige Fenech, andranno in onda su Raiuno.
“Lucia”, Sabrina Ferilli, è una donna molto bella ma inconsapevole di tutto: della sua bellezza, delle difficoltà della vita, dei suoi diritti. Per lasciare il suo paese nella provincia laziale accetta di sposare un uomo di vent’anni più anziano di lei. Il suo unico desiderio è avere un figlio ma il marito non ne vuole sapere. Lucia non si preoccupa: pensa che per avere un figlio c’ è ancora tempo. Invece, dopo pochi anni, il marito muore d’ infarto e lei perde il lavoro, la casa e scopre che un figlio il marito già ce lo aveva, con un’ altra, Jolanda (Elise Tielrooy). Dopo varie vicissitudini e la presa di coscienza della sua forza e della sua onestà sarà proprio un incontro con Jolanda ad aiutarla ad andare avanti con coraggio. Le due donne si scoprono simili, entrambe vittime di un destino che le ha beffate, ed è proprio quando Lucia pensa di aver toccato il fondo che grazie alla nuova amica Jolanda trova rispetto e solidarietà.

Signora Ferilli, ci parli di Lucia, il personaggio che sta interpretando in questo momento con la regia di Pasquale Pozzessere.
Lucia è probabilmente dei tre il personaggio più difficile perchè non risponde a dei canoni precisi, non risponde ad un clichè prestabilito. È moderno ma non è moderno. Non è un ruolo in costume perchè la storia si svolge negli anni 58-60, gli anni del boom economico. Il costume italiano pero’ è ancora arcaico con la borghesia e la Chiesa che predominano su tutto. Lucia soffre tutte le contraddizioni di quel periodo storico. È una donna che sente una grande solitudine dentro e che poi prende coscienza della sua forza e trova una sua dignità.

Tra i tre personaggi di “Tre storie di donne”: Angela, Matilde, e Lucia, a quale si sente più vicina?
Indubbiamente a Lucia perchè è quella che mi somiglia di più. La sento molto simile a me, in Lucia riconosco Sabrina Ferilli. Ed è anche il personaggio più difficile da interpretare. Per lei l’ elemento centrale della vita è l’ amore ma è profondamente sola. Pero’, la fiction chiude con un grande senso di speranza. La forza femminile domina su tutto.

Lei, Edwige Feniche, Laura Toscano: tre donne importanti attente alle problematiche femminili. È un caso che “Tre storie di donne” sia realizzato proprio da voi tre?
Crediamo tutte e tre fermamente nelle donne e nelle loro forza.

Dagli anni ‘60, gli anni in cui terminano i tre racconti, ad oggi le donne, secondo lei, sono cambiate, si sono emancipate, hanno finalmente raggiunto tutti gli obbiettivi che in questi lunghi anni di battaglie femministe si erano prefissate?
Sono cambiate, hanno raggiunto degli obbiettivi importanti ma , secondo me, non ci sarà mai la vera parità. Le donne gestiscono la vita quotidianamente, sono mosse da meccanismi diversi dall’ uomo ma, quest’ ultimo, non dimentichiamolo, gestisce l’80-90 per cento dell’ economia mondiale. I posti di potere sono ancora tutti nelle loro mani.

Tutte le volte che interpreta una fiction in televisione raggiunge ascolti da capogiro. Che effetto le fa?
Naturalmente mi fa molto piacere soprattutto perchè i mei sono sempre dei personaggi umani, normali, non sono mai personaggi storici dove anche la promozione puo’ lavorare più facilmente. Sono donne comuni, della strada. Sono premiata per tutta la serietà e l’ analisi accurata che metto nella scelta di questi ruoli. Per cio’ che riguarda il riscontro dell’ audience non mi preoccupo. Penso piuttosto al mio intuito, alla scelta ad occhi chiusi che mi spinge e al successo che è da dividere tra tutti quelli che lavorano sul set.

Le commedie musicali di Garinei e Giovannini, le commedie brillanti con Christian De Sica e Massimo Boldi, le fiction impegnate per la televisione. Mi sembra che siano quest’ultime che l’appassionano più delle altre. È così?
Per la commedia umana, indubbiamente, sento di più il battito cardiaco, è un linguaggio a me più appropriato ma anche la commedia brillante e comica mi trova consenziente anche perchè la nostra è un’ arte e non ci si deve rinchiudere in un castello di vetro.

Lei è una donna civilmente e politicamente molto impegnata. Assistiamo sempre più spesso al fenomeno di attrici che si danno alla politica. Non so se ha già ricevuto proposte in tal senso ma, nel caso glielo offrissero, le interesserebbe entrare in politica, magari alle prossime elezioni del 2006?
Non ho ricevuto proposte ma anche se me lo offrissero non accetterei. La politica è un’ arte fredda io voglio riscaldare i cuori. Il nostro è un mestiere molto libero, senza vincoli e giochi strani come in politica dove alcuni di questi sono legali, altri fisiologici. Voglio restare senza bagagli e senza imbrigliamenti. Pero’, se necessario, sono disponibile a dare la mia testimonianza a tutte quelle fasce sociali che coinvolgono persone più deboli e più bisgnose di me. In questo caso sono un’ alleata sincera e combattiva.

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