
Remo Girone, potere dell’attore… prima avvocato, poi misterioso manager dell’alta finanza... Tornare a lavorare con Luigi Perelli ma anche con Vanessa Gravina, anch’essa interprete di due “Piovre”, e’ stato come tornare in famiglia... Quale altro lavoro l’attende? Nella sua vita artistica c’e’ sempre molta televisione con qualche ritorno al vecchio amore, il teatro… Mi scusi per la domanda banale. Perche’ tutti gli attori che vengono dal teatro devono ogni tanto ritornare al vecchio amore? Quando non lavora cosa fa? Le piacerebbe ogni tanto un ruolo brillante? Per strada, quando la incontrano, la identificano ancora in Tano Cariddi?
Remo Girone, il “cattivone” per eccellenza ritorna sui suoi passi. L’indimenticabile Tano Cariddi delle molte fortunate serie de “La piovra”, sarà infatti Mister X in “Sospetti 3”, la fiction di Raiuno diretta da Luigi Perelli e interpretata da Sebastiano Somma, Vanessa Gravina, Luca Lionello, Gianni Garko, Antonia Liskova e Christiane Filangieri. E’ un perfido recidivo perche’ anche nella prima edizione di “Sospetti” interpretava il ruolo di un avvocato intrigante ma questa volta la sua cattiveria sara’ ancora piu’ esasperata.
In “Sospetti” ero un avvocato cattivo ma soprattutto imbroglione, in “Sospetti 3” svolgo un ruolo totalmente diverso. Mi chiamo Mister X e questo la dice tutta. Si sa poco di lui, e’ un uomo che si occupa di finanza ad altissimo livello e che cerca in ogni modo, con metodi leciti ma soprattutto illeciti di appropriarsi dell’ industria farmaceutica che poi sta al centro di tutte le vicende di questa serie di “Sospetti 3”. Mister X ha vissuto in Giappone e ha un comportamento molto simile ad un samurai. E’ evidente che ha fatto ricorso ad una plastica facciale ed anche questo elemento desta dei continui sospetti. Non si sa dove vive. Abita in un grosso Van con i vetri oscurati e la sua macchina e’ sempre preceduta e seguita da auto veloci che gli fanno da scorta.
Con Perelli, dalla “Piovra” in poi, ho lavorato moltissimo, ci siamo incontrati piu’ volte e in vari set. Mi ha fatto molto piacere rivedere Vanessa che, invece, avevo perso di vista da molti anni.
Ho finito di girare da poco “Il grande Torino” con la regia di Claudio Bonivento. Questa volta, mi dispiace stupirla, ma ricopro un ruolo da buono. Sono Ferruccio Novo, il presidente del Torino. Una parte molto intensa, direi emozionante. Non solo perche’ la tragedia della sfortunata squadra di calcio me la sono sentita raccontare fin da piccolo da mio papa’ che era torinese, ma anche perche’ la sceneggiatura e’ molto bella e il mio personaggio ancora di piu’. A quei tempi il calcio era diverso da ora. I calciatori quando andavano in trasferta dormivano in pensioncine da quattro soldi, i contratti si facevano sulla parola…Ferruccio Novo aveva un libricino nero e su quello prendeva nota delle cifre. L’Italia usciva dalla guerra aveva bisogno di credere in qualche cosa, aveva bisogno di passioni e Coppi, Bartali e il grande Torino la facevano sognare. Ferruccio Novo amava tutti i ragazzi, era una grande famiglia e dopo l’ incidente (lui per puro caso non era andato in trasferta con loro) non e’ stato piu’ lo stesso. Mi dicono tutti che pettinato e vestito come lui gli somiglio moltissimo.
Si’ ho finito da poco “Lotta di negro contro cani” con la regia di Giampiero Solari che, oltre ad essere un bravissimo autore televisivo, dirige il teatro stabile delle Marche. Il lavoro e’ andato molto bene. Lo riprenderemo l’ anno prossimo.
Perche’ quando reciti un testo di un grandissimo autore, per esempio Shakespeare, lo provi, lo riprovi, lo metti in scena, lo limi. Lo metti a punto, sera dopo sera. Fai un lavoro su te stesso continuo, ti arricchisci di minuto in minuto. In televisione o al cinema, data la velocita’ delle riprese, puoi attingere soltanto dalle tue esperienze personali, non hai il tempo per approfondire… se sei bravo rimani tale, se non lo sei lo diventerai con molta difficolta’.
Quando posso rispondo con molto entusiasmo agli inviti delle varie unversita’ di cinema o di discipline dello spettacolo che mi chiamano per parlare del mestiere dell’ attore o del corretto uso del corpo. Anni fa, a Torino, mentre con Ottavia Piccolo e Anita Bartolucci recitavamo in “ Mirra” di Vittorio Alfieri con la regia di Ronconi, ci chiamo’ Davico Bonino che insegnava all’ universita’ per parlare con i ragazzi che studiavano drammaturgia. Tra loro c’ era Marco Ponti. Anni dopo, quando Marco Ponti ha girato il suo primo film “Andata + ritorno”, mi ha offerto una parte e mi ha raccontato che anni prima, durante quella famosa lezione, mi aveva chiesto un autografo. E pensare che quel ruolo e’ stato il mio debutto nel comico!. Un film molto bello e intelligente. Io avevo la parte di un delinquente in galera preoccupato per il futuro del figlio e gli dicevo:” Povero ragazzo che farai da grande? Non sai neanche fare una rapina!”.
Si’, un certo tipo di comicita’ penso di possederla.
Si’ e non mi crea nessun problema, quel personaggio ha fatto la mia fortuna. Anni fa a “Domenica in” Sandro Mayer mi fece una bella e lunga intervista. Ebbe un ottimo ascolto e quello che colpi’ la gente fu constatare che io ero diverso dai personaggi che interpretavo e i telespettatori coniarono questa frase: “Remo Girone e’ quell’ attore buono che fa ruoli da cattivo”.